Conigli, carote e post-verità

Una leggenda metropolitana che circola da tanti anni, peccato che le immagini di conigli che mangiano carote circolino da ancora di più...

Redazione Butac 17 Set 2025
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Mentre scrollavo il mio feed Instagram mi è apparso un reel di Rudy Bandiera – “maestro in comunicazione, divulgatore, scrittore di 5 libri, speaker, presentatore, creator e formatore” -, un reel che parla di carote e conigli. Ve ne riporto il testo:

“I conigli non mangiano carote. È un’invenzione dei disegnatori di Bugs Bunny: all’epoca, pensarono che al personaggio mancasse qualcosa e scelsero una bella carota arancione. Così ci hanno convinti che le carote siano il cibo preferito dei conigli, che però non hanno il metabolismo adatto a processarne gli zuccheri. E infatti da allora la durata della loro vita si è ridotta drasticamente.”

Hai mai dato per scontato che i conigli adorino le carote solo perché l’hai visto fare da Bugs Bunny? Ecco una chicca degna di una bella “smacchiata” di realtà: “I conigli non mangiano carote”. Quello che leggi in apertura di questo post è tratto dal libro “La casa dei silenzi” di Donato Carrisi, citando una delle tante bufale partorite dai cartoon. E la scienza conferma quasi in pieno: i conigli, in natura, si nutrono quasi soltanto di erba e foglie, mica di ortaggi zuccherini. La carota, infatti, è un premio occasionale, non il pranzo della domenica: troppo zucchero, rischio per la salute.

Questa storia, che nasce dalla penna degli animatori, ci fa riflettere su quanto la comunicazione – persino quella dei cartoni animati! – cambi la percezione della realtà. Arriviamo a pensare di fare del bene ai nostri animali, e invece gli complichiamo la vita.

Il mito della carota è il manifesto perfetto del potere della narrazione: una trovata che si radica, diventa abitudine e poi credenza collettiva, anche se sbagliata. Quindi, la prossima volta che pensi di coccolare un coniglio con una carota… pausa, respira e ricorda: quello che “si sa” spesso è solo una genialata comunicativa, non la verità.

Quindi per riassumere, abbiamo un divulgatore che riprende un testo di uno scrittore sfruttandolo come lezione di vita, purtroppo senza fare alcuna verifica.

A me spiace rompere il giochino, ma Carrisi prima e Bandiera dopo stanno a loro volta riproponendo una bufala. Sia chiaro, assolutamente credibile, ma che le carote siano associate ai conigli per colpa (o merito) di un cartone di Bugs Bunny degli anni Quaranta del secolo scorso resta una bufala. La dimostrazione è semplice, basta infatti cercare immagini di conigli e carote precedenti quel periodo, ed eccoci:

Questa qui sopra risale addirittura al 1890. Esiste un altro sistema per cercare se la locuzione “rabbit eating carrots” esistesse prima del 1940, ed è newspapers.com che – seppur basandosi solo su testate americane – dato un determinato periodo di tempo cerca se quelle parole siano apparse sui quotidiani. Se cerco la frase “rabbit eating carrots” tra il 1690 e il 1939 mi escono 180 risultati, ma non è finita qui: come qualcuno di voi sa mia moglie è inglese, ai nostri figli abbiamo letto una sana dose di storie di Peter Rabbit, di cui la prima a uscire è del 1901. Peter Rabbit non mangia propriamente carote nelle storie bensì radicchio, ma guardate come viene illustrata la cosa:

Quindi, che sia stato Bugs Bunny negli anni Quaranta a convincerci che i conigli vadano ghiotti di carote è una bufala. Quello che però è vero è che le carote sono troppo zuccherose per essere un buon cibo per conigli; come snack ogni tanto può andare, ma se campassero solo di carote la loro vita sarebbe decisamente più breve.

La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals spiega che:

Offri ai tuoi conigli solo piccole quantità di ortaggi a radice e frutta, come carote e mele, come ricompensa occasionale.

Voi direte: ma noi di tutto questo che ci frega?

Beh, questo breve articolo era solo per mostrarvi in maniera decisamente semplice il concetto che una bugia, ripetuta più volte, diventa un fatto conclamato:

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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