Giorgio Bianchi e i dati sulla mortalità

Non tanto, un po' di più, un po' di meno... si muore come prima se c'è da ignorare chi ancora muore per Covid, non si muore come prima se c'è da insinuare qualche causa che non ciela dikono...

maicolengel butac 12 Apr 2023
article-post

Ci è stato segnalato un post apparso sui canali social di Giorgio Bianchi, fotogiornalista che si occupa in particolare del conflitto tra Russia e Ucraina di cui ci siamo occupati più volte negli ultimi tre anni. Il post ve lo riportiamo nella sua interezza:

Marco Cosentino_ dati ufficiali ISTAT. Nel 2022 in Italia un po’ più morti che nel 2021 e un po’ meno che nel 2020. Ma non tanto, un po’.
Si muore come prima, ma non di C***d. Quindi non frega nulla a nessuno. La morte senza lo shock di una pandemia, la morte anonima che colpisce per altri motivi o per motivi che — per carità — non si possono nemmeno pensare, non è di utilità alcuna per il potere. Per questo il potere non se ne occupa. Nemmeno se ne accorge. I bei tempi in cui ogni cosa poteva e doveva essere sacrificata per salvare vite sono passati: oggi ogni vita può e deve essere sacrificata per salvare altro.
Sic transit…
Sergio Porta.

Il post, come è facile intuire dal nome all’inizio e quello alla fine, è un classico copia e incolla, non scritto da Bianchi. La/le fonte/i fanno parte di quelle evidentemente ritenute affidabili da Bianchi. Uno è Marco Cosentino, docente al Centro Ricerche Farmacologia Medica dell’Università dell’Insubria, l’altro è Sergio Porta, professore di Progettazione Urbana, direttore della Urban Design Studies Unit e co-direttore della Strathclyde Research centre of Urban Policy and Technology alla University of Strathclyde di Glasgow, UK. Il primo è probabilmente l’autore del post, il secondo l’ha a sua volta condiviso.

La prima informazione da sfatare è quella che nel 2022 i morti nella popolazione siano solo “un po’ meno” che nel 2020. Il dato ISTAT ci racconta che la differenza nel numero dei decessi tra il 2020 e il 2022 è di quasi 33mila morti in meno, non un po’ meno, ma molto di meno. L’altra cosa da sfatare è che non si muoia più di COVID, leggenda che viene spacciata dai tanti che vogliono sminuire la pandemia. In Italia tutti i giorni si continua a morire di COVID, tutti i giorni ci sono casi, ad oggi, per il 2023,  l’OMS ne certifica oltre 3600, ovvero una media di oltre 36 morti al giorno per COVID. Non zero. Sostenere che non si muore più per COVID è raccontare una bugia. Chi pubblica questo post di questi morti “non se ne occupa. Nemmeno se ne accorge.” Chissà perché, probabilmente non sono “di utilità alcuna”.

Il resto del post sembra contraddirsi da solo: dopo aver affermato che “si muore come prima”, infatti, si butta lì un’insinuazione molto interpretabile e che un pubblico che ha pregiudizi interpreterà probabilmente con l’ennesima narrazione in salsa negazionista e antivaccinista dell’aumento delle morti improvvise: “la morte anonima che colpisce per altri motivi o per motivi che — per carità — non si possono nemmeno pensare“. Ma come abbiamo spiegato molte volte il numero delle morti improvvise pre-pandemia si aggirava intorno alle 110 al giorno, a causa di patologie precedentemente non diagnosticate o per cause esterne (ad esempio incidenti domestici). 110 morti di cui fino a due anni fa al massimo parlavano quotidiani locali se il deceduto era particolarmente noto o giovane. Ma per il resto decessi a cui normalmente si dà poco risalto perché, semplicemente, non fanno notizia. L’unica ragione per cui oggi ci sembra che siano di più del normale è che le testate italiane hanno scelto di dare più visibilità a quei decessi dopo essersi accorti che questo tipo di notizie, in questo specifico periodo storico, aumenta significativamente i lettori e le interazioni.

Abbiamo scelto di continuare a occuparci di determinati contenuti (e di determinati soggetti) perché riteniamo sia importante farlo, specie quando i giornalisti, quelli con regolare stipendio e una deontologia professionale da rispettare, hanno smesso di occuparsene, o peggio danno spazio a quei soggetti senza verificare alcunché di quanto riportato.

redazione at butac punto it

Sostieni il crowdfunding per il decennale di BUTAC e Minerva – Associazione di divulgazione scientifica. Abbiamo realizzato magliette, spille e quant’altro per ringraziare tutti quelli che vorranno aiutarci a organizzare una due giorni di eventi gratuiti in autunno a Bologna!

Oppure, come sempre, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

Stanno diventando virali – senza nemmeno fare lo sforzo di togliere la filigrana col logo di chi le ha pubblicate per primo – una serie di immagini che dovrebbero arrivare dagli Epstein Files. Immagini che mostrano Jeffrey Epstein in compagnia di Mark Zuckerberg e Reid Hoffman, fondatore di Linkedln. La prima immagine che ci avete […]

maicolengel butac | 16 feb 2026

Nei nuovi documenti pubblicati nell’ambito dell’indagine sugli Epstein Files compare il nome di Bill Gates, e questo ha ovviamente scatenato le reazioni di quel sottobosco antivaccinista che da anni vede nella figura di Bill Gates un nemico. Abbiamo pertanto pensato di fare cosa utile nel cercare di tracciare una linea tra cosa trova conferma nei file […]

maicolengel butac | 11 feb 2026

La settimana scorsa, a seguito di un nostro articolo sul cosiddetto protocollo Tachipirina e vigile attesa, ci è stato segnalato un post di un medico che in passato avevamo già incrociato sulle nostre pagine. Un passato che sembra lontanissimo, ma che in realtà è solo di cinque anni fa: il 2021. Il post che ci […]

maicolengel butac | 04 feb 2026

Una lettrice ci ha inviato una serie di mail che ha ricevuto a cavallo della fine del 2025 e l’inizio del 2026. Non vi staremo a riportare il contenuto delle tre mail che ci ha inoltrato, tre lunghi muri di testo che devono servire unicamente a convincere il destinatario della bontà di quanto raccontato. Ma […]

maicolengel butac | 29 gen 2026