Sappiamo che l’Italia è un paese a rischio sismico. Determinate zone lo sono più di altre, ma scrivere un pezzo così, con toni allarmistici e imitando Nostradamus, ha davvero senso?

Sta circolando una notizia tratta da un giornale online, la notizia è di quelle allarmistiche a tutto tondo, lo dimostra il fatto che è stata scritta nel 2012, i fatti non sono avvenuti ed oggi rigira come se fosse attuale. Tutto ciò è per me già in partenza assurdo, ma tant’è di gente che ci sta cascando ne ho vista girare parecchia, peccato! Anche io potrei scrivere un articolo simile a quello che sbufalo e riuscire ad azzeccare la previsione: basta guardare una mappa che ci mostra come quasi ogni giorno la terra trema da qualche parte.

La capacità di giocare con le parole è innata, e quindi partono da una frase così:

al sud Italia, e soprattutto in Calabria e Sicilia, c’è il rischio concreto che si verifichi un terremoto di magnitudo 7.5 Richter, migliaia di volte più potente rispetto a quello che ha distrutto L’Aquila poco più di tre anni fa.

Usando un vecchio trucchetto, la mettono in bocca al povero Martelli:

Quanto è credibile una previsione del genere? “Una probabilità che si verifichi, in un periodo che va da qualche mese a un anno, pari al 70 per cento”. Caspiterina, una probabilità altissima. E a dirlo è una voce più che autorevole, il Direttore dell’Enea di Bologna, l’ing. Alessandro Martelli. 

No, cari miei: non ha detto che avverranno le cose descritte, ha solo evidenziato che in Italia vi è da sempre una probabilità che succeda qualcosa di simile, sari oltretutto interessato a sapere se a Martelli la giornalista Mina Cappussi ha davvero chiesto il non virgolettato, o solo se ci sia la possibilità di un terremoto tra la Calabria e la Sicilia. Martelli che già in altri luoghi ha spiegato come avvengono queste “previsioni” e che tipo di macchinari vengono usati non mi sembra il tipo da sbilanciarsi più di tanto con le parole.

Detto ciò, Martelli è anche uno citato per aver detto tempo fa:

Dare allarmi aiuta la prevenzione

e quindi ben vengano questi allarmi, basta non diventino isterie!

Se vivete in una zona notoriamente sismica (o vulcanica) quando leggete queste notizie NON dovreste allarmarvi, ma solo pensare:

“e che me frega? Io sono preparato, lo so che può succedere in ogni momento!”

Perché è questo che l’Ing. Martelli vorrebbe, e credo sia la cosa più giusta da fare.

Per il resto, l’articolo è un concentrato di cattiva informazione, magari spinta a fare allarmismo così, ma pessima, dalla nube di fuoco alle esalazioni venefiche, fino ad arrivare a parlare di Galileo e il suo aver rischiato il rogo per diofendere le proprie teorie. Mah.

Ciò non toglie che rimaniamo un paese impreparato alle emergenze…un paese che dovrebbe esserlo costantemente e invece… nulla. Quindi una sbufalata a metà, se da una parte odio questo allarmismo,  dall’altra non posso che concordare con Martelli, finché non saremo davvero preparati alle emergenze ( e l’ “emergenza” del blackout a Cortina credo abbia dimostrato che una parte d’Italia non è pronta 😉 )

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