Non so, non ho parole per descrivere il fastidio che ho avuto oggi, quando una follower mi ha segnalato questo articolo fazioso e disinformativo.

Sto parlando dell’articolo di ieri, 13 febbraio 2014, comparso sul Foglio a firma di Giulio Meotti intitolato:

Il Belgio lancia una nuova Aktion T4 contro i bambini handicappati

La faziosità dell’autore è grande come l’oceano, i toni usati, la scarsità di fatti e l’abbondanza di opinioni lo rendono più la trama di una fiction creata nella mente del “giornalista” che un serio articolo da testata nazionale. Ma questo è quel che ci meritiamo, questo è quello che ci prospetta il futuro se non iniziamo ad aprire gli occhi, notizie non notizie nascoste sotto strati di parole inutili.
Qui i fatti  raccontati da Meotti:

Dunque un bambino malato, o disabile, come un anziano demente, è una “non persona”, uno scarto del ciclo evolutivo. “Euthanasie voor kinderen. Nu”. Eutanasia dei bambini, ora: questo il titolo di un surreale appello di sedici pediatri sulla copertina del quotidiano belga De Morgen, dove si dice che l’eutanasia dei neonati è “un gesto di dignità”.

…Nel Terzo Reich, l’eutanasia dei bambini, guidata da un medico idealista come Karl Brandt, non prese il via nei campi di concentramento, ma nelle corsie di ospedale. Fu l’Aktion T4….

Qui è dove i brividi mi  hanno colto, il paragone tra la legge sull’eutanasia votata in Belgio e l’Aktion T4 di memoria nazista. Come si può paragonare le due cose come? Chi con un minimo di sale in zucca e capacità d’uso della rete non può rendersi conto che si tratta di due cose totalmente differenti? Evidentemente Meotti è di quelli (ma allora perché dargli la possibilità di scrivere su di un giornale?)
La ragazza (Elena) che mi ha segnalato l’articolo soffre di un handicap dalla nascita ed era comunque disgustata dalle parole di Meotti:
…diciamoci le cose come stanno: lasciando perdere il buonismo e l’ipocrisia io sono una ex “bambina handicappata” ora “adulta handicappata”… ma ho una condizione che mi permette di vivere la mia vita normalmente. Con gli entusiasmi, i successi, le emozioni, le sconfitte, il mollarsi col ragazzo la settimana prima di san valentino …. vivo come vivono tutte le persone di questo mondo.
L’handicap proprio non ha niente a che fare.
Eppure, eppure quello che posso aver patito io da bambina con disabilità, non è assolutamente paragonabile a quello che può patire un bambino che già dai primi mesi di vita deve trascorrere la sua esistenza sotto un respiratore e, tanto, di esistenza non se ne parla perché ha pochi anni da vivere, e sempre senza muoversi senza parlare alimentato dai sondini … HA SENSO?
Ora, quello che ti chiedo è: sarebbe opportuno fare un po’ di fact checking in modo che la gente riesca a capire che sterminio nazista e evitare la sofferenza inutile a bambini senza futuro, sono 2 cose diverse. Io non credo proprio che in Belgio vogliano cominciare con lo sterminio di massa dei disabili per motivi di soldi. No. Non credo proprio.
Che dire? Si, è vero che in Belgio hanno votato a favore di questa legge, e posso capire che ci siano fazioni che sono contrarie, è normale avere opinioni differenti, ma nel raccontare la legge vanno dette tutte le cose:  i primi a dover esser in grado di dire la loro sono proprio i bambini , che sotto controllo psicologico dovranno dimostrare di capire il senso di quello che stanno scegliendo di fare, quindi senza l’approvazione dello psicologo non possono scegliere, poi dopo che si sia deciso che il bambino è in grado di capire cosa sta chiedendo ci vuole l’autorizzazione di entrambi i genitori, e la malattia di cui soffre il paziente dev’esser di tipo terminale senza possibilità di cura alcuna e causa di sofferenze insuperabili. Quindi non è che un bimbo nato senza un braccio o senza la vista, possa venir condannato a morte. Ci sono delle precise regole da rispettare. Non ci si basa sulla volontà dei genitori, come non ci si basa sulla volontà dei medici, ma un “insieme” di pareri al cui centro c’è comunque la volontà del paziente, malato terminale, che sta “vivendo” una non vita. Io capisco che alcuni nell’egoismo più totale possano pensare che poter vedere il proprio figlio (anche se magari dentro ad un polmone d’acciaio) sia una gioia, ma forse non lo è per quel “bimbo” (anche se in questi casi credo che bimbi non siano, visto che spesso non hanno mai potuto giocare, sporcarsi, ferirsi, ma solo ascoltare i grandi, protetti da respiratori, tende, macchinari…si cresce in fretta a passare il tempo così).

In Germania sotto il nazismo l’Aktion T4 si applicava in persone con malattie genetiche incurabili e/o deformazioni fisiche, tra il 1938 e il 1941 si reputa siano stati uccisi tra i 60 e i 100mila bambini:

Dovevano essere segnalati «tutti i bambini di età inferiore ai tre anni nei quali sia sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie: idiozia e sindrome di Down (specialmente se associato a cecità o sordità); macrocefalia; idrocefalia; malformazioni di ogni genere specialmente agli arti, la testa e la colonna vertebrale; inoltre le paralisi, incluse le condizioni spastiche».[27] Le segnalazioni venivano valutate da una speciale commissione composta da tre membri che dovevano raggiungere il consenso unanime prima di procedere all’uccisione.

Scusate, lo so questa volta non era una bufala, ma una cosa seria, che magari vi trova in disaccordo con me (ci sta, è normale), e forse l’articolo non era necessario, ma sono un papà, un papà che ama il proprio bimbo, e che ha visto cosa vuol dire la sofferenza dei reparti pediatrici per bambini terminali, che ha visto la “saggezza” negli occhi di bimbi che non hanno aspettative di vita lunghe…un papà che quando sente di un bimbo a cui è stato fatto male, piange.

Qui trovate il “pezzo” di Meotti di cui lo screen shot qui sotto, non è un articolo e non merita di esser definito così, è un manifesto ideologico nascosto da notizia….