GOMMOSE -ANIMALI

Caramelle gommose o gelatine colorate?
Questa è la materia prima con cui vengono prodotte… Buon appetito!

Sicuramente se siete vegetariani o vegani questa per voi non sarà una bella notizia, anche se, ormai dal dì che gira su internet, dovreste saperlo: se tra gli ingredienti delle caramelle gommose compare l’ingrediente E441 (altrimenti definito come gelatina animale) dovete desistere dal comprarle.

Alcuni siti e pagine facebook molto affidabili (ironia mode on) gridano allo scandalo, pubblicando un’immagine che definirla allarmistica e fuorviante è poco. E per “sensibilizzare alla causa vegan” noi poveri onnivori e “mangiacadaveri” nel periodo natalizio quale modo migliore se non quello di attaccare le caramelle gommose, magari accostandole a una fotografia che possa rimanere ben impressa nella mente e creare ribrezzo nel lettore? Le caramelle gommose si trovano ovunque, a partire dai calendari dell’avvento (anche se io preferisco quello della Lindt) alle calze della Befana. Io non sono una gran consumatrice di caramelle gommose… “si attaccano al lavoro del mio dentista…” ma dopo la lettura (per il terzo o quarto anno consecutivo) di queste piccole perle di saggezza vegan, inizierò a mangiarne di più. Possibilmente con gelatina animale e aspartame.

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Cerchiamo, come ormai nostra consuetudine, di fare un po’ di chiarezza, questa volta sul mondo delle gelatine.

Che cos’è la gelatina animale? Null’altro che una proteina naturale, ottenuta da materia prima di origine animale contenente collagene. Secondo la GME essendo un ingrediente e non un additivo non deve essere classificata con un numero E, nonostante la pagina di wikipedia dedicata ai numeri E ci dica il contrario. Ma queste tutto sommato sono quisquilie, visto che la pagina di wikipedia riporta fonti del 2010.  Alla iniziale definizione che la GME ci regala, da brava ispettrice puntigliosa quale sono per lavoro, avrei da obiettare che “naturale” stona un po’ e potrebbe essere misleading. Sarebbe meglio dire “proteina non di sintesi”, ma la legislazione parla chiaro, come vedremo a breve.

Sulle materie prime che possono essere utilizzate e sui requisiti che devono avere esistono regolamenti europei:

  • il Reg. CE 853/2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale dà una definizione precisa sia della gelatina sia del collagene:

«Gelatina»: proteina naturale e solubile, gelificata o non, ottenuta per idrolisi parziale del collagene prodotto a partire da ossa, pelli, tendini e nervi di animali
«Collagene»: prodotto a base di proteine ottenuto da ossa, pelli e tendini, fabbricato secondo i pertinenti requisiti del presente regolamento;

  • Sempre il succitato Reg. CE 853/2004, allegato III sezione XIV stabilisce: i requisiti delle materie prime, il loro trasporto e magazzinaggio, i requisiti per la fabbricazione e quelli dei prodotti finiti e la loro etichettatura. La sezione XV è dedicata al collagene.
  • il Reg. CE 2073/2005 invece stabilisce i requisiti microbiologici dei prodotti alimentari e anche della gelatina e del collagene.

La maggior parte della gelatina prodotta in Europa proviene dalle cotenne suine.

L’80% della gelatina alimentare prodotta in Europa è pura  derivata da cotenna di maiale. Il 15% proviene da spaccatura bovina. La spaccatura è lo strato sottile intermedio, contenente collagene, tra la pelle superiore e lo strato sottocutaneo. Il rimanente 5% viene ricavato da ossa di maiali o bovini, nonché da pesce.

Sempre la GME ci spiega come viene preparata la gelatina: (di seguito vi riporto parte della versione originale in inglese, quella in italiano la trovate nel link):

Pre-treatment
First of all, the fat and minerals are removed from the raw materials. […]

Alkaline procedure
The connective tissue of cattle is highly interconnected and is therefore pre-treated with lime in a process lasting several weeks. This brings about a gentle change to the collagen structure. After this treatment, the collagen is soluble in warm water and can thus be separated from the rest of the raw material.

Acid procedure
The collagen connective tissue from pigskin is not so heavily interconnected. Here, a one-day acid treatment with subsequent neutralization and the intensive rinsing out of the salts is sufficient to extract the collagen.

Extraction
The pre-treated raw materials are now treated with hot drinking water and extracted in several stages. […]

Cleaning
The extracted solutions are freed of traces of fat and fine fibres in high-performance separators. Even the finest impurities are removed by filtration, […].

Thickening
The gelatine solution is now concentrated in vacuum evaporators and thickened to form a honey-like solution.

Drying
The highly concentrated gelatine solutions are sterilized, cooled, set and dried under strict hygienic conditions. […] The quality and purity of the gelatine is ensured by detailed quality control. All of these steps are indispensable for gelatine manufacture and have been used for decades to manufacture high-quality gelatine.

Nocensura poi va oltre e ci ricorda che la gelatina si utilizza anche in altri ambiti: farmaceutico e nel mondo dello spettacolo. La gelatina e il collagene che sono utilizzati dall’industria farmaceutica non solo sono conformi alla legislazione per i prodotti alimentari ma devono anche essere conformi alla Dir 2001/83/CE  recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano

Per FORTUNA altri prodotti vegani che sostituiscono la gelatina sono: la gomma di guar e la carragenina, la cellulosa (o amido), l’Agar-Agar, il Bobin, lo Xantano, le carrube ed altri ancora.

Che fortuna! Pensate che c’è addirittura qualcuno che vorrebbe eliminare la carragenina dalla lista degli additivi sicuri o che consigliano di autoprodursi il latte vegetale onde evitarne il consumo.  Cellulosa e amido non sono sinonimi. Sono lontani parenti se proprio vogliamo esagerare. Del Bobin non ho trovato traccia se non su questo sito.
Il bello è che si contraddicono tra loro, chi consiglia, chi sconsiglia, chi banna, e nemmeno sanno la differenza tra amido e cellulosa. Vi risparmio poi i commenti sulla pagina facebook. Tutti (anche gli onnivori mangiacadaveri) scandalizzati schifati, oscenamente disgustati da questa notizia e dalla presa di coscienza che il filler antirughe al collagene puro, pagato più del caviale, sia stato prodotto usando parti di animali.

Ma mangiatevi due caramelle gommose e rilassatevi…

Thunderstruck (che alla soglia degli -anta ha scoperto la bontà di alcune gelatine ma non usa creme antirughe) at butac punto it

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