Il califfato, Il Giornale e il Daily Mail

maicolengel butac 21 Ott 2014
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Eh già, la fuffa del Daily Mail in Italia arriva sempre in fretta, perché di gente che ha voglia di fare seriamente il proprio lavoro ce n’è davvero poca! È il caso di quest’articolo apparso sul Giornale il 19 Ottobre 2014, dove con toni drammatici ci viene raccontata una storia, che ha basi reali, e che va narrata, ma nel farlo occorre esser veri giornalisti e non fuffari che copiano e incollano informazioni senza minimamente inserirle in un giusto contesto.

Il Califfato è già a Londra: in un mese 2mila infibulate


LONDRA-ISIS

Questo il titolo, peccato che basti leggere l’articolo per accorgersi che c’è qualcosa che non quadra, visto che si parla di 476 infibulate in un mese, e non duemila. Ma è davvero qualcosa che ha a che vedere con ISIS e con la guerra in atto in questi giorni? Eh no caro Massimo Malpica, il problema (grosso e serio) dell’infibulazione nel Regno Unito ha radici ben più antiche dei fatti di questi ultimi mesi, e andrebbe spiegato per bene. E invece, come al solito, usiamo come fonte una testata pessima come il Daily Mail, ci appoggiamo a giornalari d’oltremanica che non sono reputati giornalisti neppure nel loro paese, e recuperiamo info da testate che non hanno mai goduto di alcuna credibilità.

I duemila casi d’infibulazione in un mese:

In realtà come anticipato sopra il titolone è una sparata, difatti nell’articolo si dice che:

Le vittime registrate tra primo e trenta settembre sono 1.746. Di queste, 467 sono nuovi casi, mentre 1.279 erano già state identificate in passato. Nella sola Londra gli ospedali del servizio sanitario britannico hanno individuato 252 tra donne e bambine sottoposte al «trattamento». E i dati non sono definitivi, perché solo il 78 per cento delle strutture ha inviato i dati alle autorità. Eppure il capo dello Stato è ancora la Regina Elisabetta, non Abu Bakr al-Baghdadi

Quindi non sono duemila, ma 1746 di cui solo 467 sono casi del mese di settembre, si stima che in UK ci siano circa 170mila donne che hanno subito questa violenza. La legge inglese vieta la pratica, come anche è vietato portare un cittadino inglese (di qualsiasi razza e religione) all’estero in paesi dove si pratichi per fargliela subire. Insomma nel Regno Unito hanno leggi ben precise a riguardo, e quei 467 nuovi casi sono dovuti proprio a questa seconda pratica. Le famiglie a scuole chiuse per l’estate portano le ragazze “in vacanza” nei loro paesi d’origine, dove tutto ciò non è vietato, e le fanno infibulare. Conosciamo i numeri proprio perché essendo illegale ed essendo nota la pratica dell’infibulazione all’estero vi è un maggiore controllo al ritorno. Non esiste modo di fare una verifica di quante ne siano ritornate dalle vacanze l’anno scorso nello stesso stato, in quanto il database che raccoglie questi dati ha aperto i battenti proprio ora, e quella riportata dal Giornale è solo il sunto del primo “bollettino sull’infibulazione”. Sapendo però che ci sono almeno 170mila casi di donne infibulate in UK e sapendo che la pratica è comune proprio durante le ferie, il numero (che è comunque immenso) non deve far pensare ad un qualsivoglia collegamento con ISIS e la guerra in corso! Molte ragazze (anche tra quelle che sono nate qui da noi, come in Germania, Danimarca, Francia) subiscono questa tremenda violenza, senza alcun bisogno d’infilarci dentro ISIS, e succede da molti anni, parlarne solo in relazione ai fatti attuali denota davvero ignoranza e tentativo di fomentare uno sdegno che dovrebbe esserci 365 giorni l’anno.

Ma sempre per fomentare veniamo alla seconda parte dell’articolo:

Muhammad è il nome più diffuso in Inghilterra e Galles

E questa è la parte come dimostra che chi ha scritto il pezzo nemmeno l’ha fatto lo sforzo di verificare alcunché, giornalaro al 100%! Sì, perché la notizia viene chiaramente dal Daily Mail:

muhammad

Ma si tratta di una notizia fuffara (come sempre), la fonte sarebbe un comunicato dell’ONS, che effettivamente cita il nome Muhammad, ma come nome più popolare a Londra, e il comunicato non racconta minimamente che sia così perché scritto in mille modi diversi, ma solo i dati, e i dati dicono che i dieci nomi più comuni per bimbi e bimbe in Inghilterra e Galles sono:

oliver-amelia

Sia chiaro, anche l’ONS spiega che esistono due modi di scrivere Mohammad e Muhammad, e che in determinate zone è un nome molto “di moda”, ma il dato finale è quello riportato sopra, e non include il Regno Unito bensì solo due aree dello stesso. Capite perché vi dico che le notizie sui giornali oggi vanno soppesate con attenzione? Perché spesso non raccontano davvero le cose, ma sfruttano la propria popolarità solo ed unicamente per raccontare la LORO versione dei fatti, che spesso si discosta non di poco da quelli che sono i fatti. Io come come Butac (e lo stesso vale per gli altri autori) cerco di riportarvi i fatti, come sareste anche voi in grado di fare… ma la fiducia verso i veri giornalisti e la pigrizia spesso fan sì che prendiate per buoni i dati sentiti al TG!

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