GETTONIORO

Gettoni d’oro sotto titolo forniti dalla Banca Etruria alla Zecca di Stato, che a sua volta li gira alla Rai certificandoli come oro purissimo; ad accorgersene è uno dei vincitori di un gioco a premi, Red or black, a seguito di un controllo da parte di esperti. Sembrano tutti i presupposti per una bella bufala, ma la storia è vera (tanto che c’è in corso un indagine della magistratura); vanno fatte però alcune precisazioni.

La vicenda

La storia è partita con un’inchiesta di Report di Sigfrido Ranucci sulla vicenda della signora Maria Cristina Sparanide, vincitrice di 100.000 € al gioco a premi Red or Black nel 2013, e trovatasi con una cifra notevolmente ridotta non solo per le tasse che ha dovuto pagare sull’importo, ma anche perché i gettoni sono risultati di titolo differente da quello certificato dalla Zecca di Stato (995/1000 invece di 999/1000).

La signora si è vista quindi sparire dalle mani circa 20.000 € per le tasse e approssimativamente altri 20.000 per il calo nel titolo, che porta a una presenza di cinque grammi di altro materiale per ogni chilo di oro riducendone di conseguenza il valore.

I principali sospetti sono ricaduti sul fornitore, ovvero Banca Etruria, che da sempre è il principale fornitore di oro della Zecca di Stato e seconda banca italiana per quantitativo di riserva d’oro.

Ma cosa sono i gettoni d’oro? E davvero qualcuno sta facendo la cresta sulla Rai?

I gettoni d’oro.

Perché vengono utilizzati i gettoni d’oro?

La normativa che regolamenta i giochi a premi vieta espressamente che vengano corrisposti premi in denaro, quindi per aggirare questo problema si è andati a utilizzare dei gettoni d’oro, che vengono ordinati alla ditta produttrice a un valore nominale prestabilito in cui rientreranno, oltre al costo del metallo puro, anche il costo della lavorazione, e prima che vadano al vincitore sarà sottratta dalla vincita anche la cosiddetta Indennità Perdita di Guadagno che sarà circa del 22% (tasse).
La purezza del titolo e il tipo di gettone vengono scelti dall’organizzatore del concorso, la Mediaset ad esempio utilizza gettoni in oro 750/1000 (che possiamo considerare quindi con 750 parti di oro su mille – che sarebbe poi il classico oro a 18 carati usato in Italia in gioielleria) , mentre quelli della Rai sono in oro 999/1000 (che è quello che viene considerato oro 24 carati, puro), quindi 999 parti di oro su 1000 di cui è composto il gettone.

E come diventano euro?

Una volta che i gettoni ordinati sulla base della cifra vinta vengono consegnati al vincitore, l’organizzatore del concorso esce di scena ed entra in gioco la società a cui ci si rivolge per convertirli in moneta.
La società a cui si portano i gettoni valuterà il gettone in base all’oro contenuto e a seconda della quotazione giornaliera. Non vi è alcun obbligo nel convertirli subito e si può tranquillamente aspettare che il metallo salga di valore per cercare di ottenere una cifra più alta.
Appare quindi evidente che alla fine di tutto e considerati tempi, tasse, costi di lavorazione e margine di profitto della ditta che convertirà i gettoni in oro, la cifra che il vincitore si troverà in tasca sarà ben diversa da quella vinta.

Ma ora entra in gioco la società a cui si è rivolta la signora Maria Cristina Sparanide ovvero la Italpreziosi di Arezzo, che come dichiarato dalla Sparanide stessa ha definito il metallo spurio e titolato l’oro a 995/1000: quindi il gettone aveva 995 parti di oro invece delle 999 stabilite, con una perdita di oro stimata di cinque grammi per ogni chilo, e considerato che un grammo di oro è pagato approssimativamente 35 € appare improbabile che questo abbia fatto abbassare il valore di 20.000 € come dichiarato da alcune fonti, si è trattato di una perdita decisamente più bassa.

Il calo comunque esiste

Il calo esiste e i margini del calo da fusione non coprono la perdita fino a questo punto; e sebbene venga considerato fino l’oro con un titolo non inferiore a 995/1000, è chiaro che un fornitore come la Banca Etruria e un ente come la Zecca di Stato sono in possesso di tutti gli strumenti di controllo per rendersi conto di un calo del genere.

Le quotazioni dell’oro variano

(nota a cura di maicolengel)

Oltre all’esistenza del calo, e al fatto che ogni Banco Metalli può applicare il prezzo che vuole quando compera da un privato a tutta questa storia va aggiunto un particolare molto importante, a cavallo del 2012 l’oro ha avuto un picco altissimo, che ha portato il biondo metallo a toccare i 42 euro al grammo, per poi ridiscendere nel corso del 2013 fino al valore di circa 32 euro al grammo, un quarto in meno rispetto al valore dell’anno prima.

orogettoni1

Quindi ovviamente se il mio gettone (per esempio da 10 grammi, quindi circa 400 euro di valore) è stato fatto partendo dal valore dell’oro di dicembre 2012 e cerco di rivenderlo a dicembre 2013 avrò perso  circa un centinaio di euro. Senza che di questo abbia colpa la RAI o chi ha fatto la fusione dei gettoni. Ma di questo né Report né le tante testate che ne hanno parlato in questi giorni ne hanno fatto cenno. Poca voglia di fare bene il proprio lavoro? Chissà…

Conclusioni

Al momento la storia non sembra avere un colpevole e le due parti lese, la Rai e la vincitrice, dovranno aspettare l’esito delle indagini. Dalla Banca Etruria hanno fatto sapere che loro non producono i lingotti, ma li acquistano da aziende raffinatrici, e dalla Zecca è risultato che il campione controllato all’ingresso (circa il 20% del totale) è risultato di oro 999 e quindi perfettamente in regola con gli standard. Resta da capire cosa, o chi,  ha causato le maggiori impurità presenti nei gettoni della signora che intanto tra tasse e calo d’oro non ha potuto godersi appieno la sua vincita.

Piccola aggiunta alle conclusioni da maicolengel

Ma anche risultasse che i gettoni sono tutti col titolo a 995 invece che a 999, chi avesse fatto la fusione sbagliata ci avrebbe guadagnato pochi spicci. Sempre per chiarire le cose, se io ho un lingotto d’oro puro (999/1000) da 10 grammi oggi (28 aprile 2016)  ho circa 340 euro di valore (se lo vado a rivendere), se lo stesso lingottino fosse 995/1000 invece che 340 euro ne avrei 338, due euro di meno; quindi se ho centomila euro di valore in oro nominale a 999/1000 e invece mi accorgessi che sono a 995/1000 la differenza finale sarebbe di qualche centinaio di euro in meno, non ventimila. Un’altra cosina che quasi nessuno sembra evidenziare nei vari articoli che ho letto è che, come spiega Wiki:

La legge italiana impedisce il gioco d’azzardo (e quindi la vincita di denaro contante), ragion per cui le trasmissioni televisive che mettono in palio premi in denaro pagano a distanza di circa sei mesi con un quantitativo di gettoni d’oro che corrisponde più o meno alla vincita effettuata al netto dell’aliquota IPG (Indennità Perdita di Guadagno, ovvero il 22%).

Ma chissà come mai in prima uscita quasi nessun giornale tutto questo l’ha spiegato, solo ieri alcuni sono corsi ai ripari spiegando meglio la situazione, perché come ci teniamo spesso a ripetere, il giornalismo è morto, viva il giornalismo.

Andreas Anderson

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!