Cécile Kyenge minaccia subito il nuovo governo?

maicolengel butac 5 Giu 2018
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Ma quand’è che tornerete a segnalarci complotti e bufale divertenti? Tutti focalizzati sulla politica, e io che devo annoiarmi a trattare l’ennesima falsa citazione.

Kyenge minaccia subito il nuovo Governo: “I clandestini devono mantenere gli stessi diritti!”

Questo è il titolo lanciato dal solito tg-quotidiano che da qualche mese appesta il web italiano. Dietro al sito c’è la pagina Facebook Italiani Per la Patria, che in realtà su FB risulta come Prima gli Italiani.

Di frasi mai dette dal’ex ministro Kyenge ne abbiamo già trattate svariate, ma stavolta il giochino fatto da tg-quotidiano è sottile.

Hanno preso una vera dichiarazione di Cécile Kyenge sfruttandone solo una parte nei titoli e nei claim che vengono diffusi con le condivisioni. Mentre nel video (e dopo lo stesso) che diffondono (ma che sanno bene che i propri follower non guardano) si trova tutta la frase, decisamente chiara nel suo contesto.

Le vittime di reato devono godere degli stessi diritti, dello stesso sostegno e protezione in tutta l’Unione Europea indipendentemente dal loro status di residenza. È inaccettabile che le vittime sprovviste di documenti regolari non possano denunciare in sicurezza situazioni di violenza senza rischiare d’incorrere in pene connesse al loro status di migranti. Stiamo parlando di donne, uomini, spesso minori, vittime di lavori forzati, della tratta, della violenza di genere, che non possono godere dei diritti e della protezione offerti da questa direttiva.

Non è mia intenzione prendere o meno posizione se sia giusto o meno quanto asserito da Kyenge, ma omettere che si sta parlando di vittime significa ciurlare il lettore per il manico.

Vittime di reati

Kyenge fa riferimento ben preciso a una direttiva comunitaria, e lamenta il fatto che la stessa non tuteli nella stessa maniera clandestini e residenti nell’Unione. Ma si parla appunto di vittime, persone che hanno subito dei torti, e che non si sentono di poterli denunciare per la paura d’incorrere in pene che li riguardino. È uno di quei casi difficili che non è possibile trattare con leggerezza in quattro parole.

L’unica cosa importante da segnalare è “vittime” omesso nei titoloni di tg-quotidiano, dove trova però spazio il verbo “minacciare” (che non trova riscontro nei fatti, ma magari è solo un’impressione mia). Un minimo di spiegazione viene inserita nell’articolo solo dopo un video, sotto un titolo che parla alle pance e stando ben attenti a fare poca, pochissima chiarezza.

Indignare parlando alle pance

Le parole vengono scelte accuratamente dai redattori del sito per scatenare reazioni che non hanno bisogno di ulteriori approfondimenti: è abbastanza chiaro dai commenti sui social che la maggioranza di chi condivide l’articolo indignato non lo ha nemmeno aperto. Indignare costantemente è l’unica regola che testate come tg-quotidiano hanno. È triste vedere pagine chiaramente legate a partiti politici condividere a tutto spiano link da un sito come quello. Sicuramente non denota a favore dell’intelligenza degli admin delle stesse.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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