Le responsabilità dell’ignoranza – Border Nights e la difterite
Il caso della piccola Anna Rosa continua a fornire occasioni per diffondere disinformazione sui vaccini

AGGIORNAMENTO
Paolo Bellavite ha risposto al nostro articolo, con un pezzo pubblicato su Sfero (la piattaforma che da anni alcuni soggetti vicini al complottismo italiano cercano di lanciare) dal titolo “BUTAC sbufalato”. Abbiamo pensato di fare cosa utile aggiornando il nostro articolo originale, con una correzione dovuta e una breve replica.
La correzione. Avevamo scritto che la copertura contro la difterite nei nati nel 2022 (94,46% nel 2024) fosse “sotto la soglia del 95% considerata necessaria per l’immunità di gregge”. Il 95% non è la soglia epidemiologica specifica per la difterite: è il target generico che il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale fissa per tutti i vaccini del calendario, non un valore calcolato sulla trasmissione del corinebatterio. Le fonti specifiche indicano soglie più basse: l’OMS, nelle slide SAGE del 2017, parla di una copertura dell’80-85% per l’immunità di comunità contro la difterite; uno studio di modellizzazione più recente su un focolaio in Indonesia (R0 stimato a 1,17, molto più basso di quello del morbillo) calcola una soglia critica del 75% per la copertura di richiamo. Su questo punto specifico Bellavite ha ragione, e correggiamo: il numero che avevamo usato era impreciso. Non cambia il quadro generale: la copertura resta in calo, e resta un fattore di rischio, ma cambia la precisione dell’argomento.
Per la replica vi rimandiamo a fine articolo visto che il resto non cambia di una virgola.
Il 22 agosto il canale YouTube Border Nights ha pubblicato un video della durata di 22 minuti e rotti che potete visionare qui. Titolo del video:
DIFTERITE: FACCIAMO CHIAREZZA con il prof. PAOLO BELLAVITE – BN News
Il video ha come protagonista Paolo Bellavite, che commenta il caso della piccola Anna Rosa di cui parlavamo qui. Il video, come vedete, si intitola “Facciamo chiarezza” e noi riteniamo che sia proprio il caso farla a partire da alcune delle affermazioni che vengono riportate nel video stesso.
Al minuto 1 e 42 secondi Bellavite afferma:
Una cosa è abbastanza probabile eh per quello che ho letto in giro, è che la cosiddetta diagnosi di, la diagnosi di difterite sia stata fatta con facilità dopo aver saputo che la bambina non era vaccinata, quindi come se fosse questo un motivo per pensare alla difterite…
Ma è un’accusa che non regge se si guarda alla reale progressione della malattia. È vero che la difterite, nei casi conclamati, produce delle placche membranose grigiastre molto caratteristiche, ma quella placca non compare al minuto zero. Secondo la letteratura medica, dopo un’incubazione di 2-5 giorni la difterite esordisce con un quadro aspecifico: mal di gola lieve, difficoltà a deglutire, febbricola, praticamente indistinguibile da una faringotonsillite comune; la placca grigiastra compare solo in un secondo momento, quando l’infezione è già in corso. Ed è esattamente quello che mostra il referto del primo accesso di Anna Rosa al Pronto Soccorso, il 13 agosto: gola rosea, nessuna placca, diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, un quadro coerente con l’esordio della malattia, non un errore medico. La diagnosi di sospetta difterite arriva solo al secondo accesso, due giorni dopo, quando il quadro clinico era ormai cambiato. Quindi no, i medici non hanno “fatto con facilità” una diagnosi di difterite sapendo che la bambina non era vaccinata: la prima volta hanno visto, correttamente, una tonsillite. E lo stesso Bellavite, va detto, si contraddice da solo quando poco dopo ammette che:
…è quasi impossibile che un medico che guarda in gola di una bambina che dice che ha male non veda la differenza rispetto a una normale tonsillite.
Vero, ma, per l’appunto, questo vale per la fase avanzata, con la placca visibile: quella osservata al secondo accesso, non al primo banale controllo che Bellavite usa per insinuare un pregiudizio antivaccinista da parte dei medici.
Bellavite:
Il 40% degli italiani è senza immunità da difterite, eppure nessuno si ammala.
Vero, ma Bellavite omette di spiegare che il motivo per cui non ci ammaliamo di difterite è dato proprio dal fatto che, grazie ai vaccini, la circolazione del batterio è tenuta sotto controllo. Ma c’è un dato, scomodo, che Bellavite omette di citare: la copertura contro la difterite nei bambini nati nel 2022, la stessa generazione di Anna Rosa, era al 94,46% nel 2024, sotto la soglia del 95% considerata necessaria per l’immunità di gregge (dati riportati da Today.it su base ministeriale). Il margine di sicurezza si sta assottigliando, non è un dettaglio da minimizzare. . Il motivo per cui la gente non vaccina i figli? Video come quello che stiamo commentando.
Bellavite:
Quindi, la vaccinazione non impedisce i contagi, non impedisce l’infezione, cioè non impedisce che il batterio si installi nella bocca e provochi l’infezione. Impedisce solo che, se c’è l’infezione, questa infezione sia così grave.
Questo è corretto, tecnicamente: il vaccino immunizza contro la tossina, non contro il batterio, ma come quando parlavamo dei vaccini per COVID-19 impedire che l’infezione diventi grave è la differenza tra il finire in area critica in ospedale o passare la malattia a casa come se fosse un’influenza. Il cugino di Anna Rosa contagiato dalla difterite, ma a differenza della piccola vaccinato, ha avuto sintomi lievi e non è stato a rischio. Quindi quanto Bellavite commenta è la controprova vivente di quello che invece lui sta tentando di minimizzare.
Quello per la difterite, tra l’altro, non è l’unico vaccino ad avere come target la tossina prodotta dal batterio invece che il batterio stesso. Anche il vaccino antitetanico crea immunità a partire da una forma innocua della tossina tetanica. Questo meccanismo risulta particolarmente utile nei casi in cui non sia l’infezione batterica in sé a creare problemi, ma l’intossicazione derivante, che è proprio ciò che accade nella difterite. A riprova del fatto che non sia “necessario” impedire l’infezione ma sia sufficiente combattere la tossina, non tutti i ceppi di Corynebacterium diphtheriae possono portare a difterite. Solo quelli che producono tossina sono capaci di causare la malattia. Un’infezione da parte degli altri può essere asintomatica o portare a una normalissima faringotonsillite.
Bellavite:
Comunque, se ci sono pochissimi casi e se è rarissima la trasmissione, non è merito del vaccino. È merito di tutte quelle che sono state le misure igieniche negli ultimi decenni, anzi, diciamo che nel corso di tutto il ventesimo secolo, che hanno portato una drastica diminuzione di tutte le malattie infettive.
Come spiegato due righe fa non è così, ci sono pochissimi casi per merito dell’altissima copertura vaccinale. Sostenere diversamente necessita prove che Bellavite e gli altri che da anni cavalcano la questione igiene non portano. Spiegavamo le stesse cose su BUTAC già nel 2014 in un articolo che dimostra quanto io fossi alle prime armi col fact-checking. Ma sono passati dodici anni da allora e chi al tempo diffondeva disinformazione sui vaccini continua a sfruttare gli stessi identici cavalli di battaglia.
Bellavite, riferendosi alle dichiarazioni di Roberto Burioni (ma è sempre la stessa solfa…):
Quello che dice Burioni assolutamente non ha proprio senso perché anche in Italia l’adesione era molto alta prima della legge Lorenzin, più del 90%, senza nessun bisogno di obbligo. Nel Veneto addirittura era stato abolito l’obbligo persino del difterite e del tetano e della polio eppure la gente si vaccinava lo stesso.
Peccato che sia noto che il 90% non è sufficiente per una copertura vaccinale. Inoltre la legge Lorenzin del 2017 nacque proprio perché le coperture erano scese sotto la soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall’OMS, con la copertura contro il morbillo che era crollata all’87% nel 2016. Un calo così grave che l’anno successivo, nel 2017, si sviluppò un’epidemia di quasi 5mila casi con quattro morti per morbillo, in Italia. Grazie a chi disinforma sulla materia dei vaccini pediatrici il sistema senza obbligo stava collassando, per questo è stata necessaria l’introduzione dell’obbligo vaccinale. Ma devo ripetere una cosa che ho già detto in passato: in un Paese funzionale, senza il ricatto elettorale posto da chi diffonde pseudoscienza (dall’omeopatia all’antivaccinismo, passando per le tante pseudocure che il SSN a volte passa) non ci sarebbe stato bisogno dell’obbligo, ci si sarebbe limitati a punire seriamente i tanti che spacciano e spacciavano disinformazione. Oggi Anna Rosa, senza i Bellavite a disinformare e senza Border Nights a concedergli spazio, sarebbe probabilmente vaccinata e, soprattutto, viva.
Bellavite:
…è insorta quell’ideologia che io chiamo vaccinismo che è vittima di un certo tipo di politica, di un certo tipo di globalismo e soprattutto dell’influenza delle case farmaceutiche che ci fanno sopra i guadagni incredibili… Per esempio, nel caso del Covid sappiamo benissimo è stata per moltissimi una scelta valida e moltissimi che si sono vaccinati oggi si sono pentiti…
Non è un’ideologia quella del vaccinare i bambini, è una scelta consapevole fatta valutando tutti i rischi e i benefici, che superano ampiamente i rischi, esattamente come è successo col COVID e le vaccinazioni per limitarne la gravità. Anzi, a voler essere sinceri, proprio pochi giorni fa è uscito uno studio che conferma come i vaccinati da COVID-19 corrano meno rischi di sviluppare miocarditi rispetto a chi ha contratto l’infezione. Ma anche di questo Bellavite non fa cenno, perché non è utile alla sua narrazione.
Il video si conclude con questa affermazione:
Quindi noi stiamo parlando di una legge assurda che è la tomba della scienza medica ed è altrettanto assurdo che ci siano dei personaggi che vadano a ripetere le solite fesserie nei mass media.
E io vorrei riassumere quanto avevo scritto pochi giorni fa nell’articolo su Anna Rosa. Prendersela con i genitori che hanno scelto, spaventati, di non vaccinare i propri figli è facile: sonoil colpevole servito su un piatto d’argento da media consci che con notizie così fanno milioni di visualizzazioni, ma è sbagliato. Prendersela è come prendersela con lo spaccino che spaccia in zona universitaria: facile, ma assolutamente inutile. Lo spaccino lo vedi, è lì, è un bersaglio a portata di mano, e colpirlo ci dà la sensazione di aver fatto giustizia. Ma lo spacciatore è l’ultimo anello della catena, non il primo: sopra di lui c’è chi produce, chi importa, chi decide i prezzi e i canali. Colpire solo lui non tocca il sistema, lo lascia intatto, al massimo lo sostituisce con un altro spacciatore il giorno dopo. Noi, se proprio dobbiamo prendercela con qualcuno, dovremmo farlo con chi per anni ha diffuso pseudoscienza, online come sui giornali, sui giornali come in TV, ma anche negli studi medici, nelle farmacie, nei corsi preparto.
Per chi volesse approfondire:
- qui gli articoli di BUTAC con protagonista Paolo Bellavite.
- qui gli articoli di BUTAC su Border Nights e Massimo Mazzucco suo creatore
La replica a Bellavite
Bellavite nel suo BUTAC sbufalato non dice granché di nuovo a parte la correzione di cui sopra sull’immunità di gregge. Dice che è “plausibile” che i medici abbiano pensato al tampone per la difterite proprio perché sapevano che la bambina non era vaccinata, cioè, messo alle strette, ripete la stessa illazione di prima, solo con un “però potrebbe essere” al posto del “sicuramente è così”. Non è una prova, è la stessa scommessa di prima rifatta con parole più caute. Poi si presenta come “più qualificato” di noi perché ha pubblicato un articolo su Vaccine nel 2018. Quello che non dice è che sulla stessa rivista due ricercatori, Donzelli e Duca, gli hanno risposto per iscritto dicendogli che i suoi numeri, oltre 70.000 morti evitate dai vaccini in 75 anni, erano gonfiati. Pubblicare un articolo non vuol dire aver ragione, vuol dire solo aver pubblicato un articolo. Infine sostiene che il vaccino contro la difterite non abbia nulla a che fare con l’immunità di gregge, perché agisce sulla tossina e non sul batterio. Peccato che se fosse davvero così non si spiegherebbe perché esistano studi che calcolano proprio una soglia di copertura sotto la quale il rischio di focolaio aumenta. Il vaccino non impedisce al batterio di stare in gola, vero, ma fa sì che chi lo prende in giro se lo porti addosso meno a lungo e in quantità minore, e questo basta a rallentare il contagio. La soglia c’è, solo più bassa del 95% che avevamo scritto noi.Sul resto, l’igiene al posto dei vaccini, l'”ideologia vaccinista”, i pediatri corrotti, non ha aggiunto niente che già non gli avessimo contestato nell’articolo.
maicolengel at butac punto it (con la supervisione della nostra referente medica NP)
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Immagine di testa di Natanael Melchor su Unsplash