Covidiota: evoluzione di un termine e del suo significato

Molto italiano, direbbe Stanis

maicolengel butac 18 Dic 2020
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Ammetto che più bazzico bacheche di soggetti convinti che quanto sta avvenendo nel 2020 sia tutto parte di un immane complotto, più la mia testa vorrebbe esplodere. I motivi sono tanti, ma uno di quelli che mi fa davvero andare di matto è vedere gente a cui più volte sono stati spiegati concetti semplici non coglierli e insistere nell’errore.

Uno di quelli che vedo ripetere più spesso è quello sulla definizione di “covidiota”.

Giusto oggi sono capitato di fronte a quest’immagine:

Immagine che vorrebbe appunto prendere in giro chi crede nella pandemia, chi segue le regole imposte, chi spera in un vaccino… Immagine che parte dal presupposto che covidiota significhi idiota che crede alla Covid-19. Ma le cose non stanno affatto così, come ho già tentato di spiegare più volte.

Oggi per avere un articolo definitivo che spieghi la questione ho deciso di fare una piccola ricerca, andando a ritroso nel diario di questa dannata pandemia a vedere chi sono stati i primi a usare il termine e come l’hanno usato.

Mi sono messo a cercare il termine online, partendo da gennaio 2020. La prima volta che il termine compare indicizzato su Google pare essere a fine febbraio, quando qualcuno ha registrato il dominio covidiot.com, otto pagine di battute e meme. La pagina è stata registrata il 25 febbraio 2020, il sottotitolo del dominio recita: I have no idea what I am doing… Non ha una posizione precisa sul termine, sembra condividere ogni cosa satirica abbia a che fare con la pandemia. La pagina è registrata negli States.

Un’ulteriore ricerca mi porta a reperire il tweet di Dan Anstey datato 13 marzo 2020:

Anstey è un conduttore radiofonico e televisivo australiano, e nel tweet qui sopra dava una prima definizione di “covidiot”: un idiota che compera un quantitativo esagerato di prodotti durante la pandemia di Covid-19. Esisteva già una pagina Twitter che si chiamava Covidiot, nata ai primi di marzo, e una seconda pagina Covidiots nata subito dopo il tweet di Anstey. Il 16 marzo il termine entra ufficialmente nell’Urban Dictionary:

Covidiot
Relating to the 2020 Covid-19 virus:
Someone who ignores the warnings regarding public health or safety.
A person who hoards goods, denying them from their neighbors.
Did you see that covidiot with 300 rolls of toilet paper in his basket?
That covidiot is hugging everyone she sees.

Che tradotto:

Qualcuno che ignora gli avvertimenti in materia di salute o sicurezza pubblica. Una persona che accumula beni, sottraendoli ai vicini. Hai visto quel covidiota con 300 rotoli di carta igienica nel cestino? Quel covidiota sta abbracciando tutti quelli che vede.
Siamo a metà dicembre 2020, in Italia tanti dei seguaci delle varie compagini che negano la pericolosità della pandemia continua a usare covidiota sostenendo voglia dire quel che pare a loro. Ma sono gli unici o quasi a farlo. Fuori dall’Italia è chiaro per tutti che sia il termine con cui si evidenziano appunto i negazionisti.
Sarei curioso che qualche esperto di psicologia facesse uno studio su questi disordini cognitivi. Perché è una materia interessante. So che alcuni dei soggetti di cui parlo leggono BUTAC o altri siti di fact-checking. Sanno benissimo di non avere ragione su cose come questa, eppure insistono testardi a ripetere l’errore. Perché lo fanno? Purtroppo la faccenda agli italiani è decisamente sfuggita di mano: stamattina guardavo un video del tizio che va in Svezia ogni due per tre a dirci che va tutto bene, e anche lui segue lo stesso modus operandi, usa covidiota convinto che abbia a che fare con chi è preoccupato dalla pandemia e si affida alle indicazioni dell’OMS.
Ma perché fare due verifiche è diventato così complesso?
Non credo di poter aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
NB: sappiamo che la lingua la fa l’uso e che se una buona fascia dei parlanti italiani continuerà a utilizzare il termine in questa accezione probabilmente in futuro questa potrebbe essere attestata come definizione corretta. Ma per adesso così non è e ci rifacciamo al parere pubblicato sulla Treccani: “covidiota, contaminazione di covid e idiota, calco dall’anglismo “covidiot” per designare chi ignora stupidamente le misure di sicurezza anti-covid o fa scorte irrazionali di prodotti alimentari incrementando il panico, neoformazione che, pur non essendo ancora attestata sulla stampa italiana, impazza sui social”. Parere aggiornato e confermato alla fine di novembre qui citando il linguista Giuseppe Antonelli che ha inserito “covidiota” nel suo ultimo libro “Il mondo visto dalle parole”.
Prima di noi avevano trattato l’etimologia del termine i ragazzi di Dossier Due Punto Uno.
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