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È da tempo che spero di vedere insegnanti impegnarsi ad insegnare ai propri alunni come funziona la rete e come tutti possono imparare a verificare da soli le informazioni e le notizie che passano sulla stessa, specie tramite i Social Network.

L’anno scorso una lettrice di Butac, Mara Bagatella, insegnante, si è fatta avanti, mi ha chiesto del materiale e da li ha tratto un bel manuale che ha pubblicato online e che ha iniziato ad usare nelle classi in cui insegna.

I ragazzi delle classi a cui insegna hanno iniziato a produrre piccoli lavoretti sul tema, e Mara me li ha spediti, credo che valga la pena diffondere la cosa, e magari il bel manuale di questa brava insegnante, avercene di persone così!

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Qui sotto trovate la premessa che Mara aveva scritto al suo manuale, subito dopo i link ai due capitoli che lo compongono, fossi in voi andrei a commentare sul suo blog e a farle i dovuti complimenti:

Manuale del cacciatore di bufale (1)

PremessaNon sono una giornalista, né una debunker, quindi vi chiederete come mai ho deciso di affrontare l’argomento delle bufale in Internet in un blog che parla di didattica dell’arte.La risposta è molto semplice: perché sono un’insegnante e mi occupo di istruzione e cultura.
Due cose importantissime, alle quali ho dedicato la mia vita e che l’inarrestabile diffusione delle bufale sta mettendo a repentaglio.
Io amo Internet, e considero il Web una grande risorsa, ma, come tutti gli strumenti molto complessi, non può essere utilizzato alla leggera.
Fareste guidare una Ferrari a qualcuno che non ha la patente?Ebbene, sappiate che ci sono bambini di 8/9 anni che hanno un profilo su Facebook.
Come intendiamo proteggerli? Come crediamo di poterli educare all’uso consapevole di qualche cosa che non conosciamo a fondo nemmeno noi adulti?
E, soprattutto: quanto tempo dovrà passare prima che la Scuola Pubblica, l’Ente preposto all’Istruzione, all’Educazione, alla diffusione della Cultura, si faccia finalmente carico di questo problema?
Io non lo so.
Ma non intendo aspettare.

Ogni giorno, là fuori, c’è gente che inventa le notizie più strampalate solo per esibizionismo, gente che fomenta odio con bufale a sfondo razzista e politico, gente che distrugge sistematicamente gli sforzi di ricercatori seri pubblicando articoli pseudoscientifici a cui la gente crede ciecamente, dato che non ha la capacità di distinguere e selezionare le notizie che arrivano dalla Rete.

E chi mai dovrebbe assumersi l’onere di educare le persone al ragionamento e allo spirito critico?  Chi dovrebbe fornire gli strumenti per comprendere la realtà e sapersi orientare tra la miriade di informazioni da cui ci troviamo quotidianamente bombardati?
Chi, se non la Scuola?

Fino a quando lasceremo che pochi debunkers, animati solo da buona volontà e spirito di volontariato facciano un lavoro che dovrebbe essere nostro?

Queste sono le domande che mi sono posta negli ultimi mesi, e alle quali sto cercando di dare risposta con questo lavoro, che mi auguro venga copiato, diffuso, utilizzato il più possibile, che diventi più virale di una catena di S. Antonio.

In realtà, io non sto inventando nulla, sto soltanto raccogliendo il materiale messo a disposizione da altri, rielaborandolo e riordinandolo, in modo che risulti facilmente comprensibile ai miei alunni. A lavoro ultimato, diventerà un vero e proprio libretto, che tutti potranno scaricare, stampare, diffondere.

Ringrazio Maicolengel di “Bufale un tanto al chilo” per la fattiva collaborazione, e Paolo Attivissimo per il materiale a cui sto attingendo e per essermi stato di ispirazione.

Manuale del cacciatore di bufale a cura di Mara Bagatella Vol.1
Manuale del cacciatore di bufale a cura di Mara Bagatella Vol.2
maicolengel