Donazioni di sangue, AVIS e social network

maicolengel butac 17 Set 2014
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AGGIORNAMENTO DEL 24/09/2015
Anche questo è inutile allarmismo:
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AGGIORNAMENTO DEL 28-12-2014
RHNEGATIVO
La solita catena sulle donazioni di sangue sta ricircolando, e in pochi giorni è aumentata di oltre 7 mila condivisioni, va fermata, e l’unico sistema è segnalarla a Facebook in tanti, qui trovate il link tramite un donotlink, ma non fate nulla, se non segnalarla, tra le opzioni non c’è quella corretta, è bufala, io l’ho segnalata come contenuti inappropriati per facebook che infastidiscono qualcuno, immagino il qualcuno nella citata Elisa Montagnoli:
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L’ultima volta che ho parlato dell’argomento, la signorina che aveva diffuso l’appello mi ha minacciato di denuncia formale e mi ha inviato delle mail che si era scambiata con una dottoressa. Pubblico qui il testo delle mail: credo sia necessario mostrare l’ignoranza che dilaga anche negli ospedali. Ovviamente non ho modo di sapere se le mail siano state davvero inviate dalla dottoressa, perciò eviterò di nominarla.
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Per chi non riuscisse a visualizzare l’immagine, riassumo. La signorina della prima mail è preoccupata perché all’Ospedale San Camillo hanno riferito al paziente di trovare 8 persone per la donazione necessaria. Lei ha messo l’annuncio sui social. Come risultato, lei sarebbe stata minacciata di denuncia – il che non è vero – dai difensori dell’ospedale, perché non credevano che l’ospedale avesse formulato questa esplicita richiesta. La signorina, ancor più preoccupata dalla cosa, scrive dunque al medico responsabile dell’ambulatorio preposto alle donazioni. La quale, invece che supportare quanto spiegato chiaramente più volte dall’AVIS stessa, risponde:

Comunque tutto ciò non succederebbe se tutti, per senso civico, e non solo quando tocca in prima persona, facessero questo dono che nulla toglie, anzi….,ma bisognerebbe che qualcuno ci informasse prima…

A me questa risposta lascia basito. Ogni volta che contatto l’AVIS per le richieste di donazioni che vedo apparire sui social, mi è sempre stato risposto che non c’era bisogno, che bisognava segnalare il post della richiesta e non condividerlo. Qui invece una dottoressa sostenere il contrario: di quel sangue ce n’è davvero bisogno. Sarà vero? Non lo so, ma spero di ricevere risposta dall’AVIS nazionale. Conto che magari venga istituito, una volta per tutte, un valido sistema di richiesta sangue.
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Fino ad allora, prego gli utenti dei social di evitare di diffondere qualsivoglia richiesta di questo tipo, in quanto 9 volte su 10 è fuffa. Anche in quel raro caso in cui non lo fosse, come spiegato anche dalla dottoressa di cui sopra, sarebbe meglio che l’Avis o l’Ospedale in questione venisse preventivamente avvisato della campagna iniziata.
Come già spiegato più volte, richieste del genere con tanto di recapiti telefonici dell’AVIS o di un ospedale di zona è rischioso. Il web è un posto immenso: può succedere che la gente risponda in maniera TROPPO entusiasta alla cosa, causando più danni che servizi! Basti pensare ai centralini intasati a Treviso, qualche mese fa. Riporto dal Gazzettino:

L’Avis provinciale non ne può più dei messaggi via cellulare o testi condivisi sui social network, con appelli per urgenti donazioni di sangue a favore di bambini malati che stanno per morire. E adesso ha deciso di presentare una denuncia in questura per procurato allarme. Sarà pure contro ignoti ma in questo modo, pensano, potranno essere attivate tutte le procedure necessarie per individuare e punire gli ideatori di richieste che risultano sistematicamente false. «Invitiamo i cittadini a non tenere in alcun conto tali messaggi -spiega Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale- li invitiamo, se li ricevono, a interrompere la catena, che va solo ad arricchire le compagnie telefoniche». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è di questi giorni: molti cittadini stanno ricevendo via sms, ma anche attraverso WhatsApp, delle richieste di sangue Arh negativo per una piccola di Terni che sta male.

Se vedete una richiesta di sangue, prima di tutto verificate a quanto tempo prima risale. Se ha già qualche mese ed è segnalata come emergenza, potete anche fermarvi qui. Ormai è passato. Verificate inoltre se esiste una comunicazione ufficiale. In caso tutto ciò sia impossibile, vi prego: cestinate la cosa e segnalatela al provider.
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