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Quale migliore occasione per un bel post riassuntivo su di una storia che non finirà mai?

Ad Ottobre 2013 mi trovai a scrivere di un articolo comparso sul Giornale, dove la giornalista Gioia Locati intervistava il dottor Domenico Biscardi. Questi sostiene di praticare il Metodo Di Bella a Capo Verde; il Metodo di Bella non ha mai presentato risultati degni di nota ed era quindi roba che andava trattata su BUTAC. Le mie ricerche mi fanno trovare subito il signor Biscardi e la sua pagina Facebook, come tante altre a lui collegate; sembra avere un’intensa attività online. E dire che nell’intervista alla Locati sembrava persona così impegnata per il prossimo. Vorrà dire che s’impegna pure online. Bravo lui.

Peccato che ad una prima ricerca mi saltassero fuori alcune incongruenze. L’intervista parlava di un medico, ma una ricerca sul portale dei medici italiani non evidenzia alcun Domenico Biscardi. Che possa avere lauree estere? Possibile, ma non le ha mai mostrate.

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Pubblico il mio articolo dove spiego le cose come stanno. Poco dopo vengo raggiunto da intimidazioni a rimuovere il pezzo, o quantomeno togliere il nome del signore in questione dall’articolo. Ero agli inizi e ho provveduto a censurare; pur lasciando intatti i link, il nome di Biscardi non appariva mai.

Ad Aprile 2014 il Biscardi tornava su La Stampa in un articolo in merito alla proposta di esportare il “metodo Vannoni” a Capoverde. Sì, quel paese del bengodi che è Capo Verde, dove un “medico” italiano pratica terapie non affidabili e non sperimentate su pazienti non documentati. Per fortuna il Metodo Vannoni non è sbarcato…

Come riportava la Stampa l’affaire è andato in fumo:

I futuri pazienti in trasferta a Capo Verde avrebbero invece dovuto sborsare 25mila euro a persona, rivela la Procura di Torino nell’avviso di conclusione indagini, nella parte dove si parla del «tentativo di eludere i divieti imposti dalle normative italiane ed europee, instaurando rapporti a livello internazionale». Tentativo però fallito. Il grande dissuasore questa volta non convince. E poi Biscardi e la bella Dilma sono troppo poco credibili nei rispettivi ruoli. I diplomatici capoverdiani raccolgono a stretto giro le informazioni che li porteranno a bloccare lo sbarco in Africa.

L’ho incontrato nuovamente a Settembre, dopo un mio lungo articolo in virtù della sua nuova “professione”: Dottore delle scie chimiche. Lui sa che le scie fanno male e causano il morgellons; lui sa come curarlo. Anche in questo caso, solite minacce, solite richieste di rimozione del pezzo e un inizio di contatti via social network. Biscardi aveva trovato la nostra pagina social e aveva deciso di farci sapere cosa ne pensava di me.

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Io non avevo ingiuriato nessuno come non avevo diffamato nessuno. Avevo anche stavolta pubblicato un pezzo che aveva come fonti articoli PUBBLICI apparsi su quotidiani nazionali, post PUBBLICI comparsi sulla pagina del nostro amico. Tutto materiale reperibile senza bisogno di permessi speciali, pubblicabile e replicabile senza violare la privacy di nessuno – così ha spiegato il mio legale. Insomma mi ero comportato bene, ma a Biscardi non andava bene!

  • forse la tua carriera finirà molto presto
  • arriverà il giorno in cui io e te ci vedremo faccia a faccia
  • i miei titoli te li faccio mangiare
  • se dici che ti minaccio è esatto, lo faccio proprio

Non se la prende solo con me, anzi, anche gli altri lettori su Facebook subiscono le sue minacce…

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…anche a distanza di mesi dal post originale. Biscardi sotto a quel post su Facebook ha iniziato a postare tonnellate di cose: link ai suoi supposti lavori a Capo Verde, foto di container che dovrebbero dimostrare il bene che sta facendo a questa gente con le sue raccolte fondi, immagini di una clinica dove opererebbe. Lo ammetto, mi ero stufato e per un po’ ho disattivato le notifiche al post.

Un articolo apparso sul Fatto Quotidiano ad inizio 2015 scritto da chi ha più titoli di me a parlare di scienza mi ha fatto tornare voglia di scavare sul personaggio. In quel momento mi sono accorto dei suoi tanti post sulla nostra pagina Facebook, da settembre ad oggi, con foto d’ogni tipo:

Tutto quanto riportato compare come commento ad un unico post su Facebook scritto a Settembre 2014. Ho evitato quelli in cui posta solo link ad altre pagine FB senza testo o immagine alcuna.

Voi capite che c’è qualcosa che non va, che questo atteggiamento compulsivo ha qualcosa di sbagliato. Il quantitativo d’informazioni errate che quest’uomo spaccia per buone è pericolosissimo. Testate giornalistiche come il Giornale, Il Giorno e altre NON dovrebbero dare spazio a questo personaggio, in grado di convincere altra gente della “bontà” della sua missione. Qualsiasi sia il suo fine ultimo, non è un medico, non è un benefattore: è un personaggio dubbio, con cause in corso da cui si deve prendere le distanze.

A distanza di anni, gli articoli sono ancora ben saldi nelle loro posizioni e gli editori non li cancellano, perché generano remunerative visite e ai soldi non si comanda mai – forse. Il Direttore dell’Ordine dei Giornalisti, invece che redarguire le stesse, se la piglia con Ermes Maiolica.

Sono davvero deluso dalla carta stampata e dalla Magistratura, ma sembra che il caro Mimmo stia ultimando i lavori di casa a Capo Verde per stabilirvisi definitivamente. Al tempo stesso, ha spiegato che i consulti sulle scie chimiche li farà anche via telematica… e troverà sempre qualche pirla che si affiderà a lui!

Nelle varie ricerche su Capo Verde ho trovato il Ministero della salute, sulle cui pagine riporta le informazioni sanitarie sulle isole. Nella pagina in cui si parla di operatori sanitari privati, il nome Domenico Biscardi non appare mai… ma sarà che io sono poco pratico con la lingua e non so dove cercare…

maicolengel

Per chi volesse qui trovate il post su Facebook con tutti i commenti (se non verranno cancellati) di Biscardi:

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