Belpietro e la narrazione a senso unico
Un editoriale che costruisce un clima emotivo, così da portare il lettore a concordare con le tesi di chi scrive

Su La Verità del 12 luglio 2026 è apparso un editoriale a firma Maurizio Belpietro dal titolo:
Regalo del Pd: bus gratis ai migranti
Articolo che, di fatto, è esso stesso un regalo ai tanti sovranisti di estrema destra che leggono una testata come La Verità o le centinaia di pagine social che ne diffondono in vario modo i contenuti.
L’editoriale, pur con quel titolo, si apre parlando di tutt’altro, ovvero un elenco di casi di cronaca nera attribuiti agli stranieri, poi passa alla statistica su reati e detenuti e solo alla fine parla di Bologna e di autobus gratis. Un grande lavoro di giornalismo a tesi, tipico di chi non vuole informare ma manipolare le menti dei propri lettori. Oltretutto i casi di cronaca nera narrati si svolgono nell’ordine a: Pavia, Milano, Savona, Verona e Siracusa. Nessuno dei casi raccontati si volge a Bologna. Ma tant’è, Belpietro mi ricorda ogni volta perché ho scelto di no quando mi è stato offerto di fare il percorso per diventare un giornalista a tutti gli effetti.
Parlare alle pance, questo sta facendo
Il trucco sfruttato è vecchio ma funziona sempre: si apre con una sequenza di fatti di cronaca, presi “a caso”, come lui stesso ammette, “senza neppure sforzarmi di raccogliere tutti i crimini commessi da extracomunitari”, per costruire un clima emotivo, poi si passa al dato statistico che dovrebbe “confermare” quel clima, e infine si arriva alla vera notizia, quella del titolo, che a quel punto il lettore accoglie, già convinto.
Il problema è che quando arriva a fare il confronto tra popolazione carceraria e stranieri sul territorio cade in un errore che già conosciamo, tipico di chi parla solo alle pance e non vuole informare in alcun modo. Ma per spiegarvi l’errore cercheremo di fare un esempio pratico legato all’unica cosa che accomuna tanti italiani: il calcio.
I dati, nella maniera corretta
Immaginate due squadre di calcio, la squadra A ha solo giocatori maschi tra i 18 e i 40 anni, la squadra B invece ha giocatori di tutte le età e i generi sessuali, dai neonati agli anziani, bambini, nonni, nonne ecc. Ovviamente in una partita la squadra A farà più goal, e non perché più bravi, ma perché è una squadra omeogena di persone in un’età in cui si hanno le migliori prestazioni atletiche. La squadra B invece ha gente che fatica anche solo a stare in piedi, figuriamoci a fare goal.
I reati funzionano un po’ così. Statisticamente, in quasi tutti i Paesi del mondo, chi commette più reati sono soprattutto i maschi giovani, tra i 18 e i 35-40 anni: è così per gli italiani, per gli stranieri, per chiunque. È evidentemente un’età in cui si è più “impulsivi” e ci si sente più invincibili, e di rimando è statisticamente l’età in cui si fanno più reati (e cazzate). Gli immigrati in Italia sono in gran parte proprio in quella fascia, giovani maschi, la maggioranza arrivati per lavorare e quindi appunto in quella fascia d’età.
Gli italiani invece, se li conti tutti, includono anche gli 800.000 bambini sotto i dieci anni, i milioni di anziani, le casalinghe, le persone di ottant’anni, gente che quasi mai finisce in carcere, non perché sia più onesta, ma perché non è più nell’età che si considera più “a rischio”.
Belpietro col suo paragone sta confrontando la squadra A con la squadra B, quando il paragone più corretto sarebbe prendere la popolazione italiana tra i 18 e i 40 e fare una statistica basandosi su quel numero.
Ma se confrontiamo i numeri, per quanto è possibile, facendo un raffronto tra fasce d’età, salta fuori che il rapporto è molto diverso da quello narrato da Belpietro (e da tanti suoi compagni di merende).
Mi spiego
La metodologia che ho usato è stata quella di togliere dal numero complessivo degli italiani quelli che non rientrano nella fascia d’età della popolazione carceraria che stiamo analizzando, quindi eliminiamo tutti gli under 18 (in realtà con ISTAT elimino gli under 15) e gli over 64, e raggiungo un totale di circa 37,3 milioni di persone. Ma l’ISTAT mi segnala che ormai il 58,5% ha più di 40 anni: quindi la parte 15-39 è circa il 41,5% dei 37,3 milioni, cioè circa 15,5 milioni di persone tra 15 e 39 anni. Sì, lo so non è esattamente 18-40, ma è la scomposizione più vicina che sono stato capace di ricavare.
Quindi se da qui prendo i detenuti italiani (43816, dato di aprile 2026) e li rapporto solo ai 15,5 milioni di italiani nella fascia d’età 15-39, scopro che il rapporto è dello 0,283%, mentre quello stranieri/popolazione straniera residente è dello 0,362%. Il rapporto tra i due tassi 0,362/0,283 è di circa 1,3 volte. Altro che da 3 a 5 volte più reati.
Va segnalato che non esiste una tabella ufficiale che incroci direttamente età e nazionalità dei detenuti, questo è un calcolo che ho costruito usando la popolazione libera come base di riferimento più vicina possibile (e facendomi aiutare dall’IA nella ricerca dei numeri esistenti). Il numero esatto potrebbe differire, ma l’ordine di grandezza (un crollo da 4-5 volte a circa 1,3 volte) è a mio avviso quello giusto. Come sempre siamo qui per ogni possibile correzione o aggiunta.
Ma il bus?
Beh, perdonatemi se ci abbiamo messo un po’, ma era importante dimostrare perché quanto fatto da Belpietro fosse tutto tranne che corretta informazione; ora arriviamo a quello che pareva essere il punto principale dell’articolo del direttore de La Verità. I famosi biglietti gratis per stranieri. Belpietro nel suo editoriale fa passare l’idea che il Comune di Bologna abbia usato soldi avanzati per “regalare” il biglietto del bus agli stranieri, soldi che potevano andare per aiutare pensionati o altri servizi urbani dedicati ai cittadini residenti.
Ma siamo di fronte all’ennesima prova di disinformazione; innanzitutto l’autobus gratis per gli under 19 in Emilia Romagna è normalità da tempo, come riporta il sito di TPER:
Anche per l’anno scolastico 2025-2026, la Regione Emilia-Romagna conferma l’iniziativa Salta Su!, che prevede l’abbonamento gratuito al trasporto pubblico per tutti gli studenti residenti in Emilia-Romagna iscritti a scuole elementari, medie, superiori o a percorsi di formazione professionale.
Il beneficio è previsto senza necessità di presentare l’ISEE per gli studenti di elementari e medie, mentre per gli studenti delle superiori o della formazione professionale è necessario presentare un’attestazione ISEE 2025 inferiore o uguale a 30.000 euro.
Come è possibile che sia gratuito anche l’accompagnatore del minore che va a scuola. E non solo per gli stranieri come invece sembra voler sostenere Belpietro: per tutti.
Direte voi: vabbè, ma comunque si tratta di soldi che avanzavano che ha tolto alla collettività favorendo una specifica fascia di utenti. No: i soldi dell’avanzo 2026 (31 milioni) sono già stati assegnati, e sono scritti nero su bianco: blocco della tassa sui rifiuti, prestiti a tasso zero per famiglie in difficoltà, case popolari, manutenzioni stradali, bollette di luce e gas degli edifici pubblici. Non c’è un euro per il trasporto scolastico.
Concludendo
Qualcuno dirà che quindi era un editoriale senza l’intento di essere informativo, ma solo di parlare al proprio pubblico. Il problema è che nel nostro Paese c’è una fascia di pubblico che non è in grado di comprendere il senso di un editoriale, lo scambiano per fatti conclamati raccontati in una forma diversa dalla semplice notizia di cronaca. Ecco, anche a scuola andrebbe spiegata la (grossa) differenza tra editoriale e articolo di cronaca, peccato che nel panorama giornalistico italiano spesso quella differenza sia così sottile da far sembrare tutti editorialisti, e pochi veri cronisti.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Ant Rozetsky su Unsplash