Ho ricevuto una segnalazione via mail da un’archeologa italiana molto cortese. In pratica ha demistificato da sola quello che mi segnalava, senza che io debba praticamente fare nulla.

Oggi, senza più la pressione delle elezioni, torniamo a parlare di cose che ci piacciono molto di più.

Gli alieni…

…in Vaticano! La mail che abbiamo ricevuto è questa:

Ieri notte, nel dormiveglia, giro su Dmax e trovo questa trasmissione sul Vaticano, che sarebbe a conoscenza della presenza di alieni sulla terra, poiché ne sarebbero stati rinvenuti gli scheletri proprio sotto le biblioteche vaticane, se non ricordo male.

Seguono incontrovertibili immagini di crani allungati e monologhi di “esperti” che gridano al gomblotto. Aspetto fino alla fine per vedere se si degnano di comunicare al telespettatore la vera spiegazione della cosa, o di intervistare qualcuno che come titolo abbia qualcosa in più di “esperto di scienze esoteriche della Casa di Riposo di XYZ-Ville, USA), ma niente, gli svergognati con gran faccia di bronzo continuano a sostenere fino all’ultimo minuto che si tratta di alieni.

Ebbene, forse vi interesserà sapere che quei crani non sono photoshoppati né sono il risultato di qualche terribile patologia, ma sono la traccia di un’usanza, molto diffusa, tra i Goti durante la tarda antichità. Praticamente fasciavano la testa ai neonati in modo che si deformasse per ottenere appunto una specie di testa da Alien.

Lasciando da parte le considerazioni sul dubbio gusto estetico di tale popolo (io probabilmente avrei di gran lunga preferito sposare un Franco o un Longobardo, o perfino un Unno), questa abitudine è testimoniata da molti scavi di necropoli del periodo.

Se ne trova perfino una probabile raffigurazione sulle monete di Teodorico il Grande, che infatti ha una capoccia così. Qundi niente alieni, ma Goti. Più che altro, sarebbe interessante sapere dov’è pubblicata questa roba: spesso ci vogliono decenni prima che gli scavi vengano pubblicati nelle riviste scientifiche o su apposite monografie, ma questi sono problemi interni nostri; fastidioso, comunque.

Putroppo in questo periodo ho una marea di cose da fare e un trilione di testi da finire e consegnare, altrimenti avrei potuto confezionare due righe già pronte per l’uso…Mi dispiace anche di non essere più precisa e di non fornirvi links specifici, ma ho trovato a malapena il tempo di scrivervi. Sarei comunque molto felice di veder pubblicato sul vostro sito un piccolo post che ha a che fare con il periodo che studio!

Per ricerche ulteriori, vi basterà consultare la programmazione di Dmax di ieri notte (per sapere il titolo del programma: ma sono sicura che il web è pieno di questa spazzatura) e qualche motore di ricerca per info sulla deformazione cranica.

Potreste inserire in un motore di ricerca queste parole chiave: “Goti deformazione cranica”. Vedrete che compariranno un sacco di risultati. Gli articoli in pdf che trovate su academia.edu sono solitamente affidabili e citabili: molti archeologi, adesso, hanno un profilo academia.edu e ci mettono i loro contributi scientifici.

A presto e grazie per l’attenzione,
il vostro lavoro è meraviglioso

A noi cercare la puntata di Dmax interessa poco, perché bufale di questo genere circolano appunto un po’ ovunque. Giusto l’anno scorso Affari Italiani titolava:

Resti alieni conservati in Vaticano: mistero

La nostra gentile archeologa non aveva torto, basta cercare un po’ in giro per trovare informazioni complete, ben fatte e approfondite. Sul sito dell’università di Padova ad esempio c’è un approfondimento in materia, nell’area dedicata al Museo di Antropologia, si parla proprio di deformazione artificiale del cranio.

La deformazione artificiale del cranio è una pratica assai antica, diffusa sia in Asia che in Europa e che sopravvisse fino a tempi recenti in alcune parti dell’America Settentrionale e Meridionale ove risale a un periodo precedente l’Impero incaico, e precisamente alle prime fasi della cultura Tiahuanaco (circa 4000 a.C.), come dimostrano i reperti archeologici. La deformazione artificiale del cranio era già conosciuta a Byblos (4000 a.C.), l’attuale Jebal, in Libano, nella cui necropoli furono rinvenute 205 sepolture tra le quali spiccavano anche crani deformati di individui di varie età, e così pure nell’età del Ferro nella Georgia sovietica (3000 a.C.). L’arte egizia documenta l’esistenza di deformazioni circolari del cranio almeno a partire dalla XVIII dinastia (1500 a.C.): tale pratica in seguito si diffuse nella maggior parte delle regioni del globo durante le epoche protostoriche e storiche.

Tutte le citazioni degli scrittori confermano che dal tempo di Ippocrate (450 a.C.) fin dopo l’era cristiana le regioni ad Est del mar Nero furono occupate da popolazioni che praticavano in larga misura tale usanza. Questo costume, così diffuso nell’antichità, probabilmente si può spiegare deducendo che presso tali popoli una testa conformata in tal modo appariva come il simbolo di alte facoltà intellettuali e, nello stesso tempo, la figura assumeva un contegno più marziale e un’aria di nobile fierezza.

Le trasmissioni di canali come Dmax sono intrattenimento e non informazione, mirano ad avere più pubblico possibile, è così che campano, dovrebbe essere chiaro.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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