Alzheimer, vaccini e pseudoinformazione

Uno studio osservazionale di anni fa presentato come notizia nonostante non abbia portato a nulla di nuovo...

maicolengel butac 20 Mar 2026
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Quando andiamo a tenere lezioni nelle scuole e nelle università, tra i consigli che diamo su come difendersi dalla disinformazione ce n’è uno che ripetiamo sempre: controllare le date. Capire quando qualcosa è stato detto o pubblicato è fondamentale per evitare di prendere per nuovo ciò che nuovo non è.

Il 17 marzo 2026, su alcuni siti non nuovi alla diffusione di teorie pseudoscientifiche ha cominciato a circolare un articolo de Il Giornale d’Italia, testata giornalistica registrata, pubblicato nella stessa data. Il titolo è:

Vaccini, tra gli effetti avversi possibili “+38% demenza e +50% Alzheimer” anche dopo 10 anni da inoculazione – STUDIO inglese

Voi vi domanderete: ma perché hai aperto parlando di date da verificare se l’articolo è di pochi giorni fa? Beh, perché leggendo l’articolo si arriva allo studio citato dal titolo:

Common Vaccines and the Risk of Incident Dementia: A Population-based Cohort Study

Studio che è stato pubblicato nel 2023, tre anni fa. E qui la prima domanda sensata che dovremmo farci non è la solita: è vero?, ma perché tirarlo fuori adesso?

Non siamo davanti a una nuova evidenza scientifica, ma al recupero di uno studio osservazionale già noto, che in questi anni non ha prodotto alcuna rivoluzione nella letteratura scientifica né cambiamenti nelle raccomandazioni sanitarie. In altre parole: nulla di nuovo, se non il modo in cui viene raccontato.

Il meccanismo è sempre lo stesso: prendere un dato complesso, decontestualizzarlo, rilanciarlo con un titolo allarmistico. Lo scopo è avvelenare il pozzo: insinuare il dubbio, perché certi messaggi ripetuti abbastanza a lungo finiscono per sembrare plausibili anche in assenza di qualsiasi dimostrazione.

Ma cosa dice davvero quello studio? Rileva un’associazione statistica tra alcune vaccinazioni e una maggiore incidenza di demenza in un certo gruppo di persone. Gli stessi autori, però, mettono in guardia dai limiti metodologici: si tratta di uno studio osservazionale, non di un esperimento controllato. Non dimostra che i vaccini causino la demenza. Dimostra solo che due fenomeni compaiono insieme più spesso e tra compaiono insieme e uno causa l’altro c’è una differenza enorme, che nell’articolo sparisce.

Come sparisce il contesto. Sì, perché vedete, le persone che si vaccinano di più sono spesso più anziane, più fragili e – facilmente – con più patologie. E questi sono tutti fattori che aumentano il rischio demenza.

Presentare quei risultati come prova di un effetto causale è scorretto. Purtroppo però è una scorrettezza utile per chi disinforma: serve a rafforzare la narrativa già esistente, quella della pericolosità dei vaccini.

Sarebbe opportuno che l’Ordine dei Giornalisti valutasse se testate registrate possano continuare a prestare la propria credibilità a questo genere di operazioni. Ma nel frattempo, la difesa più efficace resta quella che proviamo a insegnare ogni volta che possiamo: leggere con attenzione, controllare le date, e chiedersi sempre: perché lo ritirano fuori proprio adesso?

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti.

L’8 ottobre 2026 Coldiretti ha pubblicato un articolo dal titolo: Cibo di laboratorio: studio Università Cattolica conferma criticità per salute, ambiente e sostenibilità Articolo che comincia con queste parole: Ancora una volta è la scienza a confermare le preoccupazioni sollevate da anni da Coldiretti, che per prima ha acceso la luce sugli interessi delle multinazionali […]

maicolengel butac | 23 ott 2026

Il sito web del primo partito del nostro Paese il 20 ottobre 2026 ha titolato così: Covid: censurarono studio su effetti avversi al vaccino Un titolo forte, che viene ripreso dai quotidiani che durante la pandemia hanno cavalcato tutta la possibile disinformazione. Ma appunto finché a cavalcare disinformazione sono redazioni giornalistiche è un conto, quando […]

maicolengel butac | 23 ott 2026

Ci risiamo: dopo Piacenza, a quanto pare ora è Pordenone la sede delle proteste islamiche contro il maiale. O almeno, così titola il Giornale il 15 ottobre 2026 in prima pagina: L’islam ci vieta il prosciutto Un articolo firmato Luigi Mascheroni. Un articolo che nell’occhiello racconta: Le scuole di Pordenone tolgono il San Daniele per […]

maicolengel butac | 19 ott 2026

Su La Verità del 15 ottobre, in prima pagina, troviamo un titolo forte: Dati artefatti: stop al vaccino Covid universale L’articolo porta la firma di Maddalena Loy, giornalista di punta del quotidiano diretto da Belpietro. A cosa fa riferimento il titolo di Loy? A uno studio del 2022 che appunto prometteva un vaccino universale. Ma […]

maicolengel butac | 16 ott 2026