Renate Holzeisen e i vaccini Covid

Siamo andati a verificare l'ennesimo contenuto che circola su gruppi Telegram legati al complottismo sanitario

maicolengel butac 29 Apr 2026
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Negli stessi ambienti in cui vengono fatti circolare gli articoli de La Verità sui vaccini anti-COVID circolano spesso post che portano la firma dell’avvocato Renate Holzeisen.

Oggi vorremmo trattare questo testo che vediamo condiviso su molti gruppi Telegram legati all’antivaccinismo e al complottismo sanitario:

Se l’Istituto Superiore di “Sanità” – ISS (presieduto da chi gode la fiducia dell’attuale governo Meloni) continua a negare il grave rischio per la salute/vita connesso all’iniezione dei cosiddetti “vaccini”-Covid-19 – anziché insistere per l’installazione di una farmacovigilanza attiva e chiedere di togliere queste sostanze dal piano “vaccinale” nazionale, essendo una “cura sperimentale” (cfr. GIP del Tribunale di Roma) e di fatto prodotti di terapia genica (come spiegato dal Prof.Univ (http://Dott.med).Marco Cosentino in audizione avanti la Commissione d’inchiesta parlamentare sulle misure Covid) – e si concentra invece sulle minacce per la salute derivanti dal clima, è la conseguenza di una politica del governo Meloni che: 1) il 23.11.2022 ha portato con i voti di TUTTI I PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI (tranne Francesca Donato) nel Parlamento europeo e il voto favorevole del GOVERNO MELONI nel Consiglio dell’UE a prevedere espressamente il clima come minaccia alla salute e la contestuale attribuzione “ultra vires” (cioè senza il necessario incarico con voto qualificato da parte del Parlamento Italiano) di poteri dello stato italiano all’UE (art. 2) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R2371 così p.e. alla Commissione Europea è stata affidata la (de-)”formazione professionale” del personale sanitario (art. 11) in un contesto di stretta collaborazione (in primis in punto “comunicazione”) con l’OMS, che (guidata da almeno ca. 20 anni da Epstein, Gates & Co.) nell’Agenda Europea di Immunizzazione – in grave violazione delle disposizioni del Diritto sui Medicinali – incita gli Stati membri a corrompere il personale sanitari con incentivi e di individuare gli “eroi della vaccinazione” https://drive.google.com/file/d/1xVLN4FTh5DrpXyXRAMEfqdNS6XAy0eJi/view?usp=drivesdk 2) provvede ancora oggi a consigliare queste sostanze sperimentali alle donne incinte e consente l’applicazione di queste sostanze (persino ai bebè!) senza la dovuta prescrizione medica, imposta, invece, quale condicio sine qua non per la loro applicazione nella decisione della Commissione Europea di autorizzazione del rispettivo cosiddetto “vaccino”-Covid-19 nell’allegato II punto B Vedi qui per Comirnaty di Pfizer/BioNTech: https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2025/20250725167118/anx_167118_it.pdf Dunque, a che cosa stiamo assistendo, considerato che il governo Meloni ha tutti i dati e presupposti giuridici non solo per potere, ma per DOVER immediatamente togliere da piano nazionale vaccinale queste sostanze della roulette russa?

Siamo di fronte a quello che ci viene da definire un perfetto esempio di come si costruisce la disinformazione “giuridico-sanitaria”.

Il GIP del Tribunale di Roma

Partiamo col botto, con una citazione di un provvedimento del GIP del Tribunale di Roma come prova che i vaccini COVID-19 sarebbero una “cura sperimentale”. Il riferimento è a un decreto di archiviazione del 15 aprile 2026, in cui il GIP ha motivato la sua decisione sostenendo che la situazione pandemica avrebbe reso legittima la somministrazione di una “cura sperimentale”. Ma vedete, quella definizione usata dal Gip è già stata smentita nel 2023 dalla Corte Costituzionale con la sentenza 14/2023 dove è stato affermato esplicitamente che i vaccini anti-COVID non erano sperimentali: le fasi di sperimentazione erano state condotte in parallelo anziché in sequenza per ragioni di urgenza, ma non erano state omesse. Dalla sentenza:

Il Collegio rimettente sostiene la natura non sperimentale dei vaccini per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2. Per essi – viene ricordato – non è stata omessa alcuna delle tradizionali fasi di sperimentazione; semplicemente, data l’impellenza della situazione pandemica, dette fasi sono state condotte in parallelo, in sovrapposizione parziale, il che ha consentito di accelerare l’immissione in commercio dei farmaci.

Viene dunque rammentato che – come evincibile dalla relazione trasmessa a seguito della propria ordinanza istruttoria – l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata è lo strumento che permette alle autorità regolatorie di approvare un farmaco rapidamente in presenza di una necessità urgente, garantendo, comunque, che il vaccino approvato soddisfi i rigorosi standard dell’Unione europea quanto a sicurezza, efficacia e qualità, ma senza considerare concluso il processo di valutazione al momento dell’immissione in commercio, in quanto si prevede che gli sviluppatori presentino dati supplementari sul vaccino anche successivamente.

Il giudizio del GIP del Tribunale di Roma in un decreto di archiviazione non è una sentenza, non costituisce giurisprudenza, e non definisce lo status regolatorio di un farmaco. Quanto invece affermato dalla Corte Costituzionale nel 2023 è decisamente più rilevante. Peccato che un avvocato ometta questo dettaglio.

I “prodotti di terapia genica”

Nel testo poi viene citata l’audizione del professor Marco Cosentino davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta COVID dell’8 aprile 2026. Ne abbiamo già parlato su queste pagine. Cosentino solleva una questione regolatoria legittima, ovvero se i vaccini mRNA avrebbero dovuto essere classificati diversamente e quindi seguire un iter regolatorio diverso da quello dei normali vaccini. Ma il passaggio da questa domanda all’affermazione che quindi si tratti di “prodotti di terapia genica” è un salto che la comunità scientifica non fa. Perché, come ripetuto più volte, i vaccini mRNA non modificano il DNA, non si integrano nel genoma, e la loro classificazione regolatoria come vaccini è stata confermata da EMA, FDA e dalla Corte Costituzionale italiana. Usare le parole di Cosentino per affermare che si tratti di terapia genica significa decontestualizzare la sua posizione.

Il Regolamento UE 2022/2371 e l'”ultra vires”

Qui l’avvocato conta sul fatto che nessuno dei suoi follower apra, legga e comprenda il link al Regolamento di cui lei parla. Ma chi avesse quella pazienza e voglia scoprirebbe che si tratta di un atto di revisione del mandato dell’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e del rafforzamento della cooperazione europea in materia di sorveglianza epidemiologica, tutte funzioni che l’UE esercita da decenni nell’ambito della salute pubblica e che non richiedono “voto qualificato” del Parlamento italiano perché rientrano nelle competenze concorrenti previste dai Trattati. La locuzione latina sfruttata da Holzeisen serve solo a dar sfoggio di cultura, senza che ci sia alcuna attinenza con il il Regolamento UE a cui si fa riferimento. La locuzione difatti significherebbe letteralmente “al di là dei poteri”. Come riporta Wikipedia:

In diritto, se un atto richiede autorità legale, ed è istruito attraverso tale autorità, è caratterizzato dalla legge come intra vires, ossia “nell’ambito dei poteri”. Se invece viene istruito senza tale autorità, viene considerato un eccesso di potere. Gli atti intra vires sono considerati legalmente validi, al contrario di quelli ultra vires. Ne discende il principio nec ultra vires (“non oltre i poteri”).

Ma appunto l’ECDC non agisce ultra vires, fa quello per cui è stato creato con l’autorizzazione esplicita di tutti i Paesi membri. Dare a intendere diversamente è disinformare.

Gates, Epstein e l’OMS

Holzeisen sfrutta anche i nomi che più triggerano i suoi follower: Bill Gates, Jeffery Epstein e l’OMS. Il problema è cosa ci viene raccontato, visto che nel testo si sostiene che Gates e Epstein abbiano guidato l’OMS per circa vent’anni, quando siamo di fronte a fuffa senza fondamento. Jeffrey Epstein è morto nel 2019 e non ha mai avuto ruoli formali nell’OMS. Bill Gates, attraverso la sua Fondazione, finanzia alcune iniziative dell’OMS. Si tratta di un fatto noto, documentato e pubblico; ma “guidare” un’organizzazione intergovernativa con 194 Stati membri attraverso finanziamenti privati è una semplificazione che non regge a nessun esame. Attualmente il direttore generale dell’OMS è Tedros Adhanom Ghebreyesus, eletto dagli Stati membri.

Concludendo

Il testo è un esempio perfetto di come gettare fumo negli occhi dei propri follower, dando a intendere cose che non sono sfruttando termini giuridici latini, nomi che notoriamente provocano reazioni di rabbia, e provvedimenti che non hanno il valore che gli si vorrebbe dare. È il tipico formato della disinformazione che viene veicolata su canali come WhatsApp e Telegram: abbastanza dettagliata da sembrare documentata e autorevole, abbastanza vaga perché risulti noioso e frustrante confutarla punto per punto.

redazione at butac punto it

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