Cina, Russia e vaccini contro il cancro

maicolengel butac 24 Feb 2026
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A volte ci vengono segnalate pagine social che non avevamo mai visto prima, eppure hanno un largo seguito. Evidentemente l’algoritmo ce le ha sempre risparmiate, conscio che non rientrano nei nostri interessi. Ma sbaglia, perché le pagine che diffondono bufale e disinformazione sono sempre nei nostri pensieri.

Oggi ci occupiamo di un post pubblicato dal profilo Facebook dal nome lievemente razzista di Purosangue, profilo che condivide di tutto, dalla disinformazione medica a quella politica, tutti tendenti a destra. Non è nostra intenzione occuparci del profilo nella sua totalità, sarebbe un lavoro immane e complesso, quindi ci limiteremo al post che ci è stato segnalato, questo:

Una svolta medica con conseguenze globali. La Cina starebbe preparando l’approvazione di un vaccino contro il cancro sviluppato dalla Russia, una mossa che potrebbe scuotere i mercati sanitari globali. I sostenitori affermano che il vaccino funziona addestrando il sistema immunitario a riconoscere e attaccare direttamente le cellule tumorali, invece di fare affidamento su terapie farmacologiche a lungo termine. Le aziende farmaceutiche occidentali dominano un settore del trattamento del cancro stimato in 2,6 trilioni di dollari, basato su terapie prolungate. Se questo vaccino si dimostrasse scalabile ed efficace, potrebbe sconvolgere i modelli di business esistenti e modificare gli equilibri del potere nella medicina globale.

Il post, al momento in cui scriviamo, ha oltre 12mila interazioni, ma è un classico post emozionale, fatto non per informare ma solo per parlare alle pance dei propri follower. Non viene portata nessuna fonte, nessun dato; solo un comunicato, scritto probabilmente con IA e calibrato per raggiungere il pubblico di riferimento. Sia chiaro, non sarebbe affatto una novità: sono anni che si sta studiando un vaccino contro “il cancro” (se così si può chiamare), e sono già stati presentati risultati promettenti. Fa sorridere che nel testo si parli di “addestrare il sistema immunitario” come se fosse una novità, quando è la base su cui i vaccini operano. Nessuna rivoluzione, nessuna nuova scoperta.

Da anni si studiano vaccini terapeutici e strategie immunologiche mirate. Parlarne come se fosse invece una qualche rivoluzione appannaggio solo di Russia e Cina è una sciocchezza, narrata senza fonte alcuna. Non mettiamo in dubbio che anche in Cina, come nel resto del mondo, siano al lavoro per studiare un vaccino del genere: sono per l’appunto anni che lo si sta facendo in tutto il mondo.

Il cuore del messaggio però non è medico, è narrativo. Il riferimento ai 2,6 trilioni di dollari serve appunto a evocare l’idea di un’industria occidentale minacciata da Russia e Cina e quindi di un riequilibrio dei poteri globali. Il focus alla fine non è la salute dei pazienti, ma il presunto crollo di un sistema economico.

Sia chiaro: se una terapia efficace e scalabile contro specifiche forme tumorali dovesse arrivare, sarebbe un’ottima notizia per i pazienti, indipendentemente dal chi l’avesse sviluppata. La scienza non funziona per blocchi ideologici, ma per dati, pubblicazioni e fasi cliniche. Dati, pubblicazioni e fasi cliniche che al momento non vengono riportate, e senza questi elementi si resta nel campo della suggestione narrativa, suggestione che sui social, purtroppo, vale molto più delle prove.

Giusto per completezza, al momento nel mondo ci sono oltre 230 trial in corso sui vaccini mRNA antitumorali. Dare a intendere che solo Cina e Russia siano in procinto di rilasciare un vaccino del genere è pura malinformazione.

maicolengel at butac punto it

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