Gli esperti di politica e l’analisi elettorale

Dove si sono spostati i voti? Un veloce fact-checking

Nel marasma post elettorale ci sono analisi e commenti sul voto che raccontano i risultati in maniera un po’ superficiale, come questo tweet di ByoBlu riportante le parole di Francesco Carraro:

“C’è uno zoccolo duro di italiani (2 su 10) a cui va bene tutto ma il restante 80% tra 2018 e 2022 ha vagato tra #M5S, #Lega e #FdI. Questo esprime un grosso bacino di insoddisfazione ed è proprio da li che dovrebbero pescare i partiti antisistema.” Afferma Francesco Carraro.

Carraro e Byoblu a riprova dell’affermazione mostrano una tabella, che potete vedere in quest’immagine:

La tabella riporta le percentuali di chi ha votato per cosa, percentuali però che non sono rappresentative di ciò che è realmente successo il 25 settembre. Se prendiamo il totale dei votanti e lo dividiamo per i tre poli principali, nel 2018 i numeri per la Camera erano questi (fonte di tutti è Eligendo):

Centro Destra: 12.152.345

Centro Sinistra: 7.506.723

M5S: 10.732.066

E questi nel 2022 (sez. scrut. 61394 su 61417):

Centro Destra: 12.299.648

Centro Sinistra: 7.337.624

M5S: 4.333.748

Nel 2018 c’era Liberi & Uguali che aveva totalizzato 1.114.799 di voti, nel 2022 c’è la lista Calenda che ha fatto 2.186.658. Ma i tre principali poli restano Centro Dx, Centro Sx e M5S, e come avete potuto vedere dallo schemino qui sopra destra e sinistra non hanno visto grandi cambiamenti rispetto al 2018: il centro destra ha avuto un numero di voti praticamente uguale a prima, esattamente come il centro sinistra. Certo, Giorgia Meloni ha guadagnato tantissimi voti, ma a discapito dei suoi alleati, non del Centro sinistra.

Quindi non è corretto sostenere che 8 italiani su 10 abbiano vagato tra M5S, Lega e Fratelli d’Italia, al massimo abbiamo un discreto numero di elettori che, magari scontenti della Lega, hanno scelto di dare il proprio voto a FdI, gli elettori del centro sinistra invece sono rimasti più o meno gli stessi, mentre è il Movimento 5 Stelle che ha più che dimezzato i propri sostenitori. Parte di quelli probabilmente sono quel 9% di soggetti che tra il 2018 e il 2022 ha scelto di non votare, portando la percentuale di votanti al 63.91%, dal 72,94% delle precedenti elezioni del 2018.

maicolengel at butac punto it

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