L’aglio nero uccide le cellule tumorali?

Modesti risultati nel rallentamento della progressione di una patologia non significa dissoluzione dei danni già fatti, ma l'appeal delle cure naturali non cala mai

maicolengel butac 24 Apr 2026
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Ci è stato segnalato un post che recita così:

L’aglio nero contiene 10 volte più antiossidanti rispetto all’aglio comune e contiene allilcisteina, che dissolve la placca arteriosa e uccide le cellule tumorali.

Dr Michelangelo Martucci

Cosa c’è di vero?

Studi mostrano che l’aglio nero presenta livelli più elevati di S-allilcisteina rispetto all’aglio fresco – non sono propriamente dieci volte, ma comunque è vero che sono superiori.

Ma quindi quel che dice Martucci è corretto? No. Perché seppur vero che nell’aglio nero ci siano livelli maggiori di allilcisteina, esiste anche una metanalisi su pazienti con arteriopatia obliterante periferica (anche detta aterosclerosi agli arti inferiori), che ha concluso che l’aglio non produce alcun effetto positivo su questa patologia.

Questo non significa che l’aglio nero non abbia qualche effetto benefico sul nostro corpo, ma questi riguardano pressione, colesterolo e fattori di rischio, non la dissoluzione delle placche già formate.

Vale la pena però fare una precisazione: la revisione Cochrane che cita l’assenza di benefici riguarda specificamente l’arteriopatia obliterante periferica, non la placca coronarica. Su quest’ultima esistono studi randomizzati che mostrano un rallentamento della progressione della calcificazione nei pazienti trattati con estratto di aglio invecchiato ad alte dosi. Questo però non salva il post di Martucci, perché anche gli studi più favorevoli parlano di rallentamento della progressione, non di dissoluzione di placche già formate.

Il problema comunque è l’ultima affermazione del mio omonimo, quel perentorio Uccide le cellule tumorali. Perché è vero che, in vitro, sostanze come la S-allilcisteina sembrano inibire la proliferazione di cellule tumorali. Ma ad oggi non esiste evidenza clinica che mangiare aglio nero uccida cellule tumorali nell’essere umano.

Concludendo

Il post di Martucci è l’esempio perfetto di come si costruisce la pseudoscienza alimentare: partendo da dati reali si esagerano un po’ i numeri, si saltano passaggi logici, si danno per certi risultati che andrebbero confermati da serie sperimentazioni e li si diffonde dando a intendere che siano una cura certificata. Una cura che Big Pharma non vuole che conosciate perché altrimenti perderebbe potenziali clienti.

L’allilcisteina esiste, gli studi in vitro esistono, qualche effetto cardiovascolare modesto esiste, ma tra “può contribuire a ridurre alcuni fattori di rischio” a “dissolve la placca e uccide le cellule tumorali” c’è la stessa distanza che separa la scienza dall’imbonimento.

Se l’aglio nero avesse davvero queste proprietà, i cardiologi e gli oncologi lo prescriverebbero. Attualmente non ci risulta che lo facciano.

Per la realizzazione dell’articolo ci siamo avvalsi dell’aiuto di IA per ricerche e traduzioni, non essendo l’autore medico, e infine abbiamo chiesto una revisione dello stesso agli esperti medici di casa BUTAC.

redazione at butac punto it

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