Disinformazione anti-lockdown dall’Australia

A chi giova?

maicolengel butac 29 Nov 2021
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In Italia stanno venendo diffusi video che arrivano dall’Australia, stavolta ci avete inviato un video diffuso tramite canali che non ci avevate ancora segnalato. Il video riporta in descrizione la propria fonte:

Dal corrispondente dall’Australia per la R.I.E. & BECCIOLINI NETWORK, Marco Picchi.

Picchi non è un giornalista ma un agente immobiliare che risiede a Melbourne. E che da qualche mese invia video che a suo dire dovrebbero dimostrare:

LA DRAMMATICA SITUAZIONE IN AUSTRALIA

Il video che ci avete segnalato è questo:

Con doppiaggio immagino realizzato dallo stesso Picchi, o da qualcuno del Becciolini Network; quel R.I.E. invece sta per Rete Informazione Europea, sito registrato in forma anonima ma riconducibile comunque al signor Stefano Becciolini, di cui potete leggere la bio qui.

Perché parliamo di questo video su BUTAC? Ne parliamo poiché gli stessi quotidiani australiani spiegano da giorni che quella che Marco Picchi e il Becciolini Network stanno diffondendo è disinformazione, spinta da soggetti anti-lockdown australiani.

Riporta infatti il Sydney Morning:

…anti-lockdown campaigners are spreading misinformation that people, including children, in Indigenous communities in the Northern Territory are being forcibly detained by the defence force and coerced into receiving the COVID-19 vaccines. The claims have been rejected by Indigenous health services and workers in the Northern Territory, the army, and both sides of politics, who say the misinformation is dangerous at the time they are in the “biggest fight of our lives” against the pandemic.

Che tradotto:

…gli attivisti anti-lockdown stanno diffondendo disinformazione secondo cui le persone, compresi i bambini, nelle comunità indigene del Territorio del Nord sono state detenute con la forza dalle forze di difesa e costrette a ricevere i vaccini COVID-19. Le affermazioni sono state respinte dai servizi sanitari e dai lavoratori indigeni nel Territorio del Nord, dall’esercito e da entrambe le parti politiche, le quali sostengono che la disinformazione è pericolosa nel momento in cui si trovano nella “più grande lotta della nostra vita” contro la pandemia.

A quanto pare tutto parte da gruppi social minuscoli, come IMOP, Informed Medical Options Party, che diffondono disinformazione ripresa da altri via via più grandi. I sistemi di diffusione usati sono ovviamente i social, con in testa Telegram e Instagram.

Bronwyn Carlson, aborigena, professoressa di studi sugli aborigeni australiani presso la Macquire University di Sydney, afferma che:

White supremacist and right-wing groups are capitalising on vaccine hesitancy to distribute conservative ideologies to new audiences via protests and social media.

E ancora, in merito a post come il video di cui sopra:

…the posts were an example of “Blackfishing,” in which white supremacist and right-wing groups attempt to claim Black support.

Tradotto:

I suprematisti bianchi e i gruppi di destra stanno sfruttando l’esitanza vaccinale per distribuire ideologie conservatrici a un nuovo pubblico tramite proteste e social media.

…questi post sono un esempio di “Blackfishing”, in cui i gruppi suprematisti bianchi e di destra tentano di rivendicare il sostegno dei neri.

Marco Picchi, Stefano Becciolini e chi li segue – Becciolini a quanto risulta ha collegamenti con la rete di ByoBlu – stanno quindi ricondividendo in Italia disinformazione generata dall’estrema destra australiana. Proprio un bel giro da cui attingere informazioni.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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