Cremazioni bolognesi e malinformazione

Legittimo che un politico faccia politica e non informazione, ma il ruolo dei giornalisti in questi casi quale dovrebbe essere?

maicolengel butac 15 Mag 2026
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Ci è stato segnalato un servizio del TG4 che parla della mia città, un servizio dove vediamo Stefania Cavallaro, vicedirettore del TG4, intervistare Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia.

Il servizio comincia con l’immagine che vedete in testa all’articolo: Cavallaro, Bignami e sullo sfondo sullo schermo dello studio un’immagine del sindaco Matteo Lepore.

Le battute che c’interessano durano veramente pochi secondi, le ho trascritte:

Cavallaro: Dal 19 di marzo le salme di coloro che muoiono devono essere necessariamente trasportate a Ferrara e questo ha un costo perché si spendono fino a €1000, già nel momento di dolore si trova anche la beffa di dover spendere questi soldi.

Bignami: Intanto diciamo che il socio privato in realtà è una COOP rossa perché a Bologna è tutto tinto di rosso e poi va detto: almeno una volta si diceva dalla culla alla tomba almeno da morti lasciamo che le persone possano riposare in pace se davvero ci tengono all’ambiente potrebbero cambiare i bus a nafta che inquinano sicuramente di più e lasciare in pace i nostri cari…

Cosa c’è di vero?

L’impianto di cremazione di Bologna, quello del cimitero di Borgo Panigale, è fermo dal 12 marzo; il blocco è dovuto al superamento dei livelli di emissioni inquinanti. La decisione del blocco è stata presa dopo che a inizio marzo l’azienda Bologna Servizi Cimiteriali ha comunicato ad ARPAE la necessità di fermare i forni, in seguito ai controlli periodici sulle emissioni. Quando i limiti previsti vengono superati i forni vengono bloccati d’ufficio.

Secondo le imprese di pompe funebri non è propriamente dovuto alle troppe cremazioni, ma più che altro alla scarsa manutenzione causata dalle tante cremazioni. In pratica: non è che “cremare inquina troppo”, è che i forni non sono stati manutenuti adeguatamente, probabilmente anche perché si lavorava a pieno regime.

Cosa è sbagliato?

ARPAE sta per Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente Energia, è un’agenzia regionale, che non ha nulla a che vedere col Comune di Bologna. Il sindaco che viene attaccato frontalmente in un telegiornale regionale, dando a intendere che abbia colpe sulla scelta di ARPAE, in realtà in questo caso non ha alcun potere. Non sta a lui scegliere chiusure e aperture dell’impianto, non è lui che prende quelle decisioni, ma un’agenzia a controllo regionale. Un vicedirettore di TG queste cose le dovrebbe sapere, esattamente come il capogruppo alla camera del partito di maggioranza, specialmente considerando il fatto che è bolognese.

Ma non ci limitiamo a questo, perché Bignami in chiusura fa una battuta sui bus a nafta. Curioso che basti sfogliare le cronache cittadine per scoprire che:

Bus a idrogeno

Saranno 127 nell’area metropolitana i bus Tper a emissioni zero, con impianto di ricarica nel deposito Battindarno

Da Incronaca, testata giornalistica degli studenti di UniBo:

Il parco veicolare conta più di 1.200 mezzi tra Bologna e Ferrara, con 950 al lavoro nell’area metropolitana bolognese e 715 autobus concentrati nella città. Di questi, circa 570 sono già ad alta compatibilità ambientale, tra i quali 480 sono alimentati ad energia elettrica, come i filobus o gli autobus dotati di batteria, oppure a metano liquido o compresso. A questi andranno anche aggiunti sia i nuovi 127 bus alimentati a idrogeno previsti entro il 2026 sia gli 82 bus immessi nel bacino metropolitano bolognese e i 16 immessi nel bacino estense per il 2024. Tutti parte dell’energy mix proiettato verso la sostenibilità ambientale, rendendo il servizio di trasporto pubblico locale un esempio virtuoso rispetto al resto d’Italia, che ancora per l’85% usa mezzi a diesel.

Quindi secondo UniBo il parco veicoli Tper nel bolognese è decisamente più virtuoso che nel resto d’Italia, perché non spiegarlo? La risposta a nostro avviso è molto semplice: perché non si sta facendo informazione, ma semplice politica. Che la faccia un esponente di un partito ci sta (anche se potrebbe attaccare Tper su altre cose – se vuole posso fargli un elenco – invece che sfruttarne una scivolosa come questa); che l’assist glielo dia una giornalista vicedirettrice di un TG, invece, riteniamo che sia decisamente più grave.

maicolengel at butac punto it

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