Il sottosegretario alla sanità e i farmaci

Un perfetto esempio di malinformazione: una notizia che circola privata di molte informazioni che servono a interpretarla nella maniera corretta

maicolengel butac 29 Mag 2026
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Ci avete segnalato un post che, come è giusto che sia, abbiamo ritenuto sia materiale per BUTAC. Il post è un testo condiviso sui social, quello che vedete qui sotto:

Racconta l’immagine:

Il sottosegretario alla Sanità è un FARMACISTA, e ha fatto passare dalle Asl alle farmacie private oltre 250 farmaci molto costosi, ed ha aumentato il prezzo ai farmaci di fascia bassa.

Pochissime righe che riescono alla perfezione nell’arte subdola della malinformazione, come vedrete tra poco, perché di per sé il post non riporta cose errate, ma omette così tante info che diventa un ottimo esempio di disinformazione.

Cosa c’è di vero?

  • È vero che l’Onorevole Marcello Gemmato, sottosegretario in carica dal 2 novembre 2022, è un farmacista, oltre che deputato di Fratelli d’Italia.
  • È vero che, tra maggio 2024 e luglio 2025, 251 farmaci antidiabetici sono passati dalla distribuzione diretta regionale – ASL e Strutture ospedaliere – alla vendita in farmacia convenzionata.
  • È vero che dal 1 marzo 2024 è entrato in vigore un sistema di remunerazione per le farmacie che è stato stabilito dalla Legge di Bilancio 2024 e ha di fatto modificato il meccanismo di pagamento delle farmacie convenzionate.

Cosa è sbagliato?

“Farmacie private” è una formulazione volutamente tendenziosa: il trasferimento riguarda farmacie pubbliche e private convenzionate con il SSN, il che significa che il costo dei farmaci continua a essere coperto dal Servizio Sanitario Nazionale. Il paziente non paga di più per il farmaco in sé.

I 251 farmaci trasferiti non sono farmaci “molto costosi” scelti ad arte: si tratta di antidiabetici (glifozine e gliptine) spostati con l’obiettivo di migliorare l’aderenza terapeutica* e alleggerire la logistica ospedaliera**.

Infine: i prezzi al pubblico dei farmaci di fascia A nei primi nove mesi del 2025 sono rimasti invariati (fonte: monitoraggio AIFA gennaio-settembre 2025). L’aumento reale è quello della spesa per il SSN, non del ticket o del prezzo pagato dal paziente. Anche se ogni singolo elemento del post ha una radice reale, raccontarle omettendo quanto vi abbiamo evidenziato trasforma l’insieme in una narrazione falsa, o per meglio dire malinformativa.

Cosa non va ignorato

Il vero problema è che il trasferimento dalla distribuzione diretta alla convenzionata sta aumentando la spesa pubblica farmaceutica in modo significativo. Gli assessori regionali alla Salute hanno chiesto un incontro urgente ad AIFA proprio per questo. Ma non è la stessa cosa che sostenere che il sottosegretario, in quanto farmacista al governo, ha fatto arricchire le farmacie private a spese dei cittadini. Il nuovo sistema di remunerazione introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 ha sostituito la percentuale sul prezzo con quote fisse per confezione, facendo sì che, sui farmaci a basso costo, il margine per la farmacia sia proporzionalmente più alto.

Va però chiarito che questa scelta non è stata dettata dal voler fare guadagnare di più i farmacisti, ma – come dicevamo poco sopra – per due motivi ben specifici che cerco di riassumere qui:

  • *Aderenza terapeutica, ovvero riuscire a far sì che il paziente prenda i farmaci necessari con regolarità, nei tempi e nelle dosi che sono state prescritte. Se per ritirare un farmaco antidiabetico devi recarti all’ASL o all’ospedale con tempi e orari di attesa diversi da quelli di una farmacia, è più probabile che il paziente salti qualche dose. Se invece il farmaco lo trovo comodamente sotto casa, in farmacia, è più probabile che lo ritiri più facilmente e lo prenda con più regolarità. Questo ovviamente può, in campo lungo, portare a dei risparmi sui pazienti che sono costretti a ricorrere a cure maggiori per non aver preso i farmaci nelle modalità indicate.
  • **Alleggerire la logistica ospedaliera: per gli ospedali e le ASL distribuire i farmaci ha un costo, non monetario ma vivo, ma appunto legato alla logistica, dall’occuparsi delle gare d’appalto coi fornitori al dedicare del personale alla distribuzione e controllo dei farmaci prescritti. Lo spostamento sulle farmacie serve a non dover dedicare delle risorse a qualcosa che altri possono fare in maniera più capillare e con competenze già acquisite.

O perlomeno questi sono i due motivi principali per cui Gemmato difende la scelta che è stata fatta dal governo nel 2024; non riportarli è a sua volta un’omissione.

maicolengel at butac punto it

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