300 euro

Scrivere fake news può rendere molto se si è bravi a renderle virali. A volte non serve neanche essere bravi perché fanno tutto gli utenti di internet e dei social per via di quel disturbo chiamato condivisione compulsiva. A volte nei commenti, sia sul blog che su Facebook, ho visto scrivere frequentemente che noi tratteremmo alcuni argomenti solo perché gli articoli verranno condivisi, in modo da attirare a nostra volta un sacco di clic. Per quanto faccia piacere che quello che scriviamo venga letto e condiviso a noi basta che anche una sola persona venga informata di più e correttamente su un argomento, non ci interessa la viralità della sbufalata. La differenza tra quanto una notizia falsa o tendenziosa può girare rispetto a una vera, scritta bene o sbufalata è enorme, e lo ripetiamo spesso.

Scrivere, anche ad arte, notizie imprecise può servire allo stesso scopo – attirare lettori e indurre alla condivisione – e volevo approfittare dell’occasione per mostrare qualche numero con uno degli news più malscritti nella storia di internet. Eccolo:

300 euro in più nella pensione, ma nessuno lo dice. Bisogna fare richiesta. Ecco come fare per averli…

Ci tengo che ne leggiate il contenuto. Ribadisco che non si tratta di una notizia falsa in senso stretto, ma è così bella da avermi fatto venire le lacrime agli occhi:

Finalmente una buona notizia per il nostro paese, anche se a quanto pare nessuno sta diffondendo la notizia. I pensionati possono tirare un respiro di sollievo. È previsto per loro un contributo in più di circa 300 euro mensili.

Solo per un pensionato su due però. Intanto, se ci fate caso, nessuno ne parla di questa notizia. Il motivo? Qualche interesse politico latente, probabilmente. I pensionati che ricevano un assegno inferiore ai 750 euro ci sono i cosiddetti “diritti inespressi”: agevolazioni finanziarie che per essere ricevute devono essere richieste esplicitamente dai pensionati richiedenti. (ottimo italiano! ndNeil)

Ma perché nemmeno i diretti interessanti, ovvero i pensionati, sanno niente di tutto questo? Il fatto è che l’INPS e il Governo tengono ben nascosta tutta questa faccenda. Il contributo massimo è di 300 euro. Forse si teme che troppi anziani facciano domande? Sono pochi i pensionati che infatti, sanno di questo bonus e lo hanno già ricevuto, integrando la propria pensione con assegni mensili fissi dai 100 ai 300 euro. Insomma, cifre del genere possono fare davvero la differenza per un pensionato che percepisce solo 500 o 600 euro al mese.
È importante che notizie come queste circolino, per permettere a tutti di fare domanda e ricevere il bonus che, seppure minimo, potrebbe rivelarsi vitale per chi non versa in ottime condizioni finanziarie.

Vengono chiamati “diritti inespressi” perché, anche essendo dei diritti, per essere riconosciuti devono essere richiesti. In caso contrario l’assegno previdenziale rimane quello di sempre.

Quindi è possibile fare una richiesta all’Inps e chiedere anche gli arretrati fino a 5 anni. Il quotidiano “La Verità” diretto da Maurizio Belpietro ha puntato i riflettori sulle pensioni, portando alla luce tutto ciò. Tutte le informazioni sui “diritti inespressi” potete trovarle sul sito www.inps.it, per avviare la richiesta bisogna collegarsi alla pagina personale “Cedolino pensione e servizi collegati”, ma se non riuscite a farlo in autonomia potrete naturalmente far riferimento ad un CAF. (grassetti miei)

Questo gioiello – che è chiaramente un articolo completamente inutile in questa forma – ha prodotto le seguenti condivisioni:

127mila condivisioni

Centinaia di migliaia di persone hanno letto una notizia con informazioni fuorvianti, che non aiuta minimamente a risolvere il problema e mente spudoratamente dicendo che “nessuno ne sta parlando”, dato che online la notizia ha cominciato a girare almeno un mese prima della sua pubblicazione, oltre al fatto che fa riferimento a un giornale che ne ha parlato. L’utilissimo suggerimento di andare sul sito dell’INPS manca completamente quello che è il problema principale che porta questi “diritti inespressi” a rimanere inespressi, cioè che lo spostamento online delle informazioni e delle risorse stia tagliando fuori una fetta dei possibili beneficiari. Si potrebbe dire che almeno un sacco di gente sia venuta a contatto con una notizia potenzialmente utile, peccato però che anche in questa ottica positiva va detto che i 300 euro sono un’invenzione.

Vediamo come un sito serio affronta questa notizia e che numero di condivisioni abbia prodotto. Studio Cataldi è un sito dove mi è capitato più volte di finire durante le ricerche su argomenti legati a leggi e norme e, finora, si è sempre rivelato affidabile:

http://www.studiocataldi.it/articoli/25824-pensioni-aumenti-e-quotdiritti-inespressi-quot-facciamo-chiarezza.asp

Qualche estratto che chiarisce i punti misteriosi:

In primis, va rammentato che i diritti inespressi rappresentano quei diritti che spettano ad alcuni pensionati, anche sorti successivamente alla liquidazione della pensione, ma che l’INPS riconosce solo a fronte di una specifica richiesta.

Sono diritti, ma “inespressi“, poiché l’Istituto, pur stabilendo chi può accedere a tali aumenti pensionistici, non si premura di contattare e informare direttamente tutti gli aventi diritto. La somma aggiuntiva, sostanzialmente, non viene automaticamente erogata a meno che il pensionato non abbia avanzato apposita domanda documentata, alla quale può conseguire il ricalcolo della pensione con le somme dovute.

Un intervento (da parte di alcuni sindacati ndNeil) resosi necessario in quanto, come rammentano i sindacati, spesso i pensionati non sono abituati all’uso delle moderne tecnologie e non riescono a informarsi e ad agire in autonomia.

Tale situazione è penalizzata anche dalla circostanza che l’INPS da diversi anni non invia più a domicilio né il cedolino di pensione né il modello cartaceo ObisM che aveva il compito di informare il pensionato tra l’altro sugli importi, sulla perequazione automatica annuale, sulle ritenute e sulle modalità di pagamento dell’assegno.

Tuttavia, va ridimensionata l’affermazione, avanzata da molti portali d’informazione, secondo cui sarebbe possibile ottenere 300 euro mensili: nella maggior parte dei casi, infatti, le somme ottenibili si assestano intorno ai 40-50 euro mensili, indubbiamente un valore aggiunto importante per chi percepisce una pensione minima, ma ben lontano dai valori millantati altrove.
Inoltre, si stima che l’aumento spetterebbe a circa un terzo dei pensionati, praticamente 6 milioni sui 18 milioni totali.
Studio Cataldi non è sicuramente un sito consultato da tutti e tutti i giorni, ma quanto è stato condiviso un articolo che offre tutte le informazioni corrette e necessarie per capire il problema? Ecco:
164 mi piace

Questo è il modo migliore di spiegare quale sia il problema del mondo delle notizie online. L’importante non è dare notizie corrette, precise e utili, non serve, è anzi controproducente. Le notizie vanno date male, vanno urlate e si può raccontare qualsiasi balla possibile, tanto nessuno si verrà a lamentare, soprattutto su siti raccoglitori di notizie come Speed 24 News, fornitore dell’aborto che abbiamo letto poco sopra.

Il mercato delle news è un disastro da sempre e i giornali hanno una responsabilità molto grande, ma continuo a pensare il che il problema principale siano i consumatori di news, gli utenti del web.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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