Quando nel 2013 aprii BUTAC le fonti delle bufale erano sempre le stesse: c’erano alcuni siti che mi venivano segnalati quotidianamente, nomi tipo Lo Sai, Curiosity 201X, Salto Quantico/Quantum Jump, Il Corriere del Mattino, Il Corriere del Corsaro, Tanker Enemy, La chiave orgonica (ahahahaha) erano i più gettonati. Alcuni di questi sono svaniti dalle segnalazioni, avevo sperato che fossero svaniti anche dalla rete, ma ovviamente mi sbagliavo. Molti ci sono ancora, sfruttano i soliti trucchetti per cambiare nome/indirizzo del sito ed evitare i filtri spam della rete, ma sono ancora lì e “divulgano” ancora forte.

Un esempio? Su un sito che si chiama Zapping2017.myblog mi segnalate un articolo sulla Melegatti, articolo che spiega le stesse identiche cose dette da noi a inizio dicembre, ovviamente senza citarci. Nel verificare da dove avessero scopiazzato (perché è chiaro che è un articolo diffuso solo perché originariamente era virale, ed è stato scopiazzato da altra fonte) mi accorgo che uno degli ultimi articoli pubblicati su Zapping mi suona come qualcosa che avevo già visto:

La Natura si ribella – L’Amaranto, l’antica pianta sacra degli Incas, attacca le colture OGM !!

Zapping lo pubblica ilo 26 dicembre 2017, senza alcuna indicazione temporale che spieghi quando sia stato scritto l’articolo, a fine pezzo c’è un link a quella che loro definiscono fonte (sarebbe così bello imparare cosa significa fonte in un articolo, e non mettere un link a caso per dire “ho copiato da li”). La “fonte” è Curiosity201X, nella sua versione 2017. Che pubblicava lo stesso articolo a marzo 2017. Curiosity nella stessa maniera di Zapping linka la propria fonte, un articolo di dicembre 2011 in spagnolo. Articolo che riesco a trovare anche pubblicato nel 2010. Siamo di fronte a un classico caso di notizia non verificata che viene lasciata propagare nel corso degli anni. Al punto che ci sono soggetti che sono convinti sia un dato di fatto, sono pochissimi quelli che vanno a fondo con una sana verifica dei fatti. Ci ho provato io. Nell’articolo di Zapping si comincia citando fin da subito un dato abbastanza facile da verificare:

Già nel 2004, un agricoltore di Atlanta osservò che diverse piante di amaranto resistevano al potente e cancerogeno erbicida Roundup. Da allora la situazione è peggiorata e il fenomeno si è diffuso in Sud e Nord Carolina, Arkansas, Tennessee e Missouri.

Un agricoltore, nel 2004, l’amaranto e il roundup. Basta tradurre queste parole in inglese e limitare la ricerca per arrivare ad articoli come questo:

Pigweed in the Cotton: A ‘Superweed’ Invades Georgia

Che raccontano proprio la storia del coltivatore del 2004, che aveva a che fare con un’infestazione di amaranto (la superweed). L’articolo compare su Modern Farmer, cita l’esperto Stanley Culpepper che spiega molte cose, ma in maniera decisamente diversa dall’articolo apparso su Zapping, Curiosity e compagnia bella. Negli articoli, chiaramente anti OGM, si sostiene che:

Secondo un gruppo di scienziati britannici dal Centro di Ecologia e Idrologia, vi è stato un trasferimento dei geni tra la pianta geneticamente modificata e alcune erbacce come l’amaranto. Questo indesiderato e pericoloso risultato, contraddice le affermazioni dei sostenitori pro-OGM che affermano che un’ibridazione tra una pianta OGM e una pianta naturale è semplicemente “impossibile“….
Si tratta di un parere, smentito però da studi del 2016, che spiegano come alcune erbacce abbiano sviluppato una resistenza al glifosato:

Glyphosate Resistance of C3 and C4 Weeds under Rising Atmospheric CO2

Purtroppo la colpa pare essere l’aumento di CO2 (anidride carbonica). Certe erbacce sviluppano una resistenza al glifosate se sono coltivate crescono in aree che hanno alti livelli di CO2.  Non vi sto dicendo lo sia con certezza, non sono un biologo, ma almeno provo a portarvi una fonte di quanto affermo. Zapping, Curiosity e gli altri non lo fanno in alcuna maniera.

Nell’articolo di Modern Farmer viene spiegato con precisione perché siano preferibili le coltivazioni modificate geneticamente piuttosto che quelle non modificate, viene spiegato il danno che veniva fatto sui terreni prima dell’avvento degli OGM e come invece oggi quei terreni stiano meglio. Ed è proprio quello il problema, per combattere quest’amaranto in certe zone hanno ricominciato pratiche che non si utilizzavano da tempo, e che causano una grave erosione dei terreni coltivati. Erosione che si era evitata proprio per merito dell’uso del glifosato e degli OGM. Non raccontarlo è grave. Ma non mi aspetto nulla di diverso da persone che prendono articoli che hanno quasi dieci anni e continuano a diffonderli senza nessun aggiornamento, spacciandoli per nuovi ai propri lettori.

Nella lista di chi ha fatto circolare questa storia su amaranto, OGM e glifosato nel corso degli anni troviamo: GreenMe, Lo Spillo, Global Project, LifeStyle Magazine. Siti perlopiù con domini gratuiti o anonimi, siti che pur essendo italiani hanno sede in Albania o altre parti del mondo. Sarebbe buona pratica imparare a non fidarsi di questa gente, non verificano quello che riportano, copiano e incollano qualsiasi cosa possa portare loro visite e sia al tempo stesso valida per il tipo di narrazione che hanno scelto.

Stateci alla larga, noi nel frattempo provvederemo a inserirli nella solita Black List.

maicolengel at butac punto it

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