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Lo dico subito: non amo Equitalia. Di errori ne ha fatti tanti, alcuni li ho provati sulla mia pelle. Non sono qui a difendere l’agente di riscossione dello Stato: quando sono loro a volere i soldi li vogliono subito, quando siamo noi ad avere crediti si deve penare.

Circola da tre giorni su FB un post – di cui vi riporto qualche stralcio – che racconta la storia di un artigiano il quale ha ricevuto un bollettino di Equitalia da oltre 60mila euro.

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Ho censurato nome e cognome, ma nella versione originale il bollettino è scansionato con tutti i dati a vista.

Sessantatremila euro sono una bella cifra, ma vanno inserite in un certo contesto. Se io ho 10 dipendenti e, per esempio, non avessi pagato loro i contributi, si tratta  di circa un anno di contributi inevasi. Se ne ho 5, si parla di due anni. È normale. Fanno parte delle cose che occorre tenere a mente quando si apre un’attività. Lo stesso vale se non pago l’IVA, o altri contributi dovuti.
Lamentarsene sui social è solo per creare un caso, per fare stizzire la gente ancor di più. Chi deve quei soldi allo stato, però, li deve a tutti noi, alla collettività. Con quei soldi, in parte, si pagano i servizi di cui tutti facciamo uso. Oltretutto,  è vero che se si restasse a casa a guardare la polvere accumularsi sulla bolletta e rimanessero pochi giorni per pagarla, basterebbe alzare il culo da Facebook, andare sul sito di Equitalia e trovare il sistema di rateizzazione più adatto.

Prima di tutto vorrei andare a leggere le parti salienti dell’accorato messaggio del debitore:

Questa è la cifra che mi chiede equitalia! Così, tranquillamente, con un semplice bolletino! Come quelli che si usano per pagare una contravvenzione, la luce o il gas ! Mi è arrivata ieri, e secondo loro in una quindicina di giorni dovrei trovare 63 mila euro.. E faccio presente che fino a qualche mese fa secondo loro ne dovevo 45 mila, quindi gli strozzini mi chiedono il pizzo con degli interessi che in pochi mesi sono aumentati di 18 mila euro. È da più di 10 anni che ho questa attività, ne ho passate tante, è stata una gran fatica, ma è stato anche appassionante! Ho superato tanti ostacoli, in più di 10 anni di lavoro sarò andato in ferie una volta o due !  Ho una normalissima automobile che mi serve per lavorare e una piccola casa che mi serve per viverci.
È da mesi che non guadagno nulla pur di pagare i dipendenti! Nonostamte tutta la mole di lavoro e di responsabilità non ho accumulato alcuna ricchezza, ho dato lavoro ,un servizio, ed ho dato un contributo allo Stato,  se calcolo tutto il lavoro svolto e il guadagno finale penso che un servizio migliore non si potesse dare se non in condizione di totale schiavitù!

Se fino a prima di Giugno doveva quella cifra, mentre ora è aumentata di 18mila euro, non si tratta di pizzo o interessi: stiamo parlando di cose NON pagate che si sono sommate al debito già esistente! Un interesse di mora del 40% in pochi mesi non esiste, è vietato dalla legge. Se fosse davvero così, il signore potrebbe far ricorso in Tribunale.

La cosa più importante è appunto la rateizzazione: poteva esser fatta in forma ordinaria, finché il bollettino era al di sotto ai 50mila euro, con una semplice domanda e senza alcun consulto. Rateizzando, avrebbe dovuto pagare circa 700 euro al mese per sei anni, invece di 63mila in una botta. Può ancora farlo, sia chiaro, ma superati i 50mila euro di debito si parla di rateizzazione straordinaria.

Riporto quel che spiega l’Agenzia per la riscossione:

Requisiti per la rateazione straordinaria (fino a 10 anni)

Possono richiedere una dilazione straordinaria i contribuenti  non in grado di pagare il debito secondo la rateazione ordinaria (72 rate mensili) e che, invece, possono sostenere un piano di pagamento più lungo.

Si accede a un piano di rateazione straordinaria fino a un massimo di 120 rate in presenza delle seguenti condizioni:

  • per le persone fisiche e le ditte individuali, quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile, risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) indicato nel modello Isee;
  • per le altre imprese, quando la rata è superiore al 10% del valore della produzione mensile. Inoltre l’indice di liquidità, ricavato dai dati di bilancio, deve essere compreso tra 0,5 e 1.

Io pago le tasse, come spero tanti di voi facciano; così fanno tanti italiani. Leggere queste lamentele mi dà ogni giorno sempre più fastidio, come fa venire i brividi chi vi vuole spingere a smettere di pagare le suddette tasse. Con quei soldi ci paghiamo le strade, le tubature che portano l’acqua a casa, i semafori; l’illuminazione delle città; la polizia, i vigili, gli spazzini, gli insegnanti.
Insomma, ci paghiamo i servizi necessari perché un paese funzioni.
Che ci sia gente che di quei soldini se ne intasca per i propri comodi è un dato di fatto. Tanti di voi erano già nati quando scoppiò Tangentopoli. Vi ricorderete le facce di quei politici truffaldini, no? Sono quelle le persone contro cui combattere: sono quelli che intascano, quelli che accettano ancora le “raccomandazioni”, quelli per cui è ancora importante fare “bella figura” e non far funzionare le cose.

Non pagare le tasse non è per niente bello! Non so per cosa siano dovuti quei 63mila euro, ma a giudicare dal profilo del signore in questione che questa non è una lamentela fine a sé stante, ma una lotta “politica”. Lo si deduce guardando via via il post. Non è la lotta di un piccolo artigiano senza lavoro, ma di qualcuno che sta aprendo un secondo punto vendita per la sua attività. È un imprenditore che da poco si è avvicinato anche alla politica: sul suo muro sociale vediamo appelli per il Coordinamento 9 dicembre (la rivolta dei forconi), immagini di denunce di un certo tipo:

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Denuncia a carico di TUTTI i politici

 

Evitate di condividere questa roba. Chi deve quei soldi, ha guadagnato abbastanza da pagarli. Se i soldi per pagarli li ha spesi in altro modo, le possibilità sono due: o è seguito da un pessimo commercialista, o ha scelto fin dall’inizio di sfruttare la cosa in maniera propagandistica.

Giusto per togliervi una curiosità, all’inizio dell’articolo ho detto che anche io ho subito sulla mia pelle Equitalia e la sua incapacità. Va detto però che ne sono uscito vittorioso!

Ad Agosto 2011 mi venivano chiesti, in qualità di erede, debiti per tasse sui rifiuti non pagate da una nonna morta da tempo. Quelle tasse in parte erano dovute: la nonna era mancata da qualche anno. Parte di quei bollettini non pagati erano, però, di quando era ancora in vita e residente all’indirizzo in questione.
Io ho fatto presente la cosa, offrendomi di pagare per gli anni in cui la nonna era in vita, poiché l’appartamento in cui era è stato abitato dalla mia famiglia e la tassa regolarmente pagata. L’impiegata ha fatto muro:  io dovevo pagare il dovuto e poi FORSE potevo far ricorso. Mi sono impuntato specificando che non capivo perché dovessero costringermi a pagare tasse anche non dovute, sperando poi di rivederle in un secondo momento!

Questa ha risposto che era colpa mia se non avevo ricevuto prima i bollettini: loro erano 10 anni che cercavano i legittimi eredi!

Ve lo dico, mi ha fatto andare di matto. Ma come: porto lo stesso cognome della nonna in questione, vivo nella stessa casa; già pago le tasse sui rifiuti di quell’appartamento a mio nome… e che cacchio, siete ben rinco se per trovarmi ci avete messo 10 anni! E allora mi è accesa la lampadina.

Questa gentaglia (perché alcuni restano comunque gentaglia) stava cercando di fregarmi. 10 anni sono il termine oltre il quale quel debito non si può più riscuotere… io mi ero offerto di pagare la  parte GIUSTAMENTE dovuta, loro non ne hanno voluto sapere e alla fine son rimasti a secco del tutto. Quando si dice, esser davvero capace!  (Lo dico con ironia, se non si fosse capito.)

Una battuta conclusiva: nella bacheca del signore in questione, il bollettino era stato postato una prima volta con l’immagine rovesciata, qualcuno l’ha fatto notare con un “GIRALA!”… e il debitore di Equitalia ha preso la cosa alla lettera, e oltre ad aver ruotato la foto l’ha anche ricondivisa sulla propria pagina. Cioè, FAI GIRARE… e ad oggi, ha superato le 20mila condivisioni!

Non mi stupirebbe che alla fine, dietro a questo signore, si nasconda un altro movimento tipo quello dell’OPPT. Di cui abbiamo già parlato…

 

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