Hacker, attacchi e mandanti

Qualche riflessione sulla nostra capacità di proteggerci da pericoli che coinvolgono sempre di più ogni aspetto delle nostre vite

maicolengel butac 5 Nov 2026
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Era il 2015, BUTAC era nato da soli due anni (quattro, se consideriamo la rubrica su LegaNerd) e io non sapevo che pesci pigliare. Il sito finiva offline almeno una volta alla settimana, e io ero convinto che fosse colpa della mia inesperienza con la gestione su WordPress o direttamente sulla mia incapacità di gestire il server nella maniera corretta. A volte succedeva per poche ore, a volte per giorni interi. Ma non c’erano soldi per pagare un professionista che potesse aiutarmi, solo spicci che bastavano a malapena a pagare i servizi web su cui ci appoggiavamo. Poi arrivò un amico che analizzando i dati del sito ci disse che, secondo lui, stavamo subendo attacchi informatici, e che gli stessi avevano tutti la stessa provenienza: l’Est Europa.

Attacchi che riducevano la portata di un blog che si occupava di fact-checking nel momento in cui nel nostro Paese la disinformazione stava alzando la testa: curioso, non trovate? Le persone con cui mi confrontavo all’epoca mi suggerivano tutte di non dare peso all’ipotesi che gli attacchi fossero deliberati e mirati a BUTAC, chi mi credevo d’essere?

BUTAC in quel momento era uno dei siti di fact-checking più letti d’Italia, con un pubblico in costante crescita e moltissima visibilità grazie anche ai tanti quotidiani che citavano e linkavano i nostri fact check (oggi rari come la neve a Bologna).

A colpirici erano attori esterni, ma una colpa l’avevamo anche noi, visto che non ci eravamo preventivamente difesi.

Ma a noi che ce frega?

Qualche settimana fa qualcuno ha pensato di hackerare i frigoriferi dei supermercati. Prima in Francia, nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, con centinaia di negozi colpiti. Poi, nella notte tra l’1 e il 2 novembre, in mezza Europa: Svezia, Estonia, Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo. E Italia. In Sicilia il direttore generale del gruppo Radenza, Giuseppe Spadaro, ha parlato di almeno tre supermercati Coop a Catania e uno a Palermo. Coop precisa che riguarda solo un gestore in franchising. RaiNews segnala problemi anche in tre punti vendita Decò.

Anche stavolta in tanti hanno (abbiamo?) qualche titubanza nel puntare il dito. Magari sono solo ragazzini che si sono divertiti a sfruttare una debolezza scoperta, come ipotizza un esperto sentito da Euronews.

Può darsi. Ma il fatto che una porta sia stata lasciata aperta non dice niente su chi ha deciso di entrare. Dice molto, invece, su chi l’ha lasciata aperta, proprio come noi nel 2015. E quella porta, in molti casi, era vecchia di anni. Lo spiega bene Alex Orlowski, esperto di cybersicurezza, in un post su Facebook/LinkedIn:

Danfoss ha dichiarato che la maggior parte degli impianti colpiti erano modelli legacy usciti di produzione e senza più supporto. […] Questi non ricevono più firmware né patch di sicurezza. Per loro non esiste un aggiornamento che chiuda la vulnerabilità sfruttata: l’unica soluzione reale è sostituirli o isolarli completamente dalla rete.

Orlowski precisa che l’attribuzione non è certa, anche se i sospetti sono caduti subito su Russia e Iran. Ma quando si scopre una falla non facilmente riparabile, è probabile che qualcuno prima o poi la usi.

Nel 2026, quando la tecnologia ha invaso le nostre case, le nostre macchine, la nostra vita, forse non possiamo limitarci a vivere, ma dovremmo imparare anche a capire e proteggere quello che ci sta attorno. Vale per noi che viviamo in case sempre più domotiche, ma ancor di più dovrebbe valere per quelli che si occupano della gestione e assistenza di impianti industriali. Che siano frigoriferi della grande distribuzione o segnali GPS disturbati, poco cambia: chi ha intenti malevoli può fare danni sia mandando in tilt la navigazione di un aereo, sia facendo andare a male le derrate di un supermercato.

La prevenzione

BUTAC fin dalla sua nascita ha cercato di spingere sulla prevenzione, sia quella medica sia quella sociale. Sono 13 anni che ripetiamo come pappagalli che lo spirito critico va insegnato a scuola, fin da piccoli. La prevenzione è sempre importante; è noiosa, lo capiamo, e per questo si tende a non farla o a ritardarla il più possibile. Finché qualcuno, comodamente seduto da qualche parte a migliaia di km di distanza (o magari pochi metri più in là), non decide di dire al nostro frigorifero di diventare un fornetto.

Oggi più che mai, conoscendo questi rischi, dovremmo imparare a prevenire, con sistemi di difesa che non permettano attacchi di questo genere, esattamente come ci vacciniamo contro malattie che sappiamo di poter prevenire.

Chiunque ci spinga ad abbassare le difese o a ignorare le minacce non è interessato al nostro benessere. Solitamente sta disinformando, a volte solo per paura o ignoranza, a volte perché ha precisi interessi a distrarci.

maicolengel at butac punto it

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