L’arresto di Andriy Yermak e le narrazioni scomode

Notizie che vengono riportate malamente e che hanno bisogno di qualche informazione di contesto

maicolengel butac 21 Mag 2026
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Ci è stato segnalata la notizia dell’arresto di Andriy Yermak, non come bufala, ma come prova che il governo ucraino è corrotto (e magari pure nazista), sfidandoci a parlarne.

Lo so, non bisognerebbe mai rispondere alle provocazioni, ma ritengo che come sempre la stampa – specie quella italiana – tratti queste notizie malamente, senza approfondire, senza entrare veramente nella notizia, ma raccontandola in maniera superficiale, facendo così il gioco di chi vuole che la gente resti in larga parte malinformata.

I fatti

Partiamo dai fatti: il 14 maggio 2026 Andriy Yermak, ex capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è stato arrestato con accuse di riciclaggio di denaro. Notizia che non dovrebbe sorprenderci così tanto; vorrei infatti ricordare a chi non legge BUTAC con costanza che giusto l’anno scorso avevamo raccontato che l’Ucraina:

…nel 2012 era considerata da Ernst&Young una delle tre nazioni più corrotte al mondo, e la situazione era così almeno dagli anni Novanta.

Anche in quell’articolo parlavamo di un soggetto arrestato (con accuse di appropriazione indebita, riciclaggio, associazione a delinquere), soggetto che però veniva ritenuto sufficientemente affidabile da alcuni media italiani (Report e Il Manifesto) per fare dichiarazioni decisamente più filorusse. Ma non è importante, quello che è importante è avere ben chiaro che nessuno è qui a negare che l’Ucraina abbia un problema con la corruzione, problema che si porta avanti fin dagli anni Novanta del secolo scorso.

NABU e SAPO

Quello che però va raccontato – come già fatto in precedenza su queste pagine – è appunto che, proprio a causa di questo livello di corruzione, sono state istituite due agenzie: NABU e SAPO, agenzie indipendenti dal governo, nate proprio per indagare il governo. E questo ha una conseguenza narrativa fondamentale: l’arresto di Yermak non è la prova che il governo ucraino è corrotto e basta, ma è la prova che esiste un sistema anticorruzione che funziona e che colpisce anche i potenti.

Yermak a novembre 2025 si era dimesso in seguito alle perquisizioni effettuate dalla NABU nelle sue proprietà nell’ambito dell’inchiesta Energoatom.

L’inchiesta Energoatom

Energoatom è il nome della società statale ucraina che gestisce le centrali nucleari del Paese, e l’inchiesta che prende il suo nome è nata quando è emerso che i contractor pagavano tangenti del 10-15% a funzionari statali per ottenere o mantenere i contratti con l’azienda. Nel contesto di quest’inchiesta vengono perquisite le proprietà di Yermak, che si dimette.

L’inchiesta Midas

L’operazione che invece ha portato all’arresto di Yermak porta il nome Midas, e si tratta di un’inchiesta più ampia nell’ambito della quale anche Tymur Mindich, ex socio in affari di Zelensky, era stato accusato di aver sottratto decine di milioni di dollari in tangenti proprio da Energoatom. Midas vede tra gli indagati anche l’ex vice primo ministro Oleksii Chernyshov. In Ucraina l’inchiesta ha generato una forte reazione di sdegno tra i cittadini. Vale la pena sottolineare come gli inquirenti abbiano più volte rimarcato che Zelensky non risulta indagato in nessuno di questi casi.

Il tentativo di controllare NABU e SAPO

Quello che va raccontato, come raccontavamo l’anno scorso, è che il governo di Zelensky nel 2025 aveva approvato una legge che avrebbe limitato l’indipendenza delle due agenzie anticorruzione, la legge 12414. I motivi che erano stati forniti per l’introduzione di quella legge erano legati a possibili ingerenze russe nelle due agenzie. Ma, come spiegavamo appunto nel 2025:

Lo stesso presidente Zelensky ha già messo in via di approvazione una nuova legge per ripristinare l’indipendenza delle agenzie anticorruzione cercando di evitare ingerenze russe – che erano poi il principale motivo dell’approvazione di quella parte della legge 12414.

Vi riporto da RBC Ukraine:

…la NABU e la SAPO, che hanno partecipato alla sua stesura, hanno annunciato che il disegno di legge n. 13533 ripristina tutti i poteri procedurali e le garanzie di indipendenza della NABU e della SAPO e hanno invitato la Rada ad adottarlo al più presto. Ciò impedirà minacce ai procedimenti penali indagati dagli organi anticorruzione.

Il disegno di legge definisce il capo della Procura Specializzata Anticorruzione come un capo indipendente della procura per i procuratori della SAPO. Ciò garantisce la loro indipendenza procedurale dal Procuratore Generale nei casi indagati dalla NABU.

Che aggiunge un dettaglio interessante:

…i dipendenti del NABU e di alcune agenzie di polizia con accesso ai segreti di Stato dovranno sottoporsi a un test del poligrafo almeno una volta ogni due anni.

Il tutto sempre nell’ottica di preservare l’indipendenza ed evitare le possibili ingerenze estere. Quello però che va sottolineato è che NABU e SAPO sono appunto sopravissute, la nuova legge ne ha confermato l’indipendenza e il risultato è la loro libertà di agire, e arrestare o indagare anche soggetti come Yermak.

Ma quindi?

Qualcuno di voi arrivato sin qui si domanderà allora: se è tutto vero, perché ne parliamo? Perché i toni di cui parlavo all’inizio sono appunto quelli che vengono usati da tanti – troppi, a mio avviso – nel condividere la notizia. Toni che sembrano voler dire: se sono corrotti non dobbiamo inviare loro aiuti e soldi. Ma questo è esattamente quello che vuole la Russia, convincerci che in quanto corrotti non vadano aiutati. Un dettaglio in più: l’Ucraina si colloca al 104esimo posto nella classifica del Corruption Perceptions Index (CPI) 2025, la Russia al 157esimo (per vostra curiosità l’Italia è 52esima, subito dopo la Spagna).

Un Paese che ha istituito due agenzie anticorruzione indipendenti, che sono in grado di arrestare il numero due del governo mentre è in corso una guerra, è un Paese che funziona. Quanto avvenuto quindi non è la prova di uno Stato corrotto che va abbandonato bensì la prova di uno Stato che, nel mezzo di una guerra, sta cercando di fare pulizia. Esattamente il contrario di quello che la propaganda vuole farvi credere.

La corruzione c’è, nessuno lo nega, ed è radicata nel Paese da almeno tre decenni, ma si sta facendo di tutto per combatterla e perseguirla. E a farlo non è Zelensky, ma agenzie indipendenti dal suo operato.

maicolengel at butac punto it

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