Autismo e vaccini – Un nuovo studio (di gennaio 2025)

Parliamo di una ricerca malfatta, pubblicata un anno e mezzo fa su una testata di parte e di nessuna affidabilità, finanziata da chi ha precisi interessi a veicolare disinformazione sui vaccini pediatrici

maicolengel butac 14 Lug 2026
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Ci avete segnalato un post che circola principalmente su canali di messaggistica varia, come Telegram e WhatsApp. A noi l’avete segnalato su Telegram, dove sta circolando con questa immagine:

LA SCIENZA NON È RELIGIONE. Emergono dubbi importanti. Oggi hai il dovere di mettere in discussione tutto. LA SCIENZA NON HA PAURA DELLE DOMANDE. LA VERITÀ NON HA BISOGNO DI CENSURA. Children’s Health Defense UNO STUDIO PEER-REVIEWED CONFERMA: I VACCINI SONO FORTEMENTE ASSOCIATI ALL’80% DEI CASI DI AUTISMO NEGLI USA. ⚠️ INFORMAZIONE LIBERA, SCELTE CONSAPEVOLI. liberidalledieteconluca — STILE DI VITA LIBERO

Accompagnato da questo testo:

Uno studio peer-reviewed sta facendo discutere il mondo scientifico.
Ha analizzato i dati sanitari di 47.155 bambini iscritti al programma Medicaid della Florida e ha riportato un’associazione tra il calendario vaccinale e un aumento delle diagnosi di disturbi del neurosviluppo, compreso l’autismo. Gli autori riferiscono inoltre che il rischio osservato aumentava con il numero delle visite vaccinali.
Come ogni studio osservazionale, non dimostra un rapporto di causa-effetto.
Ma una domanda rimane:
Quando emerge uno studio che mette in discussione un tema cosi importante, la risposta dovrebbe essere ignorarlo oppure analizzarlo con rigore scientifico?
La scienza cresce attraverso il confronto, la verifica e la replica dei risultati, non evitando le domande.

La prima cosa da raccontare è che lo studio a cui si fa riferimento è stato pubblicato a gennaio 2025, se “facesse discutere il mondo scientifico” come ci raccontano sarebbe un anno e mezzo che tutti ne dovrebbero aver sentito parlare, e invece siamo a luglio 2026 ed è la prima volta che questo studio viene citato in Italia.

Lo “studio”

S’intitola:

Vaccination and Neurodevelopmental Disorders: A Study of Nine-Year-Old Children Enrolled in Medicaid

E la testata su cui è stato pubblicato si chiama Science, Public Health Policy and the Law e fa parte dell’editore IPAK-EDU LLC, la stessa galassia di World Council for Health di area no-vax. Non una testata scientifica autorevole. Guarda caso la “peer review” è affidata a James Lyons-Weiler, figura già nota per posizioni antivacciniste, non a un board indipendente terzo. Già da queste basi dovreste capire la scarsa affidabilità dei dati raccolti e il pregiudizio che guida chi firma questo genere di contenuti. Nella sezione dedicata al finanziamento e ai conflitti di interesse viene detto esplicitamente che la ricerca è stata pagata dal National Vaccine Information Center, con contributo aggiuntivo di IPAK per i costi di pubblicazione: entrambe organizzazioni antivacciniste. Gli autori poi dichiarano “nessun conflitto di interesse”, il che è assurdo – e sbagliato – visto chi ha, per l’appunto, pagato il tutto.

I numeri veri

Leggendo lo studio, e non i sunti riportati da chi gioca sulla disinformazione, si scopre che il 27,8% dei bambini vaccinati contro l’11% dei non vaccinati risultava con almeno una diagnosi di NDD (disturbi del neurosviluppo) non “80% dei casi di autismo”. Per l’autismo specificamente l’odds ratio riportato nella ricerca è 2,7, ben lontano dall’80% che vediamo nell’immagine diventata virale.

La metodologia

Il problema di fondo è il sistema usato per raccogliere questi dati e raggiungere quei risultati. Partiamo da come si è scelto di definire chi fosse vaccinato e chi non lo fosse: bastava un solo codice di fatturazione MedicAid legato a un vaccino (senza verificare quale) per finire nel gruppo dei vaccinati, mentre in mancanza di codice si era nel gruppo dei non vaccinati. Peccato che gli stessi autori ammettano che parte dei bambini definiti non vaccinati potrebbe in realtà essersi vaccinata altrove, fuori dal circuito MedicAid, tramite programmi gratuiti o cliniche esterne, senza lasciare traccia nei dati usati. Quindi già sulla classificazione dei due gruppi ci sono problemi metodologici, che in uno studio serio con una vera peer review avrebbero portato alla NON pubblicazione.

Quindi i numeri citati nell’immagine sono sbagliati, la metodologia non segue gli standard scientifici, e i risultati vengono riportati maldestramente.

A chi giova questo?

La prima risposta è che giova a chi è dietro studi di questo genere: in parte lo vediamo nell’immagine stessa, dove appare il logo di Children’s Health Defense, organizzazione antivaccinista fondata da Robert F. Kennedy Jr., che è la fonte primaria della diffusione di questo studio. Ma non solo, perché in basso nell’immagine leggiamo anche un altro marchio: LiberiDalleDieteConLuca, marchio di Luca Veronese, fitness coach che vende integratori online. Seguendo i link del sito a cui rimanda Luca troviamo il sito ModelSupps, registrato in forma anonima nel 2023, che rimanda a due aziende, una ungherese, ATS Hungary Kft. fondata nel 2007, diretta responsabile del marchio ModelSupps che commercializza integratori (prodotti da altri) e un’altra che sarebbe la responsabile del Trattamento dei dati, e si chiamerebbe proprio MODEL SUPPS LLP, con sede a Londra; peccato che andandola a cercare si scopra che è stata chiusa il 21 ottobre 2025.

Concludendo

Quindi quanto ci è stato segnalato non è un lavoro che fa discutere il mondo scientifico bensì una ricerca malfatta, pubblicata un anno e mezzo fa su una testata di parte e di nessuna affidabilità, finanziata da chi ha precisi interessi a veicolare questo genere di disinformazione. Non siamo di fronte a “informazione libera” come vorrebbero farci credere, ma a marketing della paura, con un impianto commerciale che con la scienza non c’entra nulla. La domanda giusta da fare, quindi, non è se la scienza tema le domande. È perché chi pone questa domanda non risponde mai a quelle vere: chi paga lo studio? chi lo pubblica? chi lo rilancia? e più che altro cosa ci guadagna?

maicolengel at butac punto it

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