Il 2% commette il 50% dei crimini, ma è vero?

Una retorica che circola da tempo negli ambienti di estrema destra, ripetuta senza (indovinate un po') alcun dato a supporto

maicolengel butac 16 Giu 2026
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Ci avete segnalato il video che vedete qui sotto:

Nel quale due giovani ci raccontano:

Avete presente quando diciamo che il 9% della popolazione compie più del 44% di stupri e del 35% dei reati totali? beh sappiate che in quel 9% sono inclusi circa 1milione di rumeni, 750mila albanesi, 500mila cinesi, 300mila ucraini che compiono lo stesso numero di crimini degli italiani. Quindi in realtà la statistica è più 2% compie il 50% dei crimini.

I due giovani, con bandiere italiane in spalla, espongono questi dati come fossero assodati, senza citare alcuna fonte. Noi di fonti viviamo, e abbiamo pensato valesse la pena analizzare quanto raccontato in questo breve video.

Da dove viene quel 2%

La frase “il X% fa il 50% dei crimini” l’abbiamo già sentita in passato, e non grazie ad analisi su dati italiani. Non è altro che la riproposizione, geolocalizzata, di un meme che circola da anni nei circuiti dell’estrema destra anglofona. La versione originale era “il 13% della popolazione fa il 50% dei crimini” ed era riferita agli afroamericani negli Stati Uniti. Il meccanismo è quello tipico della malinformazione: prendere un dato reale, decontestualizzarlo, manometterne le fondamenta, e ricavarne conclusioni che suonano come se fossero vera statistica quando in realtà sono forzature. L’obiettivo, chiaramente, non è descrivere la realtà dei numeri, ma identificare lo straniero come criminale da perseguire.

I dati reali

Gli stranieri in Italia sono circa il 9% della popolazione. Questa qui sotto è la rappresentazione grafica realizzata da Statista degli stranieri presenti sul territorio nazionale:

I numeri sui reati sono numeri pubblici, riportati dal Ministero dell’interno, che non vanno nascosti o minimizzati, ma vanno riportati nella maniera corretta, per capire da dove parte il ragionamento fatto nel video, e se le conclusioni che riporta siano o meno sensate.

Il cuore del ragionamento che viene fatto nel video sembra essere questo: dentro quel 9% di stranieri residenti ci sarebbero comunità numerose, come rumeni, albanesi, cinesi e ucraini, che secondo gli autori del video “compiono lo stesso numero di crimini degli italiani”. Da qui arrivano alla conclusione che il problema reale non sarebbe il 9% degli stranieri, ma un più ristretto 2% della popolazione, responsabile addirittura del 50% dei crimini.

Il problema è che questo passaggio non viene dimostrato, ma solo affermato.

Vediamo i numeri: nel 2024 secondo i numeri riportati dal Sole24Ore con fonte il Ministero in Italia ci sono stati 2,38 milioni di reati denunciati. Ovviamente non possiamo sapere quanti fatti da stranieri e quanti da italiani, la maggioranza delle denunce sono contro ignoti. Ma sappiamo che nel 2024 sono state segnalate, come possibili autori dei suddetti reati, 828.714 persone, di cui il 34,7% sono stranieri (287.396), il 65,3% (541.318) sono italiani.

Il passaggio che non torna

Il 50% dei crimini sarebbero 1.190.000, che, secondo i due soggetti del video, sarebbero compiuti dal 2% della popolazione. Il 2% della popolazione corrisponderebbe a circa 1,2 milioni di persone. Noi non possiamo sapere (e loro nemmeno) quanti dei crimini rimasti senza un colpevole siano stati commessi da stranieri. Quello che possiamo calcolare sono quelli per cui un colpevole è stato segnalato e/o arrestato. Ma gli stranieri segnalati nel 2024 sono stati 287.396 in totale, meno di un quarto di quei 1,2 milioni, e stiamo parlando di tutti gli stranieri, non di un fantomatico sottogruppo di alcune nazionalità.

I dati per nazionalità sono analizzati, tra gli altri, da Antigone e da Welforum nei loro rapporti sulle condizioni di detenzione, e mostrano realtà differenziate per comunità e per tipo di reato, non un’equivalenza con gli italiani. Per capirci: i rumeni mostrano tassi elevati per furti, i cinesi per la contraffazione di marchi, i tunisini e i nigeriani per altre categorie specifiche. Non esiste nessuna analisi aggregata che sostenga che le quattro comunità citate “delinquono come gli italiani”.

Il dato sulle denunce non è un dato etnico

Immagina di non avere i documenti in regola, di non poter lavorare legalmente, di non avere una casa fissa. Ecco, in quella situazione la probabilità di avere guai con la legge aumenta enormemente, anche per piccoli reati. E non perché sei straniero, ma perché sei in una situazione disperata. Gli stranieri irregolari in Italia sono meno dell’1% della popolazione, ma pesano in maniera molto sproporzionata sulle statistiche proprio per questo motivo (e lo stesso avviene in tutto il mondo). Si tratta di un dato che riflette la situazione in cui vivono, non la prova che lo straniero delinque di più. Togliere i diritti e la possibilità d’integrazione a una persona la rende più propensa a commettere reati: lo dicono i dati, non noi.

Da Openopolis:

Il ministero dell’interno nel 2017 ha stimato che il 67,5% dei casi coinvolgono persone presenti irregolarmente sul territorio italiano – più di due su tre. In merito a questo dato è importante sottolineare che le persone irregolari sono molto più esposte alla criminalità, perché vivendo nell’illegalità sono impossibilitate a trovare un impiego regolare o ad accedere a misure di assistenza – una serie di fattori che fanno sì che la delittuosità sia più diffusa.

Secondo uno studio del 2016, se consideriamo soltanto gli stranieri regolari il tasso di delittuosità sarebbe invece analogo a quello degli italiani.

E su Antigone:

Posizioni maggiormente regolari portano un ricorso inferiore al circuito criminale per garantirsi la sopravvivenza. L’integrazione è l’unica risposta possibile.

Piccola digressione sul tema

Una cosa curiosa che salta fuori guardando queste statistiche è il numero di maschi e femmine stranieri residenti in Italia. Fino a 45 anni circa c’è una certa equivalenza tra i due sessi, mentre una volta superata quell’età sono le donne a essere sempre di più, fino ad arrivare ai 65, quando sono praticamente il doppio degli uomini. Eppure nelle narrazioni dei partiti populisti sembra che in Italia arrivino solo uomini. Peccato non mostrino mai questi dati.

Concludendo

La narrativa del 2% fa il 50% dei crimini quindi non viene dalla lettura dei veri dati italiani, ma da un circuito di disinformazione che esiste e prospera perché funziona. Numeri che suonano precisi ma non lo sono, conclusioni che confermano paure e pregiudizi già presenti, e come sempre nessuna fonte da verificare. Il modo per smontarla è esattamente quello che abbiamo cercato di fare qui: andare a guardare i dati veri.

I dati sulla criminalità degli stranieri in Italia sono pubblici, articolati e discutibili. Quello che non è discutibile è che un numero inventato rimane un numero inventato, anche se viene recitato con sicurezza davanti a una telecamera.

maicolengel at butac punto it

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