Un’amica mi ha segnalato una notizia di qualche giorno fa che però sta diventando sempre più virale per merito dell’eco mediatica che le è stata data. Credo sia importante cercare di raccontare le cose nella maniera migliore.

All’inizio la notizia passata dagli organi di stampa era questa:

“Gli handicappati teneteli a casa”: turista in spiaggia insulta mamma di un bimbo autistico

La storia narrata sui giornali racconta che un anziano turista, dopo essersi accorto che un bimbo aveva fatto i proprio bisogni in acqua, avrebbe dato in escandescenze e alla risposta della mamma che chiedeva comprensione in quanto il bimbo è disabile, avrebbe risposto invitando a tenere a casa gli handicappati.

Dai primi titoli si è passati a questo:

Offende un bimbo autistico, Codacons mette una taglia sul turista ‘idiota’

E poi a questo:

Insulti a mamma bimbo autistico, Codacons: “Il Garante del silenzio”

I fatti noti sono decisamente pochi, la notizia è stata diffusa dallo stesso Codacons e dalla capogruppo consiliare di Bovalino di Nuova Calabria, Maria Alessandra Polimeno, che hanno inviato comunicati stampa ai giornali, e con il Codacons che è arrivato a offrire appunto una taglia per identificare il colpevole del fatto. Alle prime denunce pubbliche sui giornali è però intervenuta la Garante per le persone disabili, Maria Rita Canova, che ha inviato una lettera poi pubblicata sui quotidiani della zona. Ve la riporto integralmente come dovrebbero fare tutti, evitando facili sensazionalismi e inviti al linciaggio:

Ho potuto conoscere in modo approfondito e specifico lo spiacevole episodio, ancor prima della sua solerte segnalazione, in quanto presente sul luogo dell’accaduto. Mi sono tempestivamente adoperata per comprendere e contestualizzare tale avvenimento, riuscendo a dialogare con entrambe le parti. Quanto appreso, tuttavia, merita discrezione e delicatezza, soprattutto se si considerano i soggetti coinvolti. Converrà con me che non sia questa la modalità e la sede più opportuna per affrontare argomenti che impongono, per il ruolo che ricopro, assoluta tutela e riservatezza, o per lo meno questo è il modo con cui intendo operare. È fondamentale che episodi come questo siano segnalati e per tale ragione è importante la collaborazione di tutti, associazioni e cittadini, ma è altrettanto fondamentale utilizzare canali di comunicazione adeguati, reali e non virtuali, anche perché tali situazioni necessitano ascolto, sostegno e comprensione, attività queste, ovviamente impraticabili in uno spazio depersonalizzato e virtuale come quello della rete. I social, infatti, troppo spesso scatenano nociva e smisurata aggressività rendendo più difficoltoso il compito di sensibilizzazione che noi Garanti siamo tenuti a portare avanti.

Per onestà, intellettuale e professionale, e per fornire un’informazione il più possibile puntuale, devo specificare che quanto accaduto, primo non ricade nel comune di Bovalino, ma di Ardore Marina, in secondo luogo le persone interessate non appartengono alla comunità bovalinese. Con questo non voglio deresponsabilizzarmi o prendere le distanze dall’accaduto, nè come Garante, nè come professionista e tanto meno come madre, per questo non badando a confini e limiti ho voluto ascoltare, mediare e mettere in comunicazione le parti coinvolte, ponendomi come obiettivo principe la tutela dei diritti del bambino diversamente abile.

Nella nota da Lei inviata alla pec comunale e alla stampa, oltre a segnalare la spiacevole situazione di cui sopra ha colto l’occasione per segnalarmi una serie di problemi che interessano la tutela dei diritti delle persone disabili. In merito a quanto da Lei scritto, Le comunico che in sinergia con la dottoressa Francesca Racco, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, abbiamo incontrato il Garante Regionale Antonio Marziale con il quale ci siamo confrontati e coadiuvati sulle questioni di primaria importanza. Inoltre cogliamo l’occasione per proporLe un incontro, alla ripresa delle attività istituzionali per presentare a lei, al consiglio comunale e all’intera comunità il nostro programma ricco di iniziative di prevenzione e sensibilizzazione per la tutela dei diritti dei più deboli, bambini, adolescenti e persone diversamente abili.

Con questo colgo l’occasione, innanzitutto per ringraziarla, e per ribadire la massima disponibilità a qualsiasi forma di collaborazione costruttiva, e infine per informare che questa è e sarà l’unica volta che comunicherò o affronterò argomenti di tale delicatezza per mezzo della stampa o tramite social.

Maria Rita Canova Garante per i Diritti della Persona Disabile del Comune di Bovalino

A questa lettera il Codacons ha risposto piccato accusando la Garante di non essere affatto garante dei disabili, ma del silenzio. Insomma, un’associazione che dovrebbe difendere legalmente i consumatori invita invece al pubblico linciaggio del turista che avrebbe offeso un bambino con disabilità. Ma i fatti, se avete letto la lettera della Garante, non stanno affatto così. I fatti sono molto più civili dei toni scelti dal Codacons per comunicare ai cittadini. La Garante ha ribadito quello che dice la legge: le denunce vanno fatte, non sui giornali, non sui social ma nelle dovute sedi, e devono seguire precisi iter per arrivare a una sentenza che decreti se i fatti sono gravi come si vuol far passare o meno.

Io non ero a Bovalino (o ad Ardore Marina) nel momento in cui sono successi i fatti, come non lo era il Codacons, e nemmeno la capogruppo consiliare della Nuova Calabria, mentre invece a quanto si apprende dalla lettera era presente la Garante.

Che è subito intervenuta, e secondo quanto riportato da alcuni giornali – ma non accettato dal Codacons – la frase virgolettata non sarebbe mai stata pronunciata con quei toni. Vedete, io da sempre sono diffidente nei confronti di chi invita al linciaggio social, di chi spinge i propri follower a denunciare in maniera virtuale questo o quel soggetto che secondo qualcuno ha fatto qualcosa di sbagliato.

La pubblica gogna però piace tanto in rete, e guarda caso non potendo più indirizzare quell’odio verso l’anziano turista, colpevole di aver discriminato un disabile, ora il Codacons la fa contro la Garante Maria Rita Canova.

Si parla tanto di odio in rete, combatterlo dovrebbe essere tra le priorità di un’associazione come il Codacons, e invece vedo sempre più spesso chi si offre come difensore dei deboli sfruttare le stesse tecniche dei bulli da scuola elementare per portare avanti le proprie battaglie. Mi chiedo quanto tutto questo sia corretto. Evito di rimandarvi ai profili social che stanno condividendo le accuse del Codacons contro la Garante, ma trasudano odio e ignoranza. Sono ovviamente dalla parte della tutela dei diversamente abili delle persone con disabilità, ma anche della tutela del sistema legislativo in vigore, se c’è stato dolo deve essere denunciato alle autorità e saranno le stesse a far pagare il colpevole. Non la gogna mediatica. Se ritenete sia quella la via giusta davvero non so perché leggiate BUTAC.

maicolengel at butac punto it

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