Ebola: nuovi sviluppi

PA 5 Ago 2014
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Buongiorno,
un rapido aggiornamento sulla epidemia di Ebola in corso in Africa Subsahariana.
Partiamo dai dati ottenuti dal Center for Desease Control and Prevention. Al 4 di agosto, i paesi interessati dall’epidemia risultano essere quattro: Guinea, Liberia, Sierra Leone, Nigeria. Sempre dallo stesso report, risultano esservi 2088 casi clinici sospetti di malattia di cui 1603 accertati da analisi di laboratorio, con un totale di 887 morti confermate.
 
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Negli ultimi giorni, sono state incessanti le ricerche per comprendere quali siano gli animali che rappresentano un rischio maggiore di contagio per la popolazione locale. I pipistrelli della frutta restano il serbatoio della malattia più confermato, con trasmissioni degli stessi a primati ed altri animali selvatici e, infine, passaggio all’uomo.
 
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Ovviamente in così poco tempo è impossibile ottenere dati accurati. Per ottenere una più completa conoscenza del meccanismo di trasmissione, bisognerà aspettare il termine dell’epidemia e degli studi completi sull’ecologia dei luoghi interessati da essa.
Una novità invece si affaccia sul piano terapeutico. Attualmente si è deciso di utilizzare una tecnica consolidata della medicina: la sieroterapia. Qui la stampa rischia di generare una bufala: non esiste alcun siero segreto, bensì un siero creato in laboratorio su cavie. Queste sono state sottoposte a tre differenti frammenti del virus Ebola e hanno sviluppato anticorpi contro di essi. Dall’unione dei tre anticorpi è nato il Zmapp. Gli anticorpi agiscono legando il virus ed evitando che possa penetrare e infettare le cellule dell’ospite, bloccando quindi il suo ciclo vitale. Il trattamento è stato reso disponibile a due persone del personale medico americano che sono risultate infette e che rischiavano la vita.
Il fatto è che attualmente il trattamento è ancora fermo a uno stadio di sperimentazione sugli animali. Si è fatta un’eccezione per questi due casi, appellandosi al cosidetto “atto compassionevole”. Ciò indica che non sia mai stato preventivamente sperimentato sugli uomini. I risultati sono stati sorprendenti e al momento sono aumentati i fondi per velocizzare lo sviluppo di questo trattamento.
Altra novità è quella di un vaccino già in sviluppo da qualche tempo al National Institute of Health americano, al momento in fase di sperimentazione sugli animali (attualmente primati). I dati sulla sperimentazione sono confortanti e si sta procedendo spediti verso la sperimentazione umana. Purtroppo, nonostante le richieste di vari ricercatori, non è ancora possibile effettuare la sperimentazione su umani. Si stima che il vaccino sarà in commercio in un periodo stimato tra i due e i sei anni. Questo è dovuto al fatto che l’Ebola è una malattia orfana, che non interessa largamente la popolazione, almeno fino ad oggi. Le case farmaceutiche non hanno mai avuto l’impulso a orientare la ricerca verso un eventuale vaccino, lasciando il lavoro a enti di ricerca pubblici. Vista l’attuale interesse mondiale per l’epidemia, qualcosa si sta muovendo.
Cambiando contesto, in Liberia è stato deciso di cremare i morti per arginare la propagazione dell’epidemia. La decisione risulta in contrasto con la tradizione locale, di matrice cristiana, ma è dettata dall’osservazione di un aumento dei contagi in seguito alle cerimonie di sepoltura tradizionali, oltre al fatto che le comunità locali si sono rifiutate di seppellire i deceduti dell’epidemia.
Ad oggi gli aggiornamenti sono pressochè completi. Ci sentiamo nei prossimi giorni… sperando di poter continuare a dare buone notizie, e che presto questi stessi aggiornamenti non siano più necessari.
PA

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