Lady Onorato, VisioneTv e la propaganda

Un'intervista in cui si parla di bio laboratori in Ucraina e bambini del Donbass, senza farsi mancare inesattezze...

maicolengel butac 10 Lug 2026
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Qualche settimana fa Francesca Donato è stata intervistata da Andrea Lucidi per VisioneTv. Il tema dell’intervista lo spoilera il titolo del video:

Biolaboratori in Ucraina, arriva la conferma – Intervista a Francesca Donato

Il video poi è stato spammato in varie forme in rete fino a che qualcuno non ci ha segnalato alcuni estratti, ed eccoci qui con un fact check, veloce e indolore in quanto abbiamo già trattato la materia più volte.

La superficialità dell’intervistatore

L’intervista è diretta conseguenza dei comunicati di Tulsi Gabbard di cui qui su BUTAC abbiamo già abbondantemente parlato. Ma l’intervista parte con una di quelle imprecisioni che dovrebbero fin da subito farci capire chi sta parlando, e con che superficialità lo fa:

Oggi è il 15 giugno ed è da qualche giorno è uscito il comunicato di Tulsi Gabbard, la direttrice dell’intelligence americana, che ha dichiarato per la prima volta pubblicamente che gli Stati Uniti finanziano laboratori biolaboratori in oltre 120 paesi nel mondo, tra cui l’Ucraina, dove si troverebbero circa il 30% dei laboratori finanziati dagli Stati Uniti.

No, il comunicato di Tulsi Gabbard non parla di laboratori in 120 Paesi nel mondo, ma di 120 laboratori nel mondo. Che è decisamente diverso, sono 120 laboratori sparsi in 30 Paesi. Se parli di 120 Paesi significa che tu, quei documenti, manco hai provato a leggerli. Ecco, questo dovrebbe essere Andrea Lucidi, la voce di VisioneTv sul conflitto Russia-Ucraina, come ci si può fidare delle parole di chi fin da subito fa un errore di questo genere?

Cosa dicono davvero le slide?

Come abbiamo già spiegato qualche settimana fa, le slide diffuse da Gabbard non contengono nessuna menzione di gain-of-function. Le attività descritte sono sorveglianza epidemiologica, diagnostica per l’influenza aviaria, monitoraggio della peste suina africana, controllo della morva, cioè lavoro di rilevazione, l’esatto opposto del potenziamento di un patogeno che il termine “gain-of-function” implica. Perché Lucidi non lo spiega? Perché Donato omette di raccontarlo? La risposta è semplice: perché farlo significherebbe rendere assolutamente vacua l’intervista.

Donato, Nuland e la citazione fuori contesto

A un certo punto dell’intervista Donato dice:

…diventò molto virale il video di Marco Rubio che, faceva queste domande a Victoria Nuland colei che si era occupata direttamente di Ucraina sin dai tempi della ehm, rivoluzione di Maidan. E lei sì, disse “Ci sono, dei laboratori che contengono dei virus su cui stavano ricercando e siamo preoccupati perché se i russi se ne appropriano potrebbe essere pericoloso” e quindi, praticamente, diedero l’ordine di distruggerli ehm per evitare che ci fossero fuoriuscite, ma soprattutto che si scoprisse davvero che cosa stava accadendo.

Il video a cui fa riferimento Donato risale all’8 marzo 2022. Nel video è vero che si vede Nuland dire che l’Ucraina ha strutture di ricerca biologica e che gli USA temevano che le forze russe potessero impadronirsene. Quello che però viene omesso – la malinformazione gode di queste cose – è che due giorni dopo la direttrice dell’intelligence Avril Haines chiarì che si trattava di laboratori con lo stesso tipo di rischi che si applicano a “un liceo o un’università”, ovvero materiali da maneggiare con attenzione, non armi biologiche.

Il video senza verifiche

Donato nel corso dell’intervista poi fa riferimento a un video “horror” che lei ha visto, questo il racconto:

Uno dei dei video che mi ha sconvolta di più di tutta la mia vita è stato un video che è stato diffuso da degli account russi in cui si vedevano ehm loro affermavano che si che fossero cose che avevano eh trovato in Ucraina. Si vedeva una bambina in una in un contesto che non si capiva bene dove fosse, una bambina con un adulto che la seguiva e la filmava, una bambina che poteva avere 4 anni, ma forse 5 nemmeno, terrorizzata, che piangeva terrorizzata e scappava e questo adulto che la filmava che la inseguiva diceva “Non ti preoccupare, cosa fai? Vieni qua, vieni qua” e lei correva in mezzo a dei a dei lettini messi dove c’erano dei bambini con dei catini sotto la schiena e le le l’addome aperto e sventrato. Quindi questa bambina era in un luogo dove i bambini venivano uccisi ed espiantati gli organi, ok? E questa bambina correva terrorizzata piangendo inseguita da quest’uomo. Ecco, io quando vidi questo questo video venni cioè non c’ho dormito per non so quante notti e ovviamente non ne ho mai parlato perché chiaramente come fai a come dire a comunicare una cosa di questo tipo senza prove certe di di dove sia stato girato, di cosa eh dell’autenticità eccetera…

Capite che quest’ultima affermazione non ha senso? Perché parlarne oggi sempre senza prova alcuna, se di prove nuove non ne sono uscite? Cioè, all’epoca dei fatti Donato non disse nulla perché non aveva prove ma oggi sceglie di parlarne, sempre senza prove, per quale motivo? Siamo di fronte a un meccanismo che la propaganda russa ha sfruttato alla noia in questi anni: l’atrocity propaganda, ovvero contenuti emotivamente devastanti, privi di qualsivoglia verifica, che vengono usati per rafforzare specifiche narrazioni non attraverso i fatti ma attraverso l’orrore delle immagini. Sul perché l’espianto degli organi fatto nelle condizioni descritte sia pura fantasia da film horror l’abbiamo spiegato in tanti articoli dedicati al tema. Non vorrei ci dimenticassimo che chi guida il nostro Paese firmò un libro insieme ad Alessandro Meluzzi (e alla criminologa Valentina Mercurio) dove si riportano anche alcune inesattezze simili sugli espianti di organi.

Le liste di proscrizione

Nell’intervista Donato parla anche della lista ucraina dei diffusori di propaganda russa, lista che è stata realmente pubblicata – e non voglio negare che anche a me questo sistema delle “liste” non è piaciuto. E non perché non concordi che ci sono agenti della propaganda russa che operano sia nell’Europarlamento che nel nostro Parlamento, ma perché non dovrebbe essere compito di giornalisti e fact-checker (o peggio, politici) farle, ma dovrebbero esistere enti che se ne occupino, dalle agenzie per la sicurezza ai servizi segreti. E la denuncia fine a sé stessa non ha alcun senso: se qualcuno è un organo di propaganda per un paese nemico la cosa va accertata – appunto dai servizi e non da giornalisti, politici o fact checkers – e vanno prese misure di contrasto, che possono essere anche pesanti, come l’arresto nel caso si ritenga necessario. Ma le liste pubblicate sui giornali o sui siti web non sono funzionali, se non a essere sfruttate da chi fa vittimismo. Nell’intervista Donato usa le liste ucraine e il fatto che suo nome vi sia stato inserito come prova indiretta della fondatezza delle sue accuse sui biolaboratori in Ucraina. Ma è una sciocchezza, il suo essere stata inserita in quelle liste è solo dimostrazione che è stata criticata dai politici ucraini, non che avesse ragione sui biolab.

Concludendo

Invece delle liste su chi fa propaganda per il Cremlino quello che serve sono articoli, come quello che avete appena finito di leggere, che dimostrino coi fatti (e con le fonti) chi disinforma. A quel punto le liste diventano un inutile orpello…

maicolengel at butac punto it

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