Si ricomincia: migranti e disinformazione

Come già visto una decina d'anni fa, ricomincia il trend di condividere contenuti vecchi come se fossero attuali

maicolengel butac 22 Mag 2026
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Era già successo, circa dieci anni fa: da queste stesse pagine ci siamo trovati costretti a trattare notizie vecchie ricondivise da profili social che cercavano di fare leva sull’indignazione nei confronti dei migranti. Lo scopo era prettamente politico, infatti più notizie di cronaca nera hanno come protagonisti degli stranieri, più i lettori si convincono che a delinquere siano solo loro, e più di conseguenza saranno portati a votare chi sostiene che risolverà il “problema”.

Qualche giorno fa su alcuni dei miei profili social ho pubblicato questo post:

Non mi stupirei se qualcuno, Vannacci è il candidato più plausibile, sfruttasse le IA per costruire una nuova macchina di propaganda, capace di intercettare elettorati che i partiti di governo non possono raggiungere ufficialmente senza imbarazzo, e poi convogliarne i voti.
È uno scenario che vale la pena tenere d’occhio.
Ogni contenuto che fa leva su paure legate a immigrazione, razzismo e perché no omofobia segnalatecelo a segnalazioni@butac.it

Sia chiaro, so bene che sono anni che questo viene fatto sistematicamente, ma ipotizzavo che grazie ai fatti di Modena qualcuno avrebbe cominciato a sfruttare ogni possibile episodio per sollevare una nuova ondata di indignazione verso gli stranieri. Le segnalazioni comunque hanno cominciato ad arrivare, e, con mia sorpresa, hanno per l’appunto evidenziato un trend che avevamo già visto una decina di anni fa: l’uso di episodi vecchi, non segnalati come tali, per dare a intendere che siano fatti di questi giorni. Oggi trattiamo, molto velocemente, due casi.

La chiesa di Villastanza

Il video viene condiviso in queste ore, oltretutto con una scritta in francese, e circola in Italia con queste parole:

AVETE FATTO GLI SBORONI CON GLI IMMIGRATI ORA NE PAGATE LE CONSEGUENZE (SVEGLIA)


In sovraimpressione si vede la bandiera italiana e la scritta in francese:

Église de Villastanza incendiée par un migrant marocain

Nel video si vede una chiesa dalla quale, dal portone centrale, esce tanto fumo nero. Episodio reale, che però risale al 15 dicembre 2023, quando un ragazzo di 23 anni con disturbi di personalità e giudicato incapace di intendere e di volere diede fuco al presepe nella chiesa, con le fiamme che si svilupparono velocemente arrivando a colpire anche altri arredi della chiesa. Il ragazzo è un cittadino italiano di 23 anni, figlio di una coppia di immigrati magrebini. Il video è vero, ma condividerlo oggi senza specificare chiaramente che è di quasi tre anni fa, e che secondo gli inquirenti non era legato a odio contro la Chiesa in sé o a un atto terroristico, serve a disinformare e dare a intendere sia qualcosa di attuale, così da far leva sulla facile indignazione del popolo social, convinto che episodi come questo si verifichino continuamente.

Date un premio a questa donna

Il secondo video di oggi, condiviso da un membro del direttivo di ItalExit, mostra una scena ripresa su un treno locale in Sardegna. Una tratta breve durante la quale una controllora, in maniera ferma ma educata, fa scendere un gruppo di stranieri dal treno, invitandoli, la prossima volta, a munirsi di regolare biglietto. Sia chiaro, siamo perfettamente d’accordo che è così che le cose vanno fatte. Lungi da noi voler sostenere che in quanto stranieri non debbano pagare il biglietto del treno.

Il problema? Il video, condiviso in queste ore, risale ad ottobre 2018, quasi otto anni fa. Lo si è tagliato ad hoc, si è messa una nuova bella scritta in sovraimpressione e lo si è condiviso come se fosse successo ieri. Anche qui, non nego che episodi simili succedano anche oggi, ma chi sceglie consciamente di prendere episodi vecchi e ricondividerli lo fa col preciso scopo di parlare alle pance dei propri follower, e unicamente a quelle.

Cosa si può fare?

Purtroppo nulla, è evidente che chi segue profili che condividono questo genere di contenuti è ben contento di avere materiale per attaccare gli stranieri, in un momento storico così delicato come quello che stiamo vivendo oggi.

L’unica cosa che “mi fa sorridere” è che in passato, quando ci accorgemmo di questi comportamenti che contribuiscono pienamente al disordine informativo, al governo c’erano coalizioni più di centro sinistra, e allora era comprensibile che si facesse leva sulle paure degli stranieri per spingere il voto in altra direzione. Oggi al governo, da anni, c’è un centrodestra che è sempre più a destra. Eppure a quanto pare le cose non sono cambiate così tanto.

Un paio di riflessioni personali

La radicalizzazione può avvenire in più modi, ed è triste notare come tanti siano convinti che l’unico sia quello in cui estremisti della tua “fazione” ti lavano il cervello, perché quella è la più difficile da incontrare. Quella più facile avviene quando la maggioranza ghettizza, strumentalizza e fa sentire non graditi quei soggetti che ritiene diversi o “estranei”. Nel nostro Parlamento oggi più che mai ci sono tanti soggetti che attuano questa forma di radicalizzazione, e non sono scemi, sanno benissimo quel che fanno, ne vanno fieri. Ghettizzare chi arriva da un Paese lontano, magari a seguito di traumi di cui noi non comprendiamo nemmeno vagamente la portata, dovendo lasciare qualsiasi tipo di supporto psicologico e affettivo abbiano nel loro Paese, non può fare altro che peggiorare problemi pre-esistenti o farne emergere di nuovi (non lo diciamo noi: i dati hanno da tempo dimostrato che lo status di migrante viene associato a un aumentato rischio di malattie mentali). E questi problemi vengono poi sfruttati per fomentare l’odio contro quelle stesse persone che avrebbero bisogno di essere aiutate e invece si ritrovano in un Paese dove i politici non vedono l’ora di aizzare una guerra tra poveri che distragga la popolazione dai problemi reali.

Soggetti così io spero prima o poi vengano giudicati dalla storia per quel che sono: non statisti, non patrioti.

Opportunisti che hanno lucrato sulla paura e sull’odio altrui.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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