Chat Control, allarmismi e petizioni
Una petizione contro il "chat control" che sembra avere ottime intenzioni ma diffonde informazioni non corrette

Ci è stata segnalata una petizione di Pro Vita & Famiglia, una petizione rivolta al ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti. Il testo della petizione afferma che Chat Control, pacchetto di norme proposto dall’Unione Europea per prevenire e combattere gli abusi sessuali sui minori online, comporta “la scansione automatica e permanente dei messaggi, delle foto e dei file di tutti i cittadini direttamente nei loro cellulari, senza il bisogno di un sospetto di reato”. E indica il 29 settembre come data ultima per il “negoziato decisivo al Consiglio dell’Unione Europea”.
Abbiamo pensato che, vista la segnalazione, fosse utile fare un po’ di chiarezza, perlomeno su quanto è noto a oggi mentre sto scrivendo (23 settembre 2026). Attualmente esistono due versioni di “chat control”, una che potremmo definire 1.0, già in essere, e una che possiamo chiamare 2.0, non ancora così definita.
Chat control 1.0
Si tratta del regolamento di carattere temporaneo che consente alle piattaforme di scansionare le chat in cerca di materiale pedopornografico; lo consente, ma non le obbliga. Il regolamento era in scadenza il 3 aprile 2026, ora è attivo fino al 2028, con una modifica che era stata introdotta con votazione del Parlamento europeo: le chat end to end – WhatsApp e Signal, ad esempio – sono escluse.
Chat control 2.0
Questo dovrebbe essere il regolamento definitivo. Sarebbe dovuto essere pronto prima della scadenza del precedente, ma non è stato possibile, e il 29 settembre è previsto un nuovo incontro a Bruxelles tra Parlamento, Consiglio e Commissione per discuterne: il sesto. Incontri che si fanno perché non ci si mette d’accordo su cosa debba essere incluso nel regolamento definitivo e cosa no. Partendo da uno schema pubblicato da The CyberSec Guru abbiamo provato a riassumere le posizioni:
| Consiglio UE (i governi) | Parlamento europeo | Commissione europea | |
|---|---|---|---|
| Scansione obbligatoria | Esclusa. La posizione del 26 novembre 2025 elimina gli ordini di rilevazione obbligatori. | Solo mirata. Ammessa solo su persone o gruppi per cui c’è un ragionevole sospetto di reato, non su tutti gli utenti. | Prevista. La proposta del 2022 introduceva ordini di rilevazione per materiale già noto, materiale nuovo e adescamento. |
| Chat cifrate end-to-end | Nessun obbligo. Niente obbligo di scansionare i servizi cifrati come WhatsApp o Signal. | Protette. Escluse esplicitamente dagli ordini di rilevazione. | Non esentate. La proposta originale non escludeva i servizi cifrati: da qui l’accusa di voler imporre la scansione sul dispositivo, prima della cifratura. |
| Verifica dell’età | Obbligatoria per i servizi di comunicazione considerati a rischio. | Non obbligatoria. Se adottata, solo con garanzie elevate di privacy e sicurezza. | Prevista nella proposta 2022 per gli app store e per i servizi a rischio di adescamento. |
| Controllo di un giudice | Non previsto. Senza ordini di rilevazione non c’è nulla da autorizzare; le autorità nazionali possono ordinare rimozione e blocco dei contenuti. | Obbligatorio. Rilevazione solo su ordine di un’autorità giudiziaria, come ultima risorsa. | Giudice o autorità. Ordini emessi da un giudice o da un’autorità amministrativa indipendente. |
| Scansione volontaria delle piattaforme | Permanente. Vuole rendere definitivo il regime oggi temporaneo (Chat Control 1.0). | Temporanea. A marzo 2026 ha respinto la proroga; a luglio non ha raggiunto la maggioranza assoluta per bloccarla, ma ha escluso le chat cifrate. | Ponte. Ha proposto il regime temporaneo come soluzione in attesa del regolamento definitivo. |
| Ruolo nel negoziato | Co-legislatore. Negozia con il Parlamento un testo comune (trilogo). | Co-legislatore. Negozia con il Consiglio un testo comune (trilogo). | Mediatrice. Propone testi di compromesso, ma non vota. |
La petizione
Il testo della petizione però riporta informazioni che non sono corrette, e che quindi è il caso di chiarire. Nel regolamento in discussione oggi non c’è l’obbligo di scansionare i messaggi di tutti senza che vi siano sospetti. Sia chiaro, era nel testo della proposta della Commissione del 2022, ma oggi nessuna delle posizioni in discussione lo prevede: il Consiglio l’ha tolto, e il Parlamento lo ammette solo su persone sospettate e con l’ordine di un giudice.
Ancora: il 29 settembre non c’è un “negoziato al Consiglio” bensì un trilogo, cioè un incontro tra Parlamento, Consiglio e Commissione per arrivare a un testo comune. Non è detto che sia decisivo: è possibile che si continui a non trovare un accordo e che servano altri incontri, passando la mano alla presidenza successiva.
La petizione fa passare il voto favorevole dell’Italia dello scorso luglio come un sì al Chat Control da loro descritto, ma quello che spiegano non corrisponde al regolamento che si sta negoziando. Il voto di luglio serviva solo a ripristinare il Chat Control temporaneo dopo la sua scadenza.
Cosa è corretto segnalare
Tra le cose che è giusto segnalare c’è quanto riferito da Patrick Breyer, ex eurodeputato del Partito Pirata: il testo del Consiglio impone alle piattaforme di adottare “tutte le misure appropriate di mitigazione del rischio”, senza specificare chiaramente a cosa si faccia riferimento. Una formula troppo vaga, che potrebbe far rientrare dalla finestra la scansione uscita dalla porta. Inoltre la verifica dell’età obbligatoria ha conseguenze concrete sulla privacy e sull’anonimato. E il regolamento temporaneo oggi permette alle piattaforme di scansionare, su base volontaria e senza alcun sospetto, i messaggi privati non cifrati. Sarà possibile fino al 2028, grazie a una proroga che non sarebbe servita se si fossero accordati in tempo sul regolamento definitivo.
Concludendo
Preoccuparsi è corretto, ma la petizione, esagerando, fa allarmismo. La sorveglianza di massa obbligatoria dentro i telefoni oggi non è sul tavolo. I rischi veri sono la formula sulla “mitigazione del rischio”, la verifica dell’età e la scansione volontaria prorogata. La cosa che fa più sorridere è che Pro Vita & Famiglia, con la sua petizione, sta per l’appunto raccogliendo i dati dei suoi firmatari.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Zulfugar Karimov su Unsplash