CStar, Sea-Eye e l’informazione troppo di fretta

maicolengel butac 14 Ago 2017
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Esiste un codice in mare da rispettare, se una nave manda un segnale di richiesta d’aiuto (nel caso specifico un pan-pan) sta alla nave che è a lei più vicina rispondere alla richiesta specie dopo che il MRCC (Maritime Rescue Coordination Centre) le dice di dirigersi in zona. In questo caso l’imbarcazione che si trovava più vicina era proprio la Sea-Eye, che si è mossa per aiutare.

La fiancata della CSTAR riporta su alcuni striscioni questa frase: NO WAY – you will not make Europe Home! – NO WAY

La CStar, che invece gira il Mediterraneo proprio per disincentivare l’arrivo di profughi (non ho idea di come si atteggino, voglio ben sperare che non tentino di affondare i barconi, ma come mi viene fatto notare su FB basta andare qui per leggersi lo scopo della mission), ha scelto di non farsi aiutare dalla Sea-Eye che si era mossa dietro diretta richiesta del MRCC; chi ha cavalcato la storia ha sbagliato a titolare come ha fatto ad esempio RAI news:

Mediterraneo. La nave C-star in avaria, soccorsa da Ong Sea Eye

I soccorsi non ci sono stati. Ma bastava perdere qualche minuto sul profilo Twitter della Sea-Eye per leggere con calma tutto quanto stava avvenendo:

Direi che non ci sia null’altro da aggiungere riguardo alla notizia. Ma permettetemi qualche amara riflessione visto che questo è il mio blog.

Di “amici” di BUTAC che con modi decisamente ostili hanno ripetutamente chiesto un nostro articolo ne ho visti tanti, e mi spiace, perché se da un lato avevano ragione nel definire bufala alcuni degli articoli e post che circolavano, dall’altro vorrei che tutti avessero ben chiaro che BUTAC è un blog gratuito, gestito principalmente da due persone, me e Noemi, con l’aiuto esterno di pochi altri, specie per quanto riguarda la cronaca. Anche noi come voi abbiamo una vita, e vacanze. Chi ci legge da tempo sa che il sabato e la domenica non escono nuovi articoli sul blog, da sempre, è stata un scelta fatta anni fa, proprio per mantenere tempo libero da dedicare a quello che per noi è più importante, la nostra vita privata.

Ecco, ora credo proprio di avere detto tutto.
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