Berrino e la piramide alimentare di Kennedy

Un breve articolo pubblicato sul Corriere della Sera costruisce tesi basate su un'interpretazione parziale delle linee guida per l'alimentazione rilasciate a gennaio in USA

maicolengel butac 7 Mag 2026
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Il 2 maggio 2026 su Il Corriere della Sera è stato pubblicato un articolo firmato da Franco Berrino, l’ennesimo articolo che ci fa domandare perché questo soggetto faccia parte della redazione estesa di quello che dovrebbe essere uno dei giornali più antichi e storicamente autorevoli d’Italia.

L’articolo s’intitola:

Franco Berrino, la piramide rovesciata Usa: «Obiettivo nobile, ma la contraddizione è inspiegabile. C’è lo zampino delle lobby di carne e latticini?»

Noi di quella piramide rovesciata ci eravamo occupati il 12 gennaio 2026, con un articolo che spiegava come in Italia la maggioranza delle testate giornalistiche la stesse presentando “guardando le figure” invece che “leggendo le linee guida“. Berrino fa lo stesso errore. E noi non capiamo se sia una specifica scelta editoriale o se si tratti di incapacità nell’approfondire.

A gennaio scrivevamo:

Ribalta, capovolge, cambia. Ma è davvero così? No, ma ai giornalisti ormai non interessa più informare, bensì solo trovare modi nuovi per far sì che il pubblico legga – o peggio, clicchi – sui loro articoli. E dare a intendere che tutto è cambiato serve proprio a questo. Peccato però che poi la realtà dei fatti sia un po’ diversa da come narrato nei titoli.

Berrino scrive:

C’è l’invito a mangiare cereali integrali e limitare i grassi saturi sotto il 10% delle calorie giornaliere, ma la piramide alimentare proposta è rovesciata: i cereali sono al vertice, cioè da mangiare poco, mentre alla base, posta in alto, ci sono cibi ricchi di grassi saturi (carni rosse e latticini).

Ma è sbagliato: le linee guida indicano per un pattern da 2000 calorie 2-4 porzioni al giorno di cereali integrali. Per confronto, le proteine sono 3-4 porzioni. Non c’è nessuna gerarchia che metta i cereali “da mangiare poco”, sono semplicemente nell’area più stretta della piramide visiva rovesciata, che Berrino scambia per una prescrizione quantitativa.

Berrino scrive:

La piramide proposta è rovesciata: alla base, posta in alto, ci sono cibi ricchi di grassi saturi

Ma è, di nuovo, sbagliato: la zona alta e larga della piramide include “Protein, Dairy & Healthy Fats” e “Vegetables & Fruits” sullo stesso piano grafico. Berrino seleziona solo la metà sinistra dell’immagine per costruire la sua tesi. Questo modo di fare è figlio del cherry picking, ma davvero nessuno in redazione se ne rende conto?

Berrino scrive:

…mangiare più proteine, dal 50% al 100% in più di quanto raccomandano Oms e Fao, fino a 1,6 grammi per kg di peso corporeo. Ma nessuno studio ha mostrato una minima utilità nel mangiare così tante proteine.

Le linee guida parlano di circa 1,2/1,6grammi per chilo, ma leggendole si scopre che dicono chiaramente che questo range debba essere adeguato in base alle esigenze caloriche individuali, e la tabella delle porzioni giornaliere mostra che il numero di porzioni proteiche scala con il fabbisogno calorico totale, non è una prescrizione fissa per tutti. Vale la pena ricordare che la raccomandazione OMS/FAO attuale è, come dice Berrino, 0,83 g/kg/die, ma va sottolineato che questa cifra è appunto oggetto di revisione scientifica attiva: studi con metodologie più recenti (metodo IAAO) stimano il fabbisogno reale attorno a 1,2 g/kg. Quindi Berrino presenta come scolpito nella pietra un numero che in realtà la comunità scientifica sta ampiamente discutendo.

Il complotto delle lobby

A un certo punto Berrino tira fuori un suo cavallo di battaglia, il complottismo nei confronti delle lobby, sostenendo che certe scelte, a suo avviso, siano la dimostrazione dello zampino appunto delle lobby nella piramide alimentare USA.

Ma in realtà, come spiegava sempre a gennaio la nostra amica Roberta Villa:

…è interessante notare è come le nuove linee guida alimentari consegnate agli abitanti degli Stati Uniti siano un capolavoro di comunicazione persuasiva, ottenuto attraverso una serie di trucchi degni di un prestigiatore. L’obiettivo è dire a ciascuno quel che si vuol sentire dire, anche attraverso messaggi che, a ben guardare, sono così contraddittori da apparire, almeno in parte, inconciliabili.

Per riuscire in questa “Mission Impossible”, lo staff di Kennedy ha preso in considerazione i diversi target che voleva raggiungere e ha trovato il modo di accontentarli tutti, senza forzare più di tanto i contenuti, ma sfruttando il potere dei diversi strumenti di comunicazione: un’infografica di impatto per chi si ferma alle figure e un testo più articolato per chi guarda ai contenuti, con l’attacco ai cibi ultraprocessati e alle bevande zuccherate, che le società scientifiche non potevano che applaudire, e con il mantenimento della soglia massima del 10% di grassi saturi nella dieta, che nessuno può negare sia importante per ridurre il rischio cardiovascolare.

Berrino evidentemente preferisce fermarsi alle figure, senza fare quell’approfondimento.

Lo studio EPIC

A fine articolo Berrino cita lo studio European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition:

Nel nostro studio EPIC (European prospective investigation on diet and cancer), che segue 500mila persone che negli anni ’90 hanno compilato questionari sulle abitudini alimentari, abbiamo riscontrato che un consumo elevato di proteine fa ingrassare: più carne si mangia, sia rossa sia bianca, più si prende peso. Le diete iperproteiche, tipo mangiare solo bresaola e insalata, fanno dimagrire perché intossicano, ma tipicamente chi le fa, quando smette, ingrassa più di prima perché cerca lo stesso di mangiare molte proteine.

Ma a nostro avviso Berrino sta rispondendo a una domanda che nessuno ha fatto, perché nelle linee guida americane a cui fa riferimento da nessuna parte si parla di diete iperproteiche come salutari.

La dieta mediterranea

L’articolo – se così possiamo chiamarlo, visto quanto è breve – si conclude con l’invito a seguire la dieta mediterranea, che è la migliore sia per noi che per il pianeta; e potremmo anche essere d’accordo, il problema è che la questione viene trattata come quella riguardante EPIC. Berrino, con quella chiusura, sembra dare a intendere che la piramide alimentare di cui sta parlando si discosti molto dalle linee guida della nostra dieta, ma il punto è proprio questo: le linee guida in questione non promuovono una dieta nordamericana ipercarnivora. Promuovono riduzione degli ultraprocessati, cereali integrali, verdura, frutta, tutti elementi che nel principio non sono poi così lontani dalla dieta mediterranea. L’antitesi tra dieta mediterranea e piramide rovesciata è costruita artificialmente da Berrino sulla sua lettura errata della piramide, non sul testo delle linee guida.

Concludendo

Quel che colpisce non è solo che Berrino abbia letto male la piramide. È che il Corriere della Sera abbia pubblicato questo pezzo senza che nessuno in redazione si prendesse la briga di aprire un documento di nove pagine disponibile gratuitamente online per verificarne le affermazioni.

Non serviva un esperto: bastava leggere.

Se questo è il livello di verifica di uno dei giornali storicamente più autorevoli d’Italia, forse la domanda non è perché Berrino scriva certe cose, ma perché il Corriere continui a pubblicarle.

redazione at butac punto it

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