Renovatio21, l’antivaccinismo alla canna del gas

Nessun vero allarme per allarmi allarmanti, solo l'ennesimo tentativo di far dire ai dati quello che conferma le nostre tesi. Anche se i dati non lo dicono affatto

maicolengel butac 17 Set 2026
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Ci avete segnalato un articolo pubblicato su uno dei tanti canali legati alla disinformazione, Renovatio21, che l’11 settembre 2026 ha pubblicato un articolo dal titolo:

I dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID

A parte quel ridicolo “segnale di allarme allarmanti”, il titolo non ci dice di che segnali si tratti, occorre scendere un po’ e scoprire che l’articolo è la traduzione di un pezzo pubblicato da Children’s Health Defense. Come sempre preferisco andare alla fonte dell’articolo, quindi clicco sul link e scopro che si tratta di un articolo firmato dall’eminente Brenda Baletti, Ph.D., che ci tiene per l’appunto a segnalare di avere un Ph.D; l’unico dettaglio da segnalare è che Baletti ha un Ph.D. in geografia umana, non in medicina. Qualcuno dirà che nemmeno io ho una laurea in medicina, e ha ragione, ma questo articolo, come altri prima di lui, prima della pubblicazione passerà alla revisione di uno – se non due – medici.

Il testo di Baletti parte da uno studio di un ex fisico (quindi, anche qui, non un esperto della materia di cui si parla: l’epidemiologia) Rancourt, co-direttore di “Correlation Research in the Public Interest”, organizzazione no profit antivaccinista già attenzionata da colleghi in passato, e membro di Pandata, gruppo di negazionisti del COVID. Rancourt fu radiato nel 2009 in circostanze controverse, ufficialmente per motivi disciplinari legati alla gestione dei voti, non proprio un soggetto di specchiata integrità. E difatti le precedenti analisi di Rancourt, inclusa quella dei “17 milioni di morti” citata da Baletti, sono state bollate come disinformazione da Science Feedback, perché non tengono conto della mortalità da COVID né dello stato vaccinale dei deceduti. Che è la stessa identica impostazione metodologica, applicata stavolta ai dati di bambini e giovani, presentata alla Commissione d’inchiesta Allison. Ma che cosa è la Commissione d’inchiesta Allison?

Il travestimento istituzionale

L’articolo di Baletti parla di questa Commissione come se fosse una cosa seria, istituzionale, e lo fa raccontando di testimonianze di fronte ai legislatori canadesi, usando un linguaggio che ci fa supporre che ci sia un organo parlamentare ufficiale a portare avanti questa commissione. Ma è tutto un trucco.

Si tratta di un’inziativa privata di un deputato conservatore, Dean Allison, iniziativa che non ha ricevuto l’autorizzazione del governo canadese, ma che serve, chiaramente, a permettere di dare un’aura di affidabilità a soggetti vicini alla comunità antivaccinista.

Un po’ come quando viene affittata un’aula del nostro Senato per convegni che nulla hanno a che fare col nostro governo, ma le foto con la scritta Camera dei Deputati alle spalle dei relatori diventano virali come se si fosse trattato di un vero evento istituzionale; ne abbiamo parlato spesso.

I turbo tumori

Nel testo Baletti fa riferimento alla HPD, malattia iperprogressiva descritta dal 2015: si tratta di fenomeno anomalo e grave in cui, invece di ridursi, il tumore accelera bruscamente la sua crescita dopo l’inizio di un trattamento, solitamente con immunoterapia. Baletti la tira in ballo per far sembrare più scientifico il concetto dei “turbo tumori”, ma omette di spiegare che la HPD è stata osservata in pazienti oncologici già in cura con farmaci immunoterapici, non nella popolazione generale e non dopo un vaccino. Di turbo tumori qui su BUTAC abbiamo già parlato in abbondanza, e non esiste una singola prova della loro esistenza in relazione ai vaccini COVID, chi continua a usare quel termine lo fa solo per confondere le acque.

Il caso italiano

Rancourt nella sua analisi usa la differenza tra Milano e Roma nella mortalità durante la prima ondata di COVID come prova che non si sarebbe trattato di un virus in diffusione in quel momento. Si tratta di nozioni sbagliate, già smontate da tempo; cerco di riassumerle. In Lombardia il virus circolava già da settimane prima del primo caso dichiarato: quindi, quando l’emergenza è diventata ufficiale si era già diffuso per la regione in maniera non controllata, mentre a Roma è arrivato più tardi e con meno vantaggio di tempo per diffondersi indisturbato. La Lombardia, proprio in quanto prima regione ad essere colpita in forma grave, si è trovata con più contagi di quanti il sistema sanitario riuscisse a reggere. Gli studi mostrano che, se ci fossero stati più posti nelle terapie intensive, il numero di morti si sarebbe ridotto di molto.

Quindi puro cherry-picking che sfrutta dati decontestualizzati per portare acqua al proprio mulino. Come sia possibile che persone senza titoli in medicina si ergano a esperti di epidemiologia e ci siano legioni di seguaci pronti a dargli credito è qualcosa che fatico ad accettare, ma è così, e occorre cercare di contrastare questa dinamica.

Concludendo

Insomma, siamo di fronte a un testo scritto da soggetti che non hanno alcun titolo per parlare della materia di cui parlano, che sfrutta cherry-picking e decontestualizzazione per far dire ai dati quello che serve a loro, sfruttando commissioni non governative spacciate per quello che non sono.

La catena Rancourt->Children’s Health Defense->Renovatio21 si basa su un singolo dato reale – l’esistenza di una mortalità in eccesso – vestendolo di un contesto che non gli appartiene e che non regge a una verifica di pochi minuti.

maicolengel at butac punto it

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