Oggi nessuna bufala, vi voglio solo raccontare una storia. Da quando ho aperto BUTAC ho conosciuto tantissimi nuovi amici e mi sono fatto dei nemici (prima ammetto che non avevo veri e propri nemici). Gli amici non sempre ho potuto conoscerli dal vivo, con alcuni intratteniamo solo rapporti online, merito di affinità nel modo di pensare e argomentare.

Altri invece ho avuto modo di conoscerli dal vivo, tanti sono venuti ad alcuni raduni BUTAC qui a Bologna, ed è stato davvero bello poter stringere la mano a persone con cui fino ad allora avevo avuto solo rapporti virtuali.

Non sto a farvi l’elenco, sono davvero tanti i nuovi amici che ho conosciuto, e con alcuni di questi il rapporto da sporadico e virtuale è diventato di immensa stima e rispetto reciproco. Uno di questi è Daniele Matteo Cereda, che ho conosciuto dal vivo e che mi vanto di avere nella mia cerchia, Daniele è un ragazzone alto alto, affettuosissimo, affetto da sindrome di Asperger. Daniele si batte da tempo con moltissime energie per diffondere corretta informazione su vaccinazioni pediatriche e autismo, lo fa con costanza certosina, segnalando a me e ad altri amici blogger ogni articolo di disinformazione, lottando nelle sezioni commenti di pagine che andrebbero chiuse.

Nella sua lotta viene costantemente offeso e denigrato da soggetti che non hanno mai avuto il piacere di conoscerlo, soggetti che non trovano niente di meglio da fare che dare addosso al malato.

Loro, che hanno il cervellino di una scimmietta ammaestrata male, non sanno nulla di medicina, e sono convinti che Daniele menta sulla sua condizione, attaccano persino la mamma di Daniele quando osa intervenire per certificare la condizione del figlio. Io non sempre rispondo ai tag di Daniele, non sempre sono così veloce nell’intervenire, anche perché come sapete voi che leggete BUTAC non sono io l’esperto in medicina, non so demistificare tutte le cacchiate che vengono raccontate dagli antivaccinisti, a volte ho bisogno di una mano che non è sempre disponibile.

Ma l’attacco fatto a Daniele questa volta è schifoso, di quelli che dimostrano come certe frange estremiste degli antivaccinisti abbiano perso del tutto la bussola. Sta circolando un post, con una vecchia foto di Daniele e un commento scritto da quel genio che è Rosario Marcianò.

Il post viene condiviso tra i primi da Domenico Biscardi, il dott. Mimmo, un soggetto che chi legge BUTAC conosce bene: Mimmo non è medico ma ama spacciarsi per tale, è rimasto coinvolto nella fuffa del metodo Stamina, in quella del Metodo Di Bella, e da anni imperversa su Facebook e sulle pagine dei finti giornalisti che ancora gli danno spazio. Mimmo non è nuovo alla diffamazione, e anche stavolta non sbaglia il colpo:

Mimmo è furbo, condivide un post che lo stesso Daniele ha pubblicato in bacheca tempo fa. Il post di Daniele serviva per mostrare come Rosario stesse diffamando Daniele, ma a Mimmo questo importa poco. Dare indirettamente del pedofilo a qualcuno per Mimmo è normale, probabilmente non lo trova nemmeno grave.

Mimmo è uno di quelli che cade costantemente in ogni bufala medica e che condivide sulla sua bacheca tutta la raccolta indifferenziata della fuffa, guarda caso tra i suoi ultimi post pubblici ecco apparire la bufala dei Simpson:

Siamo di fronte ad una mente sopraffina… ma basta dare un’occhiata al suo curriculum, presente anch’esso su Facebook:

Tutte informazioni postate sulla bacheca pubblica del nostro “dottore”, informazioni che in certi casi qualcuno dovrebbe fargli rimuovere visto che non è mai stato viceispettore della Polizia di Stato, anche se con la Polizia di Stato ha avuto qualche incontro di altro genere. Ma di Mimmo abbiamo già parlato in svariate altre occasioni. Quello che mi importa è farvi capire che condividere come fa Mimmo è sbagliato, si possono fare danni seri a soggetti totalmente innocenti, come è Daniele, o come era quell’altro ragazzo, Alfredo Mascheroni, accusato da dei dementi di pedofilia, che si è ritrovato le vetrine del bar imbrattate con la vernice con scritte infamanti.

Lo stesso stanno facendo con me attaccando mio padre, la cui unica colpa è di essere socio di un Rotary Club, che per certi ignoranti è l’equivalente di una loggia segreta.

Qualche giorno fa un giovane mi ha fermato per parlare di omeopatia, il succo del suo discorso era che secondo lui io, pur avendo ragione sulla questione acqua e zucchero, stavo rovinando la vita a quei medici che da sempre prescrivono solo quella, e che per questo avrei dovuto guardarmi le spalle (il ragazzo in questione mi pare d’aver capito esser parente di un omeopata che non mi apprezza tantissimo).

Siamo davvero alla frutta.

Anzi, a breve dovrebbero portare i liquori e il conto.

Nella live su YouTube di ieri sera abbiamo parlato anche di questa storia, ospiti speciali Juanne Pili di Redazione Montaigne e David Puente.

 

maicolengel at butac punto it

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