FICO, l’inceneritore e le fonti

maicolengel butac 17 Nov 2017
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Oggi parliamo di qualcosa che è probabilmente un po’ di nicchia. Ma da bolognese ho già ricevuto svariate segnalazioni su questa notizia, che nella nostra zona sta cominciando a girare molto dopo che il 15 novembre è stato inaugurato FICO, Fabbrica Italiana Contadina. La notizia è questa:

FICO Eataly World apre a Bologna vicino a inceneritore, è polemica

Chi lancia la polemica? L’Associazione Nazionale Medicina Democratica, si tratta di un’associazione che esiste dagli anni Settanta, sicuramente impegnata in molte battaglie, alcune forse più sensate di altre. Una delle ultime che stanno portando avanti è quella contro l’obbligo vaccinale, battaglia che portano avanti tramite conferenze dove spesso a parlare è Dario Miedico, dottore attualmente iscritto dall’ordine dopo ricorso in seguito a sopensione.

Poco distante dal centro Eataly c’è un inceneritore, che produrrebbe cadmio in quantità elevate, superando da 3 a 10 volte le norme consentite. L’inceneritore, come scrive la sua proprietaria Hera, è attivo dal 1973 e si occupa di smaltire rifiuti solidi catalogati anche come sanitari contagiosi

Gli oncologi dell’Associazione Nazionale Medicina Democratica hanno appurato nel 2012 che ci sarebbe la possibilità che la presenza di questo inceneritore aumenti il rischio di sviluppo di malattie tumorali al fegato, al pancreas, al polmone, alla vescica e al colon. Inoltre sempre gli esperti di Medicina Democratica riferiscono la probabilità di incorrere molto più facilmente in aborti spontanei, malformazioni fetali e malattie cardiovascolari e respiratorie.

C’è davvero da preoccuparsi per la presenza dell’inceneritore vicino a FICO? Vediamo di capirci, il termovalorizzatore di Via del Frullo esiste dagli anni Settanta, e sul sito di HERA riporta le analisi delle emissioni giorno per giorno.

I dati sono visionabili da tutti, io mi sono studiato le emissioni dell’anno scorso senza trovare valori che superino i limiti imposti per legge. Ma è chiaro che ci sono soggetti che se ne infischiano dei dati, su alcuni blog gestiti da incalliti bugiardi ho trovato accuse che sostengono che siano tutti in combutta, dall’agenzia che verifica le emissioni a Hera alla provincia di Bologna. Tutti uniti per fregare il cittadino. Io non amo l’amministrazione comunale della mia città, non amo Hera e nemmeno ARPA se proprio devo essere sincero (non parliamo poi di Eataly), ma credere a complotti di questo genere è da sciocchi. L’area dove sta il termovalorizzatore è la stessa da oltre quarant’anni, abitata da tanti cittadini bolognesi, non ci sono evidenze di maggiore incidenza di alcuna malattia, sostenere il contrario senza avere prove è lanciare il sasso e poi nascondere la mano, giochino che vediamo fare da tanti online, è triste (e preoccupante) vedere che ci si mettono anche testate nazionali (si perché La verità, testata che non trovate online ma solo in edicola, ha dedicato alla storia un servizio, pieno di accuse, senza nessuna prova, e tutto l’articolo è un chiaro attacco non a FICO, ma a Eataly, evidentemente odiata, state tranquilli, qualcun altro la riprenderà, usando come fonte loro).

Ragazzi, la gente che sta diffondendo l’allarme su FICO è la stessa che non voleva l’olio di palma, sono lobby di soggetti che si definiscono verdi che da sempre lottano contro termovalorizzatori e altri impianti del genere, soggetti che non vedono l’ora di aver ghiotte occasioni per potere portare avanti le proprie battaglie ideologiche. Ma si tratta appunto di ideologie, non di scienza. Non ci piace il termovalorizzatore? Lecita opinione, ma attaccare facendo affermazioni così gravi, senza presentare dati che le suffraghino in maniera scientifica, è disinformare.

Qui su BUTAC la disinformazione è bestemmia.

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