Il bambino senza cibo in mensa

Neil 16 Feb 2018
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Ci hanno segnalato questo articolo pubblicato su Globalist.it:

Quel bambino a digiuno a scuola, guardando i compagnetti mangiare

Accade in una materna di Frosinone. I genitori hanno chiesto una tariffa agevolata, ma la burocrazia dopo mesi ancora non risponde

I fatti

L’articolo ci racconta di un bambino di origine nordafricana che da mesi non riceve da mangiare mentre gli altri bambini nella mensa mangiano:

Nell’Italia festivaliera e con una politica che indossa tragiche maschere di carnevale, quel che ha registrato la cronaca locale a Frosinone non ha fatto notizia. A segnalarmela, mio figlio. Scartando Tg, Gr e giornaloni, è sempre più informato di me delle cose della vita reale. Scuola materna “Amedeo Maiuri”, Frosinone.
Qui c’è un bambino che da novembre all’ora del pranzo se ne sta seduto, a digiuno, a guardare i compagnetti che mangiano. I suoi genitori, che vengono dal Nord Africa, non navigano nell’oro, dopo aver perigliosamente attraversato il Mediterraneo per dare basi meno traballanti alla famiglia. Hanno chiesto di contribuire alla mensa con una tariffa equa, la minima, 30 euro al mese. E’ stata applicata loro la tariffa più alta. L’accertamento delle reali possibilità dei genitori del piccolo ha la lentezza della burocrazia quando questa serve ai più deboli.
Passato novembre, anche dicembre, scavalcato Natale ed entrati nel nuovo anno, il piccolo ha continuato a guardare i compagnetti mangiare. A quattro anni è difficile capire perché, e il ritorno a casa ogni giorno è accompagnato da un pianto a dirotto. I genitori del piccolo si sono affidati ad un avvocato che ha riempito di mail il Comune e la società di catering che ha in appalto il servizio di mensa. Inutile, si attende che la burocrazia certifichi che il bambino non è figlio di Gianluca Vacchi o di Briatore. Nell’attesa che si attestino le reali capacità economiche della famiglia e si stabilisca una giusta tariffa, non si è proprio pensato di integrare il piccolo con gli altri bambini e farlo mangiare. Si è preferito sospendergli il pasto sollecitando la famiglia a mettersi in regola per l’arretrato, quasi mille euro.

Il costo della mensa

Onestamente già a una prima lettura avevo storto il naso. Chi ha figli – o nipoti – che vanno all’asilo o a scuola sa benissimo come funziona il calcolo del costo della mensa, se prevista:

L’Isee mensa scolastica, è l’indicatore della situazione economica equivalente che serve ai cittadini al fine di richiedere e fruire delle prestazioni sociali, in questo caso, per fruire della riduzione o esenzione totale dal pagamento della retta per la mensa scolastica, altrimenti detta anche refezione scolastica, e anche per il trasporto scolastico.

A tal fine, le famiglie degli alunni interesse al riconoscimento delle tariffe agevolate sul servizio mensa e/o trasporto scolastico, devono consegnare entro una certa scadenza, il modello Isee prestazioni sociali agevolate in corso di validità al Comune, in base alle modalità e canali di trasmissione, scelti dallo stesso: online e/o via cartacea.

Presentandosi quindi agli sportelli del proprio Comune è possibile essere aiutati nella compilazione del modello ISEE, dove in buona sostanza si dichiara quanto sia il reddito della famiglia:

indicatore di valutazione della ricchezza delle famiglie italiane, prendendo in considerazione il reddito di tutti i componenti della famiglia, il loro patrimonio e una scala di equivalenza con valori diversi a seconda della composizione del nucleo familiare e le sue caratteristiche.

L’ISEE, inoltre, tiene conto delle famiglie numerose con 3 figli o più e delle famiglie con persone con disabilità e/o non autosufficienti.

Qualcosa quindi non torna nella storia raccontata. O il comune e la scuola hanno deciso di ignorare solo la richiesta di quella famiglia, o quella famiglia non ha mai presentato il modello ISEE o documentazione corretta. Infatti già due giorni prima dell’articolo del Globalist:

«I genitori del piccolo, purtroppo – ha detto l’assessore Valentina Sementilli – non hanno mai manifestato il disagio di cui si parla, né hanno messo al corrente me, o il dirigente scolastico: entrambi, infatti, abbiamo appreso dell’esclusione del piccolo dalla mensa solo a mezzo stampa. Se la madre o il padre avessero coinvolto, prima, le istituzioni preposte, invece di rivolgersi a un avvocato, il bambino non avrebbe vissuto le difficoltà riportate nell’articolo; difficoltà che si verificano dal 9 gennaio.

Da quanto è a digiuno?

Il bambino quindi non è a digiuno da novembre. Lo è solo da circa un mese prima dello scoppio del caso, quando l’azienda ristoratrice ha preteso il saldo del debito. Debito che si protrae da circa due anni:

Per quanto riguarda il caso specifico, malgrado i due genitori non avessero effettuato il pagamento del corrispettivo della mensa, il bambino ha sempre fruito del servizio per due anni di seguito. Dopo numerosi solleciti, la ditta concessionaria ha preteso la regolarizzazione delle quote pregresse, che ammontano a circa 900 euro.

Questo significa che appunto i genitori non hanno mai presentato l’ISEE o quantomeno la documentazione necessaria. Quindi è stato correttamente assegnato loro il costo standard della mensa. Per due anni il bambino ha usufruito gratuitamente del servizio. Inoltre se i genitori non potevano pagare la mensa potevano anche chiedere che il bambino uscisse prima dell’ora di pranzo, cosa che fanno altre famiglie che non possono o non vogliono pagare il servizio. Anche il dirigente scolastico ha dichiarato che non sapeva nulla del problema, personalmente mi sembra comunque poco giustificabile. Se i genitori di un bambino che frequenta la scuola non pagano la mensa per due anni di fila, qualcuno dovrebbe mettersi in contatto almeno per chiarirne il motivo e possibilmente risolvere il problema.

Merita però menzione speciale la frase dell’articolo segnalato:

I genitori del piccolo si sono affidati ad un avvocato che ha riempito di mail il Comune e la società di catering che ha in appalto il servizio di mensa. Inutile, si attende che la burocrazia certifichi che il bambino non è figlio di Gianluca Vacchi o di Briatore.

E le dichiarazioni dell’avvocato stesso:

Forse chiamando il primo cittadino direttamente avrei risolto la questione in un minuto, ma trovo giusto, invece, che siano gli uffici comunali a svolgere fino in fondo i compiti che sono loro affidati. Ad oggi, comunque, riscontro ancora che il bambino è escluso dal servizio.

Complimenti

A che pro inondare di mail la società di catering che per due anni ha erogato il servizio senza venir pagato? Molto umana anche la scelta di non risolvere nel minor tempo possibile il problema, ma di lasciare che il bambino rimanesse senza mangiare per un altro mese, solo per dimostrare un punto. Per di più non corretto dato che a quanto pare la mancanza era dei genitori e non dell’ufficio comunale.

Molto utile anche scrivere un articolo di sdegno sulla faccenda senza spiegare correttamente l’accaduto DUE GIORNI DOPO che in pratica si era già chiarito tutto e in molti si erano offerti di pagare gli arretrati.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un po’ come a scuola, anche online certe cose seguono dei cicli. A scuola l’insegnante deve rispiegare a ogni classe le stesse cose che aveva già detto l’anno prima alla classe precedente, magari cerca di farlo usando parole diverse, esempi diversi, testi diversi, ma alla fine si tratta sempre della stessa zuppa. Per gli studenti […]

maicolengel butac | 09 set 2026

L’articolo di oggi partiva da un video che ci era stato segnalato, video che ha per protagonista un portoghese di cui avevamo parlato sui social qualche tempo fa. Un estremista di destra che ama provocare fuori di camera, per poi accendere la telecamera e riprendere la reazione di chi ha provocato. Si tratta di una […]

maicolengel butac | 04 set 2026

Il 29 agosto 2026, come molti già sapete, c’è stato un referendum in Islanda, un referendum per chiedere alla popolazione se fossero interessati alla ripresa dei negoziati per l’adesione all’Unione Europea. Il risultato del referendum è stato a favore del no: 52,8% No contro 47,2% Sì. Alle urne c’è stata un’affluenza altissima, l’82,6%, segno che […]

maicolengel butac | 03 set 2026

C’è una notizia che il primo settembre ha fatto il giro delle testate italiane, ve ne riporto il titolo preso da SkyTg24: Violenta 13enne in minimarket e gip lo assolve: “Era dispiaciuto”. Nordio invia ispettori Open: Torino, violenta una 13enne nel minimarket. Il gip lo scarcera: «Era dispiaciuto» E la lista può andare avanti a […]

maicolengel butac | 02 set 2026