Le fasce bianche a Bucha

L'imbannabile e la propaganda

maicolengel butac 14 Apr 2022
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Ci sono canali di controinformazione che non ci erano mai stati segnalati prima e che invece, dallo scoppio della guerra in Ucraina, abbiamo scoperto grazie alle vostre mail e segnalazioni. Non sempre ci piace regalare visibilità a questi soggetti, specie quando ci rendiamo conto che la visibilità è l’unica cosa che cercano.

Oggi trattiamo una notizia che arriva da uno di questi canali, gestito da un soggetto che sulla sua pagina Facebook si autodefinisce “l’imbannabile” (quando invece è già almeno al secondo profilo, visto che il primo era stato chiuso, ovvero… beh, bannato). Questa persona fa vignette che definisce di satira – con contenuti simili all’altrettanto pluribannato Ghisberto – e realizza video dove esprime la sua personale opinione sul mondo.

Voi ci avete segnalato un suo video che risale all’8 aprile, al momento ha quasi cinquemila condivisioni e seimila reaction. Video che non vi mostrerò, non serve ai fini dell’analisi che andiamo a fare.

Titolo del video:

MASSACRO DI BUCHA – Il mistero delle fasce bianche

Il video dura sette minuti e rotti e viene introdotto da questa schermata qui:

ATTENZIONE QUESTO VIDEO POTREBBE CONTENERE STORIA, PERTANTO POTREBBE INDIGNARE UN PUBBLICO NON INTELLIGENTE.

Onestamente ritengo scarsamente dotato d’intelligenza chi fa una premessa simile, ma poco è importante ai fini della nostra analisi. Come avrete capito dal titolo del video, in quei sette minuti la fumettista insinua il dubbio che i morti di Bucha possano essere collaborazionisti russi, e che pertanto siano stati uccisi dall’esercito ucraino e non, come tutto sembra indicare, cittadini ucraini uccisi dall’esercito invasore.

Stesso dubbio lanciato anche da Toni Capuozzo qualche giorno prima:

Il primo fotografo giunto sul posto raccontò a Repubblica di aver visto in una cantina vittime con il bracciale bianco, collaborazionisti. Poi quel dettaglio è sparito. Lo intervistano, non glielo chiedono più.

La narrazione vuole che la fascia bianca sia il simbolo degli ucraini collaborazionisti dei russi. Perché? Perché a Mariupol i russi chiesero alla popolazione civile – la parte che non aveva lasciato la città, e quindi era considerata amica dell’esercito russo – di indossare una fascia bianca in segno di riconoscimento, lo stesso segno indossato dalle loro truppe.

Perché questa richiesta? Qualcuno sostiene che in questa maniera sia più facile infiltrare soldati russi tra la popolazione civile, altri dicono che sia solo per evitare di sparare addosso a dei civili di parte separatista.

Ma Bucha non è Mariupol, sono a circa 800 km di distanza. Bucha è vicinissima a Kyiv, non è covo di separatisti, non è necessario distinguere la popolazione civile tra separatisti e non.

Secondo le testimonianze la fascia bianca è stata imposta dai russi a tutta la popolazione di Bucha. La testimonianza che lo racconta è del 14 marzo, non successiva alla scoperta dei cadaveri, e riportava:

Vennero i russi e ordinarono di indossare bracciali bianchi e chiunque ne fosse sprovvisto sarebbe stato fucilato.

E, cosa più importante di tutte: quei cadaveri risalgono a prima dell’arrivo dell’esercito ucraino in paese. Inoltre, come chiunque può verificare, tra i morti a bordo strada ve ne sono sia di legati con stoffa bianca che senza. Segno abbastanza evidente che la fascia bianca non è stata un motivo per essere uccisi o meno.

Perché questi elementi non siano menzionati da chi solleva dubbi sul massacro di Bucha è facile da capire, non fanno gioco alla loro narrazione, non portano acqua al loro mulino, e quindi vengono omessi.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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