Il suicidio di Christine Cotton
Una tragica storia che arriva dalla Francia e che ricalca dinamiche che in Italia abbiamo già visto

In Italia, e soprattutto nel sottobosco legato all’antivaccinismo, sta facendo molto rumore la notizia della scomparsa di Christine Cotton, biostatistica francese, ex professionista dell’industria farmaceutica, morta il 2 giugno 2026 a 56 anni. Sul suo account X ha pubblicato una lettera in cui annunciava la propria decisione di togliersi la vita, attribuendo la causa del suo deterioramento fisico al lavoro di denuncia che stava portando avanti da diversi anni.
Non vi riporterò tutto il suo post su X, lo trovate qui, ci limitiamo alla parte in cui, tra le righe, senza uno straccio di prova, dà a intendere di essere stata avvelenata:
Je suis tombée malade au moment ou j’ai porté plainte contre les autorités de santé. Je souffre depuis plus d’un an de douleurs atroces partant des lombaires jusque dans les jambes, de brulures dans la peau ,essentiellement dans les jambes et le dos. J’ai consulté des médecins généraliste, neurologues, ostéopathe, virologue, dermatologue, rhumatologue, psychiatre , homéopathe… j’ai avalé des milliers de gélules de compléments alimentaires, des anxiolytiques, des neuroleptiques, des antidouleurs prescrits par le centre antidouleur. J’ai meme fait des seances de bioresonnance et vu des magnétiseurs et ce, sans aucun résultat.
Che tradotto:
Mi sono ammalata nel momento in cui ho presentato denuncia contro le autorità sanitarie. Da più di un anno soffro di dolori atroci che partono dalla zona lombare e si irradiano fino alle gambe, di bruciori alla pelle, principalmente alle gambe e alla schiena. Ho consultato medici di base, neurologi, osteopati, virologi, dermatologi, reumatologi, psichiatri, omeopati… ho ingoiato migliaia di capsule di integratori alimentari, ansiolitici, neurolettici, antidolorifici prescritti dal centro antidolore. Ho persino fatto sedute di biorisonanza e consultato dei magnetizzatori, tutto senza alcun risultato.
Già il fatto che racconti di aver preso integratori alimentari per un dolore descritto come molto intenso a noi di BUTAC lascia un filo interdetti, come il fatto che abbia consultato degli omeopati, ma ancor peggio dei “magnétiseurs”, che abbiamo tradotto con “magnetizzatori”, ma che probabilmente sarebbe più sensato definire “guaritori tramite magneti” o pranoterapisti, figure della medicina alternativa.
La malattia di Christine Cotton
Nel post del 2 giugno, come avete visto, Cotton sostiene di essersi ammalata quando ha cominciato a denunciare il malaffare delle case farmaceutiche. In realtà le prime denunce pubbliche del suo malessere risalgono a post social del 2025, non prima. Post in cui descriveva gli stessi sintomi che riporta nel post del 2 giugno. Sintomi che lei inizialmente descriveva così, ad esempio ad aprile 2025:
Amici, sono tre mesi che soffro il martirio, bruciori alla schiena comparsi dopo l’uso di cerotti Voltaren e qualche goccia di Laroxyl, ipersensibilità sulla/nella pelle delle gambe che rende ogni posizione scomoda, perdita di peso, insonnia totale. Dopo decine di esami del sangue, risonanze magnetiche, scanner, ecografie, nessuna diagnosi definitiva. Possibile sindrome post-infettiva post-Covid e altri virus. La pista Lyme si allontana. Possibile burn out. Una brutta caduta nel 2024. Mix di tutti questi elementi. Niente per alleviare i dolori e ritrovare il sonno fino ad oggi. Sto peregrinando tra medici come raccontato dalle vittime dei vaccini e come loro finisco davanti a uno psichiatra con la presa di farmaci. Spero che questo post mi aiuti a trovare una pista verso la guarigione.
Nessuna diagnosi, nessun nesso causale con le sue denunce. Anzi: nel post di aprile 2025 Cotton era esplicita nell’indicare che i bruciori alla schiena erano comparsi dopo l’uso di cerotti Voltaren e gocce di Laroxyl, un antidepressivo triciclico utilizzato anche per il trattamento del dolore neuropatico, e parlava inoltre di una brutta caduta nel 2024. Nella lettera del 2 giugno quel dettaglio sparisce. Rimane solo il nesso denuncia e malattia, una coincidenza temporale presentata come causalità, con la rimozione silenziosa dei particolari scomodi.
Chi era davvero Christine Cotton?
Cotton aveva un curriculum reale, si era laureata alla Toulouse School of Economics e per 25 anni aveva lavorato nell’industra farmaceutica come biostatistica. Quindi aveva un profilo tecnico assolutamente legittimo, e questo è quanto i suoi sostenitori oggi usano per conferirle autorevolezza. Dimenticando che un curriculum legittimo non rende automaticamente legittimo ciò che si afferma.
Da dicembre 2020 Cotton si dedica esclusivamente all’analisi dei documenti Pfizer, producendo un rapporto che nella versione finale arriva a 432 pagine, e inizia a pubblicare i risultati su FranceSoir, testata un tempo generalista, diventata nel corso della pandemia uno dei principali megafoni del movimento no-vax francese. I media mainstream francesi come Le Monde, Le Figaro, AFP, Libération, non l’hanno mai ritenuta affidabile e dunque citata, né alla morte né prima. La sua tesi principale era che il vaccino Pfizer somministrato alla popolazione mondiale non fosse quello testato durante il trial clinico di efficacia. Secondo le sue accuse Pfizer avrebbe usato due vaccini distinti, il primo dei due usato nei trial clinici, il secondo per la produzione e distribuzione mondiale, testato su solo 250 partecipanti.
Nel 2023, ben prima dell’insorgere della sua malattia, Science Feedback ha esaminato la sua ipotesi e l’ha classificata come fuorviante e basata su cherry picking. Cotton non aveva saputo leggere nella maniera corretta la documentazione di Pfizer, documentazione che riportava realmente il numero di 250 partecipanti. Ma erano 250 partecipanti per lotto, non in assoluto.
Purtroppo nulla che non abbiamo già visto
Non possiamo dirvi cosa avesse Christine Cotton, e non spetta a noi stabilirlo. Quello che possiamo dire è che oggi stiamo assistendo a qualcosa che in Italia abbiamo già visto in precedenza (De Donno, Biscardi), un copione che purtroppo viene ripetuto spesso in casi come questi: una persona reale, con una storia reale, muore in circostanze tragiche, e diventa per molti (almeno, per quelli a cui fa comodo) la whistleblower scomoda eliminata dal sistema, senza che ci sia alcun bisogno di prove perché questa narrazione circoli. Basta l’emozione data dall’improvvisa scomparsa.
Emozione cavalcata da soggetti come la deputata della Lega Simona Loizzo, medica specializzata in odontostomatologia, che sui social scrive:
Il suicidio di #christinecotton, farmacologa che aveva denunciato delle anomalie nella produzione dei vaccini anti Covid, apre fortissimi interrogativi.
#simonaloizzo #lega #covid #vaccini
Pubblicando un video in cui non sembra mettere mai in dubbio le accuse fatte da Cotton. Oltre a far pubblicare dall’Agenzia di Stampa Parlamentare Agenparl questo comunicato stampa:
Sono profondamente addolorata per la scomparsa di Christine Cotton, la farmacologa morta suicida dopo aver rivelato in una lettera d’addio gli effetti avversi del vaccino Covid Pfizer. Se è vero, come racconta la dottoressa, che il prodotto somministrato ai cittadini non è quello su cui era stata avviata la sperimentazione clinica, sarebbe gravissimo e irresponsabile nei confronti di chi si è sottoposto ad una vaccinazione di cui erano stati pubblicizzati risultati, efficacia e tollerabilità che, stando alle rivelazioni di Cotton, non corrisponderebbero al vero. Noi anche in commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid abbiamo chiesto la revisione critica degli effetti collaterali perché non possiamo permetterci di mettere ancora una volta a repentaglio la vita dei nostri pazienti. Noi siamo per la scienza e riconosciamo l’approccio scientifico rispetto alle campagne vaccinali in cui vediamo grandi opportunità. Ma abbiamo il dovere di sapere cosa c’è dietro ad ogni singolo prodotto che somministriamo ai nostri cittadini. Vogliamo sapere come stanno davvero le cose, lo dobbiamo anche a persone come Christine, che con coraggio e con grande senso di responsabilità hanno dedicato la vita e la loro professione alla ricerca della verità. La salute è una cosa seria, non possiamo permettere che ci siano errori colossali.
Tutto questo senza mai far riferimento ai tanti che ne avevano smentito accuse e ricerche.
Non credo di poter aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di julien Tromeur su Unsplash