Flat tax e metafore

Pagare alla romana è un paragone adatto alla Flat tax?

maicolengel butac 9 Ago 2022
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Nei giorni scorsi, a seguito delle dichiarazioni di alcuni politici di voler introdurre la Flat tax in Italia abbiamo visto tanti far circolare post dove paragonano il sistema di tassazione “flat” all’andare al ristorante e pagare il conto alla romana.

Nei post che ho visto circolare si cita questo testo:

Siete a un pranzo in ristorante (Manzoni si rigira nella tomba ndmaicolengel), ci sono alcuni che mangiano aragosta, caviale e champagne a fiumi, voi prendete una pizza. Alla fine si paga alla romana. “Alla romana” è la flat tax.

Il testo è sbagliato e va spiegato il perché. Vediamo la questione nel dettaglio.

Pagare alla romana

Come riporta Wikipedia:

Alla romana è un’espressione idiomatica della lingua italiana, frequente nelle locuzioni “pagare alla romana” o “fare alla romana”. Il senso dell’espressione registrato con maggiore frequenza è quello di dividere in parti uguali una spesa comune.

Quindi, ragionando per dati, facciamo finta che al ristorante ci sono Tizio, Caio e Sempronio. Tizio ordina aragosta e champagne, al costo di €55. Caio caviale e champagne, a €40, e Sempronio una margherita e bibita, €10. Totale del conto 105,00€ che, pagando alla romana, fanno 35 euro a testa.

Flat tax

Non possiamo usare precisamente l’esempio del ristorante, ma per assurdo facciamo che ognuno dei tre commensali abbia guadagnato quanto era il costo di ognuno dei suoi piatti e che lo Stato abbia deciso che la Flat tax sia il 15% (perché la Flat tax prevede un’aliquota fissa).

  • Tizio deve pagare 8,25€ di tasse sui suoi 55 euro di entrate
  • Caio deve pagare 6€ di tasse sui suoi 40 euro
  • Sempronio 1,5€ di tasse

Ho visto soggetti che stimo sostenere il paragone, dicendo che anche se le cose non sono uguali si tratta solo di una “lieve differenza”. No, non sono proprio cose paragonabili. Non sono un esperto di economia e finanza, ma basta informarsi anche su pagine davvero semplici come Wikipedia per capire che state paragonando le pere con gli scaffali Ikea (vi dicessi con le mele sarebbero comunque frutti, ma qui stiamo proprio parlando di cose completamente diverse).

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

Su alcune testate italiane a fine luglio è apparsa una notizia che a noi suona di déjà vu: l’ennesimo fortuito ritrovamento di libretti di risparmio. Titolava La Stampa ad articolo appena uscito: Trova in un cassetto libretti di risparmio vecchi di 50 anni Il Fatto Quotidiano: Apre un cassetto chiuso da oltre cinquant’anni e trova […]

maicolengel butac | 07 ago 2026

Ieri martedì 21 luglio 2026 alle ore 12:09 mi arriva un messaggio sul cellulare: Servizio Sanitario: Si prega di contattare la propria sede ASL di riferimento al numero 89347784 per comunicazioni urgenti che la riguardano. Faccio il fact-checker da abbastanza tempo da rendermi subito conto che c’è qualcosa di strano nel numero e che, non […]

maicolengel butac | 22 lug 2026

Ci avete segnalato un articolo apparso su Il Giornale d’Italia e sul blog di Maurizio Blondet, che titola così: La lista d’attesa di quattro anni per l’acquisto di superyacht è interamente composta da funzionari ucraini… E basa tutto l’articolo sulle parole di Kuhn, riportate – a quanto pare dalla firma a fine articolo – da […]

maicolengel butac | 09 giu 2026

Ci avete segnalato una fotografia, quella che vedete qui sopra, che mostrerebbe dei bambini ucraini nel cortile di una supposta scuola in Ucraina formare una svastica. Le domande che dovremmo farci: Dove circola? Chi la condivide? Dove si trova la scuola? Quando è stata scattata la foto? E invece vediamo legioni di filorussi condividerla senza […]

maicolengel butac | 04 giu 2026