Un articolo poche righe, perché a volte potrebbe bastare davvero poco. Il Giornale il 21 agosto 2018 titola:

L’enorme “creatura” in spiaggia: “Nessuno sa cosa possa essere”

Ma a Claudio Cartaldo, firma della storica testata, sarebbe bastato googlare la foto per trovare giusto il giorno prima l’articolo dell’ottimo Juanne Pili su Fanpage, con un prologo di poche righe ma con tanti spunti per fare giornalismo.

In una sperduta regione russa che si affaccia nell’oceano Pacifico sono stati rinvenuti sotto la sabbia gelata i resti di una “misteriosa” creatura pelosa. Qualcuno ipotizza che possa trattarsi di un Mammut, ma la spiegazione potrebbe essere molto più semplice, basta conoscere il modo in cui si decompongono gli animali, come ad esempio i cetacei.

D’altronde su BUTAC storie simili le abbiamo già trattate negli anni passati, guarda caso d’estate capita più spesso. Vero che chi si è trovato di fronte queste carcasse si sia domandato cosa potessero essere, ma il “nessuno sa cosa possa essere” è una bufala bella e buona, il primo scienziato che potesse esaminarlo da vicino saprebbe risalire a che animale sia con certezza. Togliendo ogni mistero alla creatura.

Ma ovviamente riportarlo rovinerebbe la viralità dell’articolo. Mentre invece continuare a condividere foto del genere aiuta la crescita commerciale di un sito, visto anche il pubblico medio che è possibile raggiungere online.

Spero vivamente che nelle edizioni cartacee dei giornali queste notizie non appaiano. Ma ammetto che, su carta, fruisco solo del poco che trovo al bar sotto casa.

Qui precedenti articoli che trattavano di misteriose carcasse marine.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un  caffè!