Antieuropeismo, ciclammato di sodio e Coca Cola Zero

Il ciclammato di sodio negli Stati Uniti è vietato, in Europa no. Questa affermazione è corretta, il problema è quanto viene insinuato sulla base della stessa. Ad esempio nel 2020 una giovane Susanna Ceccardi pubblicava un video sulla sua bacheca social:
Video che Ceccardi pubblicava con questo testo al seguito:
Il ciclammato di sodio è un edulcorante vietato in moltissimi Stati tra cui gli Usa, ma in Italia continua ad essere utilizzato. L’Europa, sempre pronta ad insegnarci come mangiare a casa nostra, intende intervenire per tutelare la salute dei nostri figli?
…scatenando ovviamente l’indignazione dei suoi follower. Il suo video seguiva l’interrogazione parlamentare che la stessa Ceccardi aveva presentato a febbraio 2020 alla Commissione Europea –interrogazione che, come ci teniamo a ricordare, costa soldi della collettività, quindi andrebbe fatta quando è realmente necessario, e non tanto per fare.
Sì, certo è un video di sei anni fa, ma la disinformazione resta, anche quando è appunto disinformazione; e difatti ecco che nel 2026 ci segnalate un articolo di qualche mese fa pubblicato da un blogger figlio della pandemia, che sul suo blog “Zona Rossa” ha scritto un articolo sul ciclammato di sodio e la Coca Cola. Tono e senso dell’articolo sono praticamente gli stessi usati da Ceccardi sei anni prima, per questo abbiamo scelto di occuparcene.
I fatti
Il cliclammato di sodio (E952) è davvero vietato negli Stati Uniti. Il divieto è partito da uno studio su ratti alimentati da una miscela di ciclammato e saccarina, i ratti osservati sviluppavano tumori alla vescica e questo ha portato le autorità al divieto. Le ricerche successive però non hanno prodotto prove convincenti di cancerogenicità e lo IARC lo classifica nel gruppo 3, cioè non classificabile.
In Europa va spiegato che sì, è autorizzato, ma comunque con una specifica dose di sicurezza per chilo corporeo: 7 mg. Nella Coca Cola Zero venduta in EU si trova il ciclammato, insieme ad acesulfame K, aspartame, E150d e acido fosforico.
Nulla di questo è segreto. Sia Ceccardi che Zona Rossa omettono il dettaglio che il divieto americano si basa su un singolo studio che poi non è stato possibile replicare.
I problemi
E difatti il problema in questo tipo di malinformazione sono le omissioni, non le bugie. Partiamo da Ceccardi, che scrive di un edulcorante “vietato in moltissimi Stati tra cui gli Usa”. Le fonti indicano come Paesi con divieto Stati Uniti e Corea del Sud, e in qualche elenco anche il Bangladesh: “moltissimi” è un’iperbole. Dice Ceccardi:
In Italia continua ad essere utilizzato
Suggerendo quella che sembrerebbe un’anomalia italiana, ma l’autorizzazione è europea, e Ceccardi lo scriveva da europarlamentare della Lega.
Zona Rossa aggiunge numeri, e li sbaglia. Ad esempio scrive che l’Unione Europea ha imposto:
un limite di ciclammato nelle bevande pari a 400mg/L
e ne ricava che:
basta un litro e mezzo al giorno di bevanda per potersi ammalare inconsapevolmente
Peccato che il limite di 400 mg/l è quello precedente al 2003: per le bibite è stato ridotto a 250 mg/l. Con 250 mg/l, un litro e mezzo contiene 375 mg. Ma anche col vecchio limite in un litro e mezzo di bibita ce ne sarebbero 600 mg, comunque sotto i 630 mg che l’autore stesso calcola per un adulto di 90 kg.
Sempre su Zona Rossa ci viene detto che per il colorante al caramello:
Viene indicata una DGA non superiore a 30mg/Kg peso corporeo
DGA sta per Dose Giornaliera Ammissibile, peccato però che EFSA parli, per i quattro coloranti al caramello, di 300mg per chilogrammo, non 30, oltre al fatto che comunque si è concluso che non sono né genotossici né cancerogeni.
Dell’acesulfame K l’articolo dice che:
ne viene indicata una DGA di appena 9mg/Kg peso corporeo
Quel valore era della SCF del 2000: nel 2025 EFSA lo ha sostituito con 15 mg/kg.
Sempre Zona Rossa poi ci racconta che:
le DGA dei singoli componenti si sommano
Ma non è affatto vero, ogni DGA vale per la singola sostanza, con il proprio meccanismo tossicologico. Fanno eccezione le sostanze affini, per cui EFSA fissa DGA di gruppo, come per i coloranti caramello e per i fosfati.
Ma appunto sono eccezioni.
Concludendo
Non siamo qui a voler difendere un marchio, ma i fatti, come sempre. È certo che tra bere Coca Cola Zero e acqua sia meglio la seconda, ma demonizzare qualcosa basandosi sulla disinformazione è sempre sbagliato.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di Charlie Wollborg su Unsplash