Molti media continuano a parlare del Blue Whale game nella maniera sbagliata, non tenendo in alcun  conto quello che la scienza chiama Effetto Werther.

Sensazionalizzare i suicidi è un sistema pessimo di fare giornalismo, il rischio di emulazione è molto alto, esistono linee guide che spiegano come parlare nella maniera corretta di queste storie, linee guida disattese da tanti, che così facendo rischiano di alimentare un fuoco che andrebbe spento.

Werther

Quando ero adolescente ero un rompiballe depresso, così depresso che il mio prof. d’italiano qualche volta si divertiva a punzecchiarmi leggendo i miei temi ad alta voce, sembrava davvero di esser di fronte alle Ultime lettere di Jacopo Ortis, o ad una riedizione de i Dolori del giovane Werther. La classe sorrideva sotto ai baffi e la mia depressione aumentava, ma scrivere mi piaceva come chi ci segue da tempo avrà compreso, mi piaceva tanto e per merito della scrittura e di amici che mi erano vicini ho superato quella depressione adolescenziale senza grandi traumi.

Ma in questi giorni vedo che il tema è di gran moda, anzi va alla grande, tutto per merito di giornalisti che senza minimamente informarsi sull’argomento hanno scelto di parlare di suicidi giovanili e giochi pericolosi.

Il tema è evidentemente caldissimo, anche perché la depressione adolescenziale esiste da sempre, ne sono stati vittime milioni di adolescenti. Premetto, non sono uno psicologo, non sono un sociologo, ma come sempre solo un blogger, non è mia intenzione insegnare nulla a nessuno, o parlare di psicologia. Solo vorrei davvero che fosse fatta chiarezza su alcuni punti.

Il 9 marzo 2017 eravamo usciti su BUTAC con un articolo dove trattavamo il tema Blue Whale, spiegavamo a grandi linee cosa fosse questo “gioco” e perché trovassimo idiota da parte dei giornalisti averne parlato nella maniera che avevano fatto. Da nessuna parte definivamo il gioco BUFALA, sempre e solo SENSAZIONALISMO, ma il numero di pigri che non leggono gli articoli e traggono conclusioni è altissimo. Purtroppo nel mio piccolo pezzo facevo ben presente che il problema non fosse quanto ci fosse di verificato nel gioco, ma come la notizia venisse passata al grande pubblico, sfruttando sensazionalismi che potevano portare solo ad un effetto emulazione, come la letteratura medica già insegna da tempo.

Benissimo, a maggio 2017, due mesi dopo il mio articolo, qualcun altro decide di occuparsi del gioco e nel farlo mostra tutto quello che le linee guida anti-emulazione spiegano di evitare: gente che piange, gente che si lancia dai palazzi. Scene che possono colpire i giovani, specie quelli che sono già nella fase depressiva. Nella settimana seguente sull’onda di quel servizio i giornali hanno titolato più e più volte raccontando storie collegate al gioco. Storie che fino a marzo 2017 non esistevano sulla nostra stampa, non c’erano segnalazioni del gioco, non c’erano genitori che lo accusavano di aver portato via i loro figli, in Italia il Blue Whale era qualcosa di nicchia relegato in angoli oscuri del web.

Oggi invece vediamo gli stessi giornalisti che han tirato fuori la storia chiamare la Polizia per farsi confermare questi casi di tentati (o completati) suicidi, il tutto senza rendersi conto che si sta facendo ancora la stessa identica cosa, soffiare su un fuoco che non andrebbe alimentato, non in quel modo.

Tra i commentatori che amano darci addosso ne ho visti tanti sfidarci: “Ora che anche la Polizia dice che non è una bufala come la mettete?” Purtroppo si tratta di commenti lasciati da soggetti a cui rispondere non serve a niente. Ma per tutti gli altri, che hanno letto i nostri articoli, guardato il mio brevissimo video, vorrei fare un filo di chiarezza. O meglio vorrei tradurvi le linee guida dell’OMS sull’effetto Werther, linee guida rivolte proprio ai giornalisti:

  • Take the opportunity to educate the public about suicide
  • Avoid language which sensationalizes or normalizes suicide, or presents it as a solution to problems
  • Avoid prominent placement and undue repetition of stories about suicide
  • Avoid explicit description of the method used in a completed or attempted suicide
  • Avoid providing detailed information about the site of a completed or attempted suicide
  • Word headlines carefully
  • Exercise caution in using photographs or video footage
  • Take particular care in reporting celebrity suicides
  • Show due consideration for people bereaved by suicide
  • Provide information about where to seek help
  • Recognize that media professionals themselves may be affected by stories about suicide

Che tradotte:

  • Cogli la possibilità di educare il pubblico sul suicidio
  • Evita un linguaggio che sensazionalizzi o normalizzi il suicidio, o che lo presenti come una soluzione ai problemi
  • Evita il posizionamento in evidenza e la ripetizione indebita di storie di suicidio
  • Evita una descrizione esplicita del metodo utilizzato in un suicidio completato o tentato
  • Evita di fornire informazioni dettagliate sul sito di un suicidio compilato o tentato
  • Usa le parole del titolo con cautela e attenzione
  • Esercita cautela nell’utilizzo di fotografie o riprese video
  • Presta particolare attenzione nel segnalare suicidi di celebrità
  • Mostra la giusta considerazione per le persone che hanno commesso suicidio
  • Fornisci informazioni su dove cercare aiuto
  • Riconosci che gli stessi professionisti dei media possono essere influenzati da storie di suicidio

Tutte le parti in grassetto sono state inascoltate dai giornalisti in questi due mesi, abbiamo potuto vedere in tv gente che saltava da palazzi (poco conta se uno dei video che viene mostrato è relativo a un suicidio non collegato al gioco, ma del 2013, ad Abu Dhabi), leggere descrizioni romanzate del gioco, vedere link ed esempi di come ci si può iscrivere, facce rigate dalle lacrime (ma si trattava di attrici per un video su Youtube). Invece di veri aiuti ai genitori non ne abbiamo visto alcuno, anzi, per lo più il messaggio è che i ragazzi che decidono di accettare la “sfida” sono ragazzi senza problema alcuno (FALSO) e che capire che stiano partecipando al gioco è difficile, a meno che non si vedano segni come mutilazioni sulle braccia a forma di balena. Poi ci si lamenta se ci sono ragazzini che emulano.

Io onestamente non so cosa dirvi, tanto se state leggendo queste righe con in testa l’idea che i giornalisti di cui stiamo parlando abbiano fatto il loro lavoro non cambierete purtroppo idea. Io la mia posizione in merito l’ho presa e spero che si smetta di parlare nella maniera errata di suicidi e depressione giovanile. Se se ne vuole parlare occorre lasciar perder giochi e tendenze e entrare per davvero sull’argomento, in maniera seria, magari fa vendere meno copie ma è aiutare davvero chi ne ha bisogno.

maicolengel at butac punto it

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