Ferie, malattia e fisco

maicolengel butac 15 Gen 2020
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Il Giornale, ripreso da siti come Investire Oggi (e questo la dice lunga sulla serietà con cui si riportano le notizie) ha pubblicato un articolo dal titolo:

L’ultima follia del fisco, vuole sapere quando il commerciante va in ferie

Investire Oggi ha poi aggiunto anche le malattie, e che dovremmo chiedere autorizzazione:

Ferie e Malattia? Bisogna chiedere il permesso al Fisco. Ecco l’ultima Follia tutta italiana

Articoli come questi li ho visti girare nelle chat dei colleghi commercianti a cui sono iscritto. Si tratta di articoli su non-notizie, fatti apposta per dare a intendere qualcosa che non è. Triste vedere come quanti commercianti ci caschino e s’indignino per una questione del genere, dimostra la totale carenza di spirito critico.

Partiamo dall’articolo fonte

Michele di Lollo per Il Giornale scrive:

…lo Stato vuole pretende di conoscere dall’esercente anche le chiusure settimanali e le ferie. Deve insomma pattuire con il potere pubblico quando decide di chiudere o più banalmente farsi una vacanza. Deve comunicarlo obbligatoriamente e, se non lo fa, rischia una sanzione. Una multa che certifica la mancanza di libertà di un libero professionista in questo Paese affogato da uno Stato burocrate e dirigista. L’interruzione dell’attività, così come le altre decisioni, dovrebbero essere decise in piena libertà dal commerciante. E invece il leviatano vuole sapere tutto. Anche quando decidi di stare a casa perché malato. È l’ultimo comandamento del grande occhio del Big Brother, così come raccontato da George Orwell nel capolavoro “1984”.

Spero vi rendiate conto che quanto riportato sopra non sono fatti, ma opinioni, critiche, non supportate da prove di quanto si sta affermando. Solo dopo tre paragrafi e una foto l’articolo comincia a raccontarci qualcosa di più, sempre con toni da editoriale incavolato, non da articolo informativo nella sezione Economia della testata:

…ogni santa sera, anche quando si è chiusi, il registratore di cassa telematico, questo virus digitale, deve comunicare al fisco quanto accaduto durante la giornata. In tali casi il registratore, alla prima trasmissione successiva (ovvero all’ultima trasmissione utile) deve provvedere all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (a importo zero) relativi al periodo di interruzione per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera.

Avete letto con attenzione?

Di Lollo non gradisce, non è chiaro il perché, il registratore telematico, che ogni sera, quando facciamo la chiusura cassa (obbligatoria per tutti i commercianti), trasmette il dato all’Agenzia delle Entrate. Se siamo chiusi, alla prima chiusura cassa successiva ovviamente si vedrà per quanti giorni siamo stati chiusi.

Non è che dobbiamo comunicarlo prima all’Agenzia delle Entrate, non è che dobbiamo patteggiare alcunché. Solo che l’Agenzia saprà in tempo quasi reale per quanti giorni siamo stati chiusi. Tutto qui. Lo spiega, più o meno con le stesse parole, la stessa Agenzia delle Entrate:

Nel caso di interruzione dell’attività per chiusura settimanale, chiusura domenicale, ferie, chiusura per eventi eccezionali, attività stagionale o qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione (non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio), il Registratore Telematico, alla prima trasmissione successiva ovvero all’ultima trasmissione utile, provvede all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (ad importo zero) relativi al periodo di interruzione, per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera

Non è cambiato nulla, solo la tempistica

L’unica differenza rispetto al periodo pre-registratore telematico è che prima i corrispettivi venivano comunicati una volta ogni tot giorni. Anche in questo caso l’Agenzia sapeva quanti giorni la nostra attività era rimasta ferma in un anno, ma non con questa velocità. Oggi lo sa praticamente in tempo reale. Ma oggi come allora nessuno ci chiede il perché fossimo chiusi, sono fatti nostri, a meno che non facciamo parte di categorie che devono rispettare dei turni d’apertura: l’attività è nostra e possiamo stare chiusi o aperti quanto vogliamo.

Tutta questa automazione, oltre a essere fatta in un’ottica di lotta all’evasione fiscale (ma chi evadeva prima continuerà a farlo non facendo lo scontrino) prevede anche di eliminare gli obblighi burocratici (come la conservazione di scontrini e libri contabili) che nel 2020 non hanno più senso.

Per i più curiosi che vogliono toccare con mano che le cose siano proprio come vi sto dicendo, quando segue viene dal regolamento per la comunicazione dei corrispettivi quando è entrata in funzione Entratel dell’Agenzia delle entrate:

La trasmissione dei corrispettivi:

    • deve avvenire, distintamente per ogni punto vendita e per ciascuna giornata, secondo le specifiche tecniche allegate al provvedimento 12 marzo 2009 – pdf (versione aggiornata a seguito della modifica dell’aliquota IVA dal 20% al 21% prevista dalla Legge 14 settembre 2011 n. 148)
    • riguarda tutti i corrispettivi delle cessioni di beni e/o delle prestazioni di servizi relative a un mese solare
    • deve essere effettuata anche per le giornate in cui vi sia assenza di corrispettivi
    • va effettuata entro il 15° giorno lavorativo successivo alla scadenza del mese di riferimento. Per “quindicesimo giorno lavorativo” si intende il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento, ricomprendendo nel calcolo dei giorni anche i sabati, le domeniche e gli eventuali giorni festivi (nei quali potrebbe comunque essere prevista l’apertura al pubblico dei punti vendita). Se il giorno 15 cade di sabato, domenica o giorno festivo, è possibile effettuare l’invio telematico dei corrispettivi entro il primo giorno lavorativo successivo.

Anche se nessuno vuole sapere quando siete in ferie o malattia, occhio, perché da anni in molte città ci viene chiesto perlomeno di comunicare l’orario di chiusura/apertura alla Polizia municipale. Che volendo, in merito a direttive comunali, può autorizzarci o meno, se prevede orari notturni.

Chi ha dato a intendere qualcosa di diverso da quanto ho cercato di spiegarvi sta avvelenando il pozzo, cercando la facile indignazione di chi si limita a leggere e annuire senza analizzare a fondo quanto gli viene raccontato.

Non cascateci. Ragionate sempre con la testa. La vostra però, non quella di qualcun’altro.

maicolengel at butac punto it

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