Guardare ma non capire

maicolengel butac 2 Lug 2019
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C’è un video che circola in rete da alcuni anni. Mostra un intellettuale egiziano che parla dell’autoerotismo durante il Ramadan.

Sui social italiani ogni volta che viene diffuso i commenti sono tutti dello stesso genere.

Come mai è ancora vivo questo signore?

O ancora:

Ma questo escremento di essere umano ci crede davvero alle puttanate che emette come peti dalla bocca??!! Bisognerebbe arrestarlo solo per quel che ha detto sulle scimmie.. per tutto il resto preferisco non esprimermi, sarei tacciato d’essere fascista.. Ah, si, io sono FASCISTA..

Perché Sayyid Al-Qemany è oggetto di questo genere di commenti? Ma perché in questo video (montato ad arte) che circola imperterrito da almeno tre anni dice che il Corano permetterebbe la masturbazione usando la mano di bambini di 2-3 anni. Nel video che circola in versione breve si vede Al-Qemany spiegare un hadith che (secondo quanto riporta lui stesso) viene insegnato nell’Università di Al-Azhar.

In pratica il concetto sarebbe che durante il Ramadan non si può avere rapporti con la propria moglie, e non ci si può fare masturbare dalla stessa. Quindi, sostiene Al-Qemany, all’università egiziana insegnerebbero che un sistema per evitare di incorrere in peccato è quello di usare le mani innocenti di bimbi piccoli. Ho cercato la nozione su svariati siti che parlano di regole in merito all’autoerotismo nei Paesi islamici, non ho trovato alcun testo che affermi quello criticato da Al-Qemany, il che mi porta a pensare che quell’interpretazione sia riferita a un singolo hadith insegnato ad Al-Alzhar, senza che abbia avuto altra diffusione. Se si eccettuano le migliaia che lo condividono per attaccare Al-Qemany senza comprendere di essere dalla sua stessa parte.

Al-Qemany è contrario a quell’hadith, quella che vedete è una conferenza stampa dove lo studioso si schiera contro quanto insegnato nell’Università di Al-Azhar. Sono anni che Al-Qemany accusa quell’università di essere integralista e di radicalizzare i propri studenti.

Non merita esser definito escremento, anzi, volendo esser pignoli il ragazzo che si definisce fascista dovrebbe considerarlo un suo alleato, invece che un suo nemico. Perché Al-Qemany è uno studioso che denuncia gli insegnamenti estremisti dell’università di Al-Azhar.

Anzi, a voler andare a fondo, Al-Qemany era portato in palmo di mano da soggetti come Magdi Allam e Giulio Meotti, strenui difensori della cultura cristiana.

È curioso, nel 2005 Magdi Allam sul Corriere ci raccontava che Al-Qemany:

ha appena annunciato il proprio «pentimento e dissociazione da tutte le blasfemie scritte», nonché la decisione di «rinunciare alla scrittura definitivamente ». «Ammetto che la morte, spezzando la mia penna, sarà una lenta agonia perché la mia penna è la massima aspirazione della mia vita e dello spirito che respiro— ha rivelato al sito liberale www. elaph.com — ma con questa decisione mi resterà il tempo per accudire i miei figli». Nel loro comunicato i terroristi del Gruppo della Jihad gli avevano dato un ultimatum di una settimana per pentirsi.

Il sito elaph.com è un sito fortemente critico verso la radicalizzazione islamica, non ho modo di verificare se nel 2005 Al-Qemany abbia davvero detto che avrebbe rinunciato alle sue critiche contro Al-Azhar. Quello che però appare evidente a chiunque abbia voglia di fare ricerche è che in realtà non ha mai smesso con le sue critiche. Anzi è stato pure premiato nel 2009 dal ministro per la cultura egiziano per la sua opera di informazione. Curioso che Allam non ne abbia più parlato. Finché è utile alla narrazione raccontare di come vengano minacciati gli intellettuali dissidenti tutto ok, appena non sono più utili a quella narrazione scompaiono nell’oblio.

Non credo sia necessario aggiungere altro.
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