In Senato è passato il DDL gender ed. 2017

maicolengel butac 27 Giu 2017
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educazione gender
Next Quotidiano già nel lontano 2015 aveva già trattato questo messaggio virale:

Continua l’attacco contro la scuola e, in particolare, la riforma della scuola voluta dal Governo Renzi. Il nuovo capitolo è un messaggio che circola tra i genitori invitandoli a scrivere al Ministro Giannini una mail chiedendole “il ritiro immediato” del DDL sulla “Buona Scuola” dal momento che conterrebbe l’educazione gender obbiligatoria. Come abbiamo però spiegato, e come ha ribadito la Ministro dell’Istruzione all’interno della riforma della scuola non esiste alcun riferimento alla cosiddetta educazione gender. Semmai il DDL ha recepito una parte di quanto contenuto nel DDL Fedeli riguardo la lotta alle discriminazioni. Un tema sul quale anche i cattolici dovrebbero potersi riconoscere, se non fossero accecati dai pregiudizi nei confronti di chi è diverso. OPS.

I: In senato è passato ieri il DDL sulla scuola con obbligatoria l’educazione gender.
Manca ancora però il passaggio alla camera.
Passa parola. Manda mail alla ministra Giannini: “Sono contraria al DDL sulla scuola in quanto contiene l’educazione gender obbligatoria e ne chiedo il ritiro immediato”.
stefania.giannini@senato.it
Facciamo girare. Ognuno lo inoltri ad almeno 5 contatti e raggiungiamo entro oggi un milione di adesioni! Facciamoci Forza!!
Il messaggio ha continuato a girare anche nel 2016, al punto che se ne è occupato pure WIRED, nel dicembre scorso:
…circola prevalentemente su WhatsApp una catena di Sant’Antonio nella quale si racconta che “ieri” sarebbe stato approvato al Senato il disegno di legge sulla scuola che prevede l’obbligo di introdurre l’educazione gender. Dato che mancherebbe ancora l’approvazione della Camera, spiega la bufala, occorre agire in fretta per bloccare l’approvazione, magari raccogliendo firme o bombardando di email la casella di posta elettronica del ministro. Probabilmente presto la bufala verrà aggiornata, visto che nel testo originale si faceva riferimento al ministro Stefania Giannini.
Siamo a giugno 2017 ed ecco che la storia si ripete, nelle ultimissime ore siete tanti ad avermi segnalato che è tornata a circolare, segno che purtroppo la sensibilizzazione sulle bufale serve a poco se dall’altra parte non c’è alcuna volontà a comprendere che condividere senza aver fatto alcuna verifica è una sciocchezza, sempre e comunque, anche se il messaggio che vi apprestate a condividere è in linea col vostro pensiero, prima va sempre verificato.
Anche qui da browser pulito basta fare una ricerca usando la prima riga del testo, senza nemmeno la necessità di anteporre alcunché al testo: In Senato è passato ieri il DDL sulla scuola con obbligatoria l’educazione gender. Il primo risultato è bufale.net, che ne aveva parlato a dicembre 2016, ma anche NextQuotidiano e un altro blog, oltre ovviamente a una pagina Facebook che diffonde la bufala.
Imparare a fare una ricerca prima di premere quel dannato tasto condividi può servire a pulire la rete dalla sporcizia, ma se continuate a diffondere pur di dare più peso alla vostra opinione, poco importano le fonti, non c’è proprio nulla da fare per questa generazione, bisogna sperare nei vostri figli, ma più facilmente nei vostri nipoti.
maicolengel at butac punto it
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